Il Mercato Unico della digitalizzazione tra normative vigenti e proposte della Commissione (12.07.2014)

La regolamentazione del mercato del roaming internazionale ha seguito un percorso di evoluzione differente rispetto agli altri mercati delle comunicazioni elettroniche.
Superato il primo tentativo di regolazione basato sul coordinamento tra le Autorità Nazionali degli Stati Membri, la Commissione Europea ha deciso di intervenire direttamente a tutela dell’utenza, attraverso il Regolamento (CE) n. 717/2007. Questo Regolamento ha avuto un impatto considerevole sui consumatori e sui gestori delle telecomunicazioni: per la prima volta infatti si è iniziato a discutere, all’interno delle Istituzione, di “mercato unico digitale”, per favorire lo sviluppo delle infrastrutture e dell’economia nell’Eurozona.

La Commissione ha iniziato a ridurre vincoli e costi, in particolare di telefonia e internet, dovuti alla mancanza di regole chiare sull’utilizzabilità delle “infrastrutture dati” di uno Stato, da parte di un’impresa erogante servizi in un altro Stato dell’Unione. Costi ancora più accentuati dalla mancanza di armonizzazione fiscale: un dato che viene inviato tramite più Stati, deve – rectius doveva – subire un imposizione fiscale in ognuno degli Stati in cui viene trasmesso.

Al Regolamento del 2007 è seguito il Regolamento (CE) n. 544/2009 che ha confermato la dimensione transnazionale del mercato del roaming. Il Regolamento ha fissato soglie massime di tariffe, che il cliente in roaming deve corrispondere al proprio operatore (retail) e le tariffe massime che l’operatore estero ospite applica all’operatore che fornisce il contratto al cliente (wholesale), per il periodo 2009-2012. Ha contribuito anche a risolvere le questioni fiscali inerenti lo scambio dati.

Il Regolamento (UE) n. 531/2012 garantisce che gli utenti delle reti pubbliche di comunicazioni mobili che viaggiano all’interno dell’Unione non paghino prezzi eccessivi, rispetto alle tariffe competitive nazionali, per i servizi vocali di roaming intracomunitario quando effettuano e ricevono chiamate, inviano e ricevono SMS e utilizzano servizi di trasmissione di dati di pacchetto. Conseguentemente sono previste misure di controllo dei prezzi massimi di vendita wholesale e retail per il traffico voce, SMS e dati.

Infine, il Regolamento di Esecuzione (UE) 1203/2012, impartisce delle linee guida per realizzare la cd “competizione infrastrutturale”: l’utente potrà scegliere il fornitore dei propri servizi, indipendentemente dal gestore che ha nel suo Stato Membro, senza necessità di cambiare SIM o acquistarne una nuova: si tratta quindi di una semplice operazione di rivendita. Attraverso un sistema chiamato “Local Break-Out “il cliente in roaming può scegliere un operatore della rete mobile locale di un qualunque Stato Membro in cui si trova, per la fornitura diretta di servizi. Questo servizio risulta simile alla connessione tramite reti locali senza fili – wi-fi. I servizi di telefonia vocale, gli SMS e gli altri servizi di roaming associati sono di norma forniti dall’operatore della rete d’origine”.

“Con questo voto l’Ue fa qualcosa di concreto per i cittadini“, ha dichiarato Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione Europea. “L’Unione europea è proprio questo: eliminare le barriere per semplificare la vita e ridurre i costi. Quasi tutti noi dipendiamo oramai quotidianamente dalle connessioni mobili e internet. Abbiamo il diritto di sapere che cosa acquistiamo, senza essere imbrogliati e con la possibilità di cambiare idea. Le imprese, dal canto loro, devono poter servire tutti noi e questo regolamento le aiuta a farlo. Si tratta di una soluzione vantaggiosa per tutti”.

Dal 1° Luglio 2014 queste innovazioni sono diventate effettive garantendo un considerevole risparmio. Dal sito della Commissione, creato appositamente per lo sviluppo dei servizi roaming, si evince come i costi siano diminuiti dell’80% circa, dal 2007 ad oggi. Un esempio di risparmio è dato dal costo di 1 MB di traffico internet che oggi costa circa 25 Cent. Nel 2007 costava più di un Euro!

Nel futuro, come si evince dai propositi contenuti nell’atto della Commissione (COD) 2013/0309, sarà un’Europa che investirà molto sulla rete e sullo scambio dei dati. La semplicità nello scambio dei dati, avrà un impatto notevole a livello economico e favorirà moltissimo la libera circolazione dei lavoratori.

Sabatino Valerio.

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