Il discorso sullo Stato dell’Unione del Presidente della Commissione: partire da alcuni principi fondamentali per un’Unione più unita, forte e democratica (13.09.2017)

1. Il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, oggi, 13 settembre 2017, ha tenuto il discorso annuale sullo Stato dell’Unione davanti al Parlamento europeo (PE). In conformità con i poteri attribuiti al Presidente della Commissione a seguito della revisione dei trattati europei operata dalla riforma di Lisbona del 2007, che ha attribuito poteri di controllo del PE sull’operato della Commissione, Juncker ha fatto un bilancio degli ultimi dodici mesi dell’azione dell’istituzione da lui guidata e ha tracciato i principali indirizzi politici che intende realizzare nei prossimi mesi.

2. Il discorso ha toccato inizialmente cinque questioni strategiche per il presente e il futuro dell’Ue, ossia: (a) la politica commerciale dell’Ue deve essere rafforzata e concretizzata concludendo, entro la fine del mandato di questa Commissione, i relativi trattati con il Messico, alcuni Paesi dell’America latina, l’Australia e la Nuova Zelanda; (b) deve essere potenziato il settore industriale europeo, per questo la Commissione ha elaborato la nuova strategia sulla politica industriale che dovrà aiutare le imprese europee a rimanere o a diventare leader nell’innovazione, nella digitalizzazione e nella decarbonizzazione; (c) consolidare la leadership dell’Unione nella lotta ai cambiamenti climatici, ad es. presentando delle misure specifiche per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica nel settore del trasporto; (d) proteggere meglio i cittadini europei dalle insidie delle tecnologie digitali, in particolare dei cyber-attacchi, definiti da Juncker «più pericolosi per la stabilità delle democrazie e delle economie di fucili e carri armati»; per questo la Commissione sta proponendo un’Agenzia europea per la cybersecurity; (e) fare di più e meglio sulla immigrazione, settore in cui l’Italia, grazie alla sua azione nel Mediterraneo, «sta salvando l’onore dell’Europa». Juncker ha ricordato che a seguito dell’accordo con la Turchia gli arrivi dalla rotta del Mediterraneo orientale sono scesi del 97%, mentre grazie a un migliore controllo della rotta del Mediterraneo centrale gli arrivi nel mese di agosto 2017 sono calati dell’81% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Il Presidente della Commissione ha anche ribadito che l’Europa non è una fortezza e mai lo sarà, anche se «la solidarietà non è ancora equamente condivisa da tutti gli Stati membri» e che la Commissione nelle prossime settimane lavorerà insieme alle Nazioni Unite per mettere fine alla «scandalous situation» dei campi profughi creati in Libia per impedire le partenze dei migranti. Infine ha invitato gli Stati membri a contribuire finanziariamente al Fondo fiduciario per l’Africa creato nel 2015 al vertice di La Valletta e ha dichiarato che la migrazione legale è una necessità per l’Europa, continente anziano che sta invecchiando inesorabilmente invecchiando e a tal proposito ha preannunciato un impegno della Commissione per rendere più semplice ai migranti altamente specializzati il raggiungimento dell’Europa con le Blue Card.

3. Juncker, poi, richiamando il recente Libro bianco sul futuro dell’Europa (COM 2017(2025), 1° marzo 2017), ha illustrato un suo personalissimo sesto scenario che combina elementi di tutti e cinque gli scenari contenuti nel Libro bianco e che pare allontanarsi – almeno per il momento – da una prospettiva puramente federalista. Infatti per il presidente della Commissione, l’Ue del futuro dovrà fondarsi su tre principi fondamentali: libertà, da ogni tipo di oppressione e dittatura, di opinione e stampa, e via dicendo; uguaglianza, per non perseverare nelle disparità tra cittadini, consumatori e lavoratori, in quest’ultimo caso proponendo l’istituzione di un’Autorità comune sul lavoro; Stato di diritto, secondo il quale deve essere riaffermata l’indipendenza della magistratura dai poteri legislativo e esecutivo, tirando una frecciatina verso Paesi come ad es. Ungheria e Polonia che da questo punto di vista negli ultimi tempi hanno segnato un arretramento.

4. Juncker ha sostenuto che questi tre principi devono rappresentare il fondamento intorno al quale costruire un’Unione più unita, forte e democratica. Per quanto riguarda un’Unione più unita, il Presidente ha tracciato il sentiero attraverso cui rilanciare il processo di integrazione europea e ha fatto riferimento al completamento dell’area Schengen e dell’Unione bancaria, all’adozione generalizzata, in tutti gli Stati membri, dell’Euro (mettendo a punto, ad es., uno strumento ad hoc per favorire l’adesione alla moneta unica), all’istituzione del pilastro europeo dei diritti sociali per evitare il dumping sociale e, infine, al mantenimento di una prospettiva credibile di allargamento ai Balcani occidentali, anche se entro il 2019 non ci sarà nessuna nuova adesione all’Ue di questi Paesi. Infine è stata riaffermata l’indisponibilità della Commissione a consentire l’adesione della Turchia all’Unione, viste le sue gravi violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Con riferimento a una Unione più forte, Juncker ha indicato come prioritario il rafforzamento del mercato unico, dell’Unione economica e monetaria (con la trasformazione del Commissario per gli affari economici e finanziari in un vero Ministro europeo dell’economia e della finanza), della lotta al terrorismo (con la creazione di un servizio di intelligence unica e l’ampliamento dei poteri della procura europea) e dell’azione esterna dell’Ue, innanzitutto dotandosi, entro il 2025, di una Unione europea della difesa. Infine, per ciò che concerne un’Unione più democratica, Juncker, consapevole del fatto che il discorso della democrazia europea è spesso appiattito su dinamiche nazionali, ha comunicato al PE che la Commissione è in procinto di proporre nuove norme sul finanziamento dei partiti e delle fondazioni a livello europeo, probabilmente modificando quelle già contenute del Regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014. Il Presidente ha anche rilanciato l’idea di liste transnazionali in occasione delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo e si è detto disponibile ad appoggiare la proposta di Emmanuel Macron sull’organizzazione di convenzioni democratiche in tutta Europa nel 2018. Infine ha preannunciato la presentazione al PE di un nuovo Codice di condotta per i Commissari e ha lanciato la proposta di unire le presidenze di Commissione e Consiglio europeo, in quanto, secondo la sua opinione, un singolo presidente rifletterebbe meglio la vera natura dell’Ue, ossia, al contempo, un’Unione di Stati e un’Unione di cittadini.

5. Chiudendo il suo discorso davanti al Parlamento europeo, Juncker ha ricordato che il 29 marzo 2019 il Regno Unito si distaccherà definitivamente dall’Ue e, per reagire a questo «very sad and tragic moment», spera che si possa reagire subito organizzando un Vertice speciale in Romania (presidente di turno del Consiglio) già il giorno successivo, al fine di segnare una tappa fondamentale nel rilancio del processo di integrazione europea e del progetto di una Unione federale.

Luigi D’Ettorre

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