Il Consiglio del 25 novembre sul rilancio dello sport nella sua dimensione economica e come attività fondamentale per i giovani (01.12.2014)

1. Considerazione introduttive. – Il 25 novembre si è tenuto il Consiglio Istruzione, gioventù, cultura e sport. Si è occupato essenzialmente di due aree, quella della cultura e degli audiovisivi e quella dello sport. Della prima già si è scritto (cfr. sotto-sezione Cultura compresa nella formazione Istruzione, gioventù, cultura, audiovisivi e sport), ora si esporranno le conclusioni adottate dai ministri per quanto riguarda gli aspetti legati allo sport nella dimensione europea. Dai dati presentati dalla Presidenza italiana e da una realtà ormai oggettiva e operante da anni viene fuori che lo sport, oltre a produrre benefici nella sfera psicofisica della persona, a migliorarne la qualità della vita, a prevenire patologie di varia natura (peraltro con un vantaggio in termini di risorse risparmiate dai vari sistemi sanitari nazionali e quindi dal bilancio pubblico), ha assunto un ruolo di assoluto rilievo nella sfera economica e occupazionale, sia direttamente (quindi nel proprio settore stricto sensu), sia indirettamente grazie a un significativo spillover su altri segmenti di mercato. Peraltro lo sport, con i suoi effetti benefici sulla dimensione economica e sociale e le sue numerose innovazioni è ritenuto importante dall’UE per il raggiungimento degli obiettivi della strategia di Europa 2020. A fronte di questa realtà, tuttavia, la sensazione è che molto rimane ancora da fare per sviluppare l’importanza dello sport negli Stati membri, soprattutto quelli dell’Europea meridionale che scontano un ritardo in più parametri rispetto a quelli mitteleuropei.

2. Sport e innovazione. – Stando ai dati ufficiali presentati dalla Presidenza del Consiglio dell’UE lo sport è un settore dell’economia a tutti gli effetti e in continua espansione. Ad oggi il volume di affari legato allo sport si aggira intorno ai 66 miliardi di euro, occupa circa 600mila addetti equivalente a più del 2% del totale degli occupati nell’UE e più di 150mila innovazioni sono sviluppate ogni anno. Per migliorare ancora di più l’impatto dello sport nella sfera economica e occupazionale il Consiglio ha fatto notare come siano sempre più cruciali la cooperazione, gli investimenti e le partnership pubbliche e private. A tal proposito il Consiglio ha adottato le Conclusioni sullo sport come motore di innovazione e di crescita economica, con le quali si rimarca l’estrema centralità dello sport nella ricerca e nell’innovazione nel proprio campo d’azione e le esternalità positive su altri settori, oltre alla capacità di creare occupazione, soprattutto in fasce di popolazione in sofferenza da questo punto di vista come quella giovanile. Inoltre il Consiglio indica anche alcune azioni concrete da mettere in atto, come la cooperazione intersettoriale e transfrontaliera, coinvolgendo le amministrazioni locali, le università, i centri di ricerca, le realtà industriali e sportive e fornire un ambiente favorevole per le attività di ricerca e nello sviluppo del prodotto. In questo alveo si inserisce anche la raccomandazione, rivolta agli Stati membri, di fare un miglior uso dei programmi e dei fondi europei come Horizon 2020, COSME e Erasmus+, i quali possono fornire un importante contributo in questo campo.

3. Sport e attività fisica nell’età scolare. – Il Consiglio ha affrontato anche la tematica dello sport e dell’attività fisica nell’età scolare, ricordando che uno degli obiettivi dell’UE è quello di aumentare e migliorare l’educazione fisica nelle scuole degli Stati membri e rafforzare la collaborazione tra organizzazione sportive, autorità nazionali e locali e settore privato. Allo stato attuale, però, la situazione è ben diversa. Non solo le azioni per raggiungere questo obiettivo non sono ancora state predisposte, ma a fronte dell’obbligatorietà dell’educazione fisica prevista in tutti gli ordinamenti degli Stati membri dell’UE, più ministri hanno dovuto riconoscere il declino o la marginalizzazione dello sport e dell’attività fisica in generale in età scolare, soprattutto tra gli adolescenti e le ragazze. Ciò è in parte attribuibile a una causa duplice: da una parte, il tempo sempre minore che le scuole attribuiscono allo sport e all’attività fisica, anche in termini di peso curricolare e la carenza (a volte la vera e propria assenza) di risorse umane, materiali e finanziarie, dall’altra parte, la competizione che queste attività devono sostenere con settori e attività in forte e generalizzata espansione, come giochi al computer, internet e TV che incoraggiano e sviluppano uno stile di vita sedentaria. Per invertire questo trend negativo gli Stati membri hanno previsto o già iniziato a sviluppare alcune politiche attive, come un aumento della cooperazione tra scuole e associazioni sportive, lo sviluppo di nuovi e innovativi metodi per l’insegnamento dell’educazione fisica o l’aumento delle motivazioni dei giovani sfruttando utilmente i grandi eventi sportivi che si tengono in Europa.

4. Altre questioni relative allo sport. – Per concludere, il Consiglio è stato informato dal rappresentante dell’UE presso il Board della Fondazione della WADA (World Anti-Doping Agency) sugli incontri tenutosi a Parigi il 15 e 16 novembre 2014. I principali temi affrontati sono stati il bilancio, la protezione dei dati e le questioni più strettamente legate all’antidoping. La WADA è un ente di diritto privato fondato nel 1999 la cui principale missione è promuovere, coordinare e monitorare la lotta contro il doping nello sport in tutte le sue forme. È composta da un Consiglio di Fondazione, da un Comitato esecutivo e da diversi Comitati. Il Consiglio di Fondazione è l’organo deputato ad adottare le decisioni ed è formato da 38 membri, metà rappresentanti del movimento olimpico e metà dei governi.
Infine la delegazione francese ha spronato gli altri ministri dello sport dell’UE a unirsi agli Stati membri che hanno già firmato la Convenzione contro la manipolazione delle competizioni sportive elaborata dal Consiglio d’Europa. I Paesi che lo hanno già fatto sono otto: Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lituania e Olanda. La Convenzione entrerà in vigore dopo la ratifica di almeno cinque firmatari, tre dei quali devono essere membri del Consiglio d’Europa.
Luigi D’Ettorre

PER APPROFONDIMENTI

Conclusioni sullo sport come motore di innovazione e di crescita economica

Convenzione contro la manipolazione delle competizioni sportive

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