Juncker alla Presidenza della Commissione europea. Questa volta è diverso? (02.07.2014)

Il Commento
Juncker alla Presidenza della Commissione europea. Questa volta è diverso?

Andrea Gratteri

Il Consiglio europeo di Ypres del 26-27 giugno ha proposto Jean Claude Juncker quale candidato alla Presidenza della Commissione europea.
Questa proposta, deliberata con il voto contrario dei governi di Regno Unito e Ungheria, segue l’esito delle elezioni del Parlamento europeo dello scorso maggio in cui i principali partiti politici europei hanno presentato un loro candidato alla Presidenza della Commissione (Juncker per il partito popolare; Schulz per i socialisti e democratici; Verhofstadt per i liberaldemocratici; Tsipras per la sinistra; Keller e Bové per i verdi). Tali candidature sono maturate all’interno dei partiti su impulso del Parlamento europeo che ha tentato di spostare in suo favore il baricentro della decisione relativa al vertice politico della Commissione alla luce del nuovo articolo 17 TUE che, al comma 7, dispone che “tenuto conto delle elezioni del Parlamento europeo e dopo aver effettuato le consultazioni appropriate, il Consiglio europeo, deliberando a maggioranza qualificata, propone al Parlamento europeo un candidato alla carica di presidente della Commissione. Tale candidato è eletto dal Parlamento europeo a maggioranza dei membri che lo compongono”.
L’innesto della candidature di partito alla Presidenza della Commissione ha introdotto una forte personalizzazione e radicalizzazione delle posizioni politiche che mal si concilia, però, con la struttura intrinsecamente consensuale del quadro istituzionale dell’Unione ed ha suggerito lo slogan questa volta è diverso per le elezioni del Parlamento europeo, per sottolineare un nuovo presunto ruolo decisionale degli elettori.
Né il Parlamento europeo né il Consiglio europeo sono nelle condizioni di operare secondo una logica di maggioranza e opposizione politica. La creazione di una maggioranza parlamentare è subordinata (perlomeno) all’intesa del gruppo popolare con quello dei socialisti e democratici e il Consiglio europeo è la sede in cui si confrontano i governi di ventotto Paesi che solo in una minoranza di casi sono retti da maggioranze monocolore: la coalizione o la grande coalizione è la formula politica attualmente prevalente in Europa.
La presentazione di candidature preventive ha portato però anche un elemento di forte trasparenza e chiarezza sulla scena politica europea e il Consiglio europeo ha, saggiamente, ritenuto di doverne tenere conto con la decisione di proporre il candidato del gruppo più numeroso nel Parlamento europeo.
La prassi seguita in occasione della prima applicazione di un nuovo procedimento inevitabilmente è destinata ad essere un precedente importante. Ed è forse proprio per questo motivo che nelle conclusioni del Consiglio europeo di Ypres già si inizia a ragionare di una possibile revisione del procedimento: “una volta che la nuova Commissione europea si sarà effettivamente insediata, il Consiglio europeo prenderà in esame il processo di nomina del presidente della Commissione europea per il futuro nel rispetto dei trattati europei”: come dire che la presentazione di candidature preventive è un ostacolo al raggiungimento dell’unanimità in seno al Consiglio europeo senza che il quadro istituzionale europeo sia idoneo ad essere governato al di fuori di una grande coalizione.
Le conclusioni del Consiglio europeo che propongono Juncker alla Presidenza della Commissione non devono essere però lette nel senso di una mera presa d’atto del risultato elettorale di maggio. La mediazione politica fra i gruppi politici e fra i rappresentanti dei governi nazionali è stata infatti al centro delle consultazioni del Presidente del Consiglio europeo Van Rompuy e dello stesso Consiglio, dove è plausibile immaginare che abbia pesato l’opinione di quei leader politici capaci di essere autorevoli sia in seno al Consiglio europeo sia in seno al loro partito politico europeo (e quindi nel gruppo politico corrispondente al Parlamento europeo). Davvero questa volta è diverso?

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