In corso a Lima la Conferenza ONU sui cambiamenti climatici: quale ruolo per l’Unione Europea? (01.12.2014)

Sono iniziati il 1° dicembre i lavori della Conferenza ONU sul clima: un appuntamento annuale cruciale per tutti coloro che seguono le tematiche ambientali. Quest’anno la Conferenza, ospitata a Lima (Perù), vede l’Italia come “frontliner”, in quanto l’Unione Europea sarà rappresentata dal nostro Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e dal Commissario UE per l’azione per il clima Miguel Arias Cañete.

Rimandando ad una nota successiva l’analisi dei risultati della Conferenza, ci preme qui porre in luce l’atteggiamento con il quale l’Unione Europea sta affrontando le discussioni di questi giorni.
L’obiettivo condiviso degli incontri è la redazione di un testo di riferimento per un accordo globale sul clima su cui poter avviare i negoziati nel 2015; auspicabilmente, questi ultimi dovranno sfociare nell’approvazione dell’accordo durante la prossima Conferenza ONU sul clima, che si terrà a Parigi. Il nucleo fondamentale del nuovo accordo sono le azioni che gli Stati dovranno compiere in maniera tale da soddisfare l’obiettivo del mantenimento del riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi Celsius rispetto alla temperatura pre-industriale. Questione fondamentale da affrontare sarà quella della nuova ripartizione degli obblighi in materia di riduzione dell’inquinamento tra Paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo.

In una recente press-release, la Commissione Europea ci informa delle caratteristiche che la bozza di accordo sul clima dovrebbe avere: 1) ambizioso: l’Unione chiede con forza agli Stati di fissare dei chiari obiettivi di riduzione dei gas serra per marzo 2015, così da poter meglio valutare (prima dell’incontro di Parigi) quali e quanti impegni assumere in sede di Conferenza; 2) trasparente: è fondamentale, secondo la Commissione Europea, che gli Stati parti possano monitorare e verificare le riduzioni di gas serra e quindi valutare i progressi compiuti; ciò permetterà altresì di comparare le performances dei singoli Stati; 3) a lungo termine: l’Europa vuole che l’accordo permetta il mantenimento durevole dello standard dei “2 gradi Celsius”; 4) equilibrato: si aggiunga “dal punto di vista economico-finanziario”.

Il Ministro Galletti, al termine del Consiglio Ambiente del 28 ottobre scorso (sul quale è presente una nota informativa), aveva affermato: “ho un mandato negoziale, come presidente, che mi permette di andare a Lima a testa alta”. Pochi giorni fa, ad un mese di distanza da questa dichiarazione, ha dichiarato: “I risultati che ci proponiamo di raggiungere a Lima sono: l’ulteriore sviluppo degli elementi per l’accordo 2015 e la definizione dei prossimi passi per trasformare questi elementi in un testo completo negoziale; da ciò che verrà deciso nei prossimi appuntamenti discenderà inevitabilmente anche il modello di sviluppo mondiale dei prossimi decenni”. A Galletti fa eco il Commissario Europeo Miguel Arias Cañete: “L’Europa è stata la prima ad agire, annunciando i suoi obiettivi di riduzione dei gas serra. La Cina e gli USA hanno risposto prontamente. Ora ci aspettiamo che a Lima anche gli altri Stati facciano lo stesso”. A queste voci si aggiunge quella altrettanto autorevole del Presidente della Commissione Europea Juncker, il quale ha voluto recentemente sottolineare che le politiche sul cambiamento climatico fanno parte delle 10 priorità assolute del suo mandato.

Insomma, l’Unione Europea sembra intenzionata a ricoprire il ruolo di attore protagonista durante questo incontro del COP10. Nella speranza che i passi in avanti verso Parigi siano consistenti, ci diamo appuntamento alla prossima nota informativa, quando la macchina di Lima avrà ormai arrestato la sua corsa e potremo leggere in tutta tranquillità il contachilometri.

Omar Makimov Pallotta

Link alla press release della Commissione Europea

Questions & Answers sulla Conferenza di Lima

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