Il pacchetto sulla trasparenza fiscale e il nuovo accordo sul riciclaggio del denaro (14.03.2015)

La Commissione europea, nel contesto delle iniziative chiave per garantire un’impostazione più equa e trasparente dei regimi fiscali nell’Unione Europea, sta mettendo in atto una strategia in grado di poter contrastare maggiormente l’evasione e l’elusione fiscale, in armonia con il “programma” presentato dal Presidente Jean-Claude Juncker.

L’obiettivo primario della Commissione è far sì che le imprese, attraverso una pianificazione fiscale, vengano tassate nel paese stesso in cui si svolgono le attività economiche che generano profitti, in modo da evitare ogni possibile sottrazione nei pagamenti dovuti. In merito all’affermazione del Commissario europeo per gli affari economici e finanziari, Pierre Moscovici << Le pratiche fiscali abusive e i regimi fiscali nocivi nascono nell’ombra, la trasparenza e la cooperazione sono i loro nemici naturali >>, la Commissione, sulla base del programma di lavoro presentato, avrebbe intenzione di proporre norme dirette ad ampliare lo scambio di informazioni sugli accordi fiscali che riguardano, nell’ambito del fisco delle società, i regimi d’imposizione.

L’intento normativo sarebbe quello di superare le limitazioni che, attualmente, caratterizzano la trasparenza informativa nel settore, affinché si possano ridurre le distorsioni di concorrenza all’interno del mercato unico e si evitino vantaggi selettivi. Durante il Consiglio Affari Generali del 10/02/2015 sono state adottate alcune conclusioni che accolgono il programma di lavoro della Commissione europea per il 2015 e, inoltre, riflettono l’agenda strategica adottata dal Consiglio europeo. In particolare, il Consiglio si è soffermato sull’iniziativa inerente al rafforzamento delle norme per la prevenzione del riciclaggio del denaro e, in tal modo, anche per impedire il finanziamento del terrorismo. L’approvazione dell’accordo con il Parlamento europeo prevede una direttiva e un progetto di regolamento in materia, come proposta legislativa, affinché si garantisca coerenza con l’approccio seguito e una maggiore chiarezza sulle informazioni che accompagnano i trasferimenti di fondi.

La decisione del Consiglio fa riferimento alle indicazioni del Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale (GAFI) che prende  in considerazione le normative contro il riciclaggio del denaro su scala globale. L’importanza del tema trattato deriva dall’urgenza dell’Unione Europea di adeguare la propria legislazione alle nuove tecniche sviluppate e alle novità della tecnologia, come strumenti del crimine nelle sue azioni illecite; le principali novità normative riguardano l’introduzione di requisiti per un maggior numero di professionisti e, in particolare, si prevede una riduzione della soglia dei pagamenti in contanti, per i commercianti, da 15.000 a 10.000 euro.

Inoltre, l’obiettivo è applicare un approccio basato sul rischio, in modo da poter circoscrivere le problematiche, tenendo in considerazione  decisioni fondate su fatti concreti. Sono previste anche norme più severe sull’adeguata verifica dei clienti e organismi, come le banche, dovranno adottare interventi mirati per le situazioni più delicate e, potenzialmente, più a rischio; sarà anche possibile, tuttavia, semplificare le misure in presenza di rischi minori.

Il progetto tiene conto di elementi innovativi rispetto al passato come, ad esempio, disposizioni specifiche sull’effettiva titolarità delle imprese affinché venga creato un registro centrale contenete le informazioni e accessibile alle autorità competenti, alle Unità di informazione finanziaria e agli organismi di settore come le banche. In merito al gioco d’azzardo il testo prevede, inoltre, che i relativi prestatori di servizi, con un profilo di rischio elevato, debbano procedere alle adeguate verifiche per tutte le operazioni pari o superiori ai 2.000 euro e agli Stati membri sarà concesso l’esonero per determinati servizi di gioco d’azzardo dall’applicazione delle disposizioni in circostanze giustificate e in presenza di un basso rischio.

Le sanzioni previste, in materia, sono di natura pecuniaria e prevedono un importo massimo pari al doppio dei profitti ricavati dalle attività illecite, o almeno di un milione di euro. Per quanto concerne, invece, gli enti creditizi o finanziari la massima sanzione prevede un importo di 5 milioni di euro o il 10% del fatturato complessivo e gli Stati membri dell’UE avranno due anni di tempo per adeguarsi alla direttiva, in fieri, e recepirla nel proprio diritto nazionale.

Il pacchetto sulla trasparenza fiscale, promosso dai Commissari dell’Unione Europea, e il rafforzamento della prevenzione contro il riciclaggio del denaro assumono, così, particolare rilevanza sia per la Commissione europea, rispettando gli orientamenti politici  indicati dal Presidente Juncker al Parlamento europeo il 15 luglio del 2014 e il nuovo programma della Commissione, sia per il Consiglio dell’UE. Si auspica che tali strumenti siano in grado di ridurre, significativamente, l’azione criminale per i Paesi membri e siano un concreto stimolo per lo sviluppo del mercato unico, affinché venga tutelato il principio della concorrenza e della competitività.

Fabio D’Apollo

Per saperne di più:
Testi del regolamento e della direttiva sul riciclaggio di denaro
Portale del Gruppo di azione finanziaria internazionale
Portale del programma di lavoro della Commissione europea per il 2015

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