Il Consiglio approva la “clausola antiabuso” per i gruppi societari (02.03.2015)

Con la riunione del 27 gennaio 2015, il Consiglio dell’Ecofin ha adottato la direttiva 2015/121/UE, che modifica le norme fiscali per le società madri e figlie, aggiungendo la “clausola antiabuso” vincolante, volta ad impedire l’evasione fiscale da parte dei gruppi societari.

La questione dell’elusione fiscale è una delle priorità politiche principali a livello comunitario ed è compresa tra gli obiettivi che si intendono raggiungere durante il periodo di Presidenza del Consiglio italiana, lettone e lussemburghese della durata di 18 mesi.
La direttiva sulle società madri e figlie (2011/96/UE), adottata nel novembre 2011, permette agli Stati membri di esentare dalla tassazione gli utili che le società madri ricevono dalle loro affiliate operanti all’estero, qualora tali utili abbiano già concorso alla formazione dell’imponibile nelle affiliate stesse. È d’interesse comune garantire che contribuenti beneficiari dell’esenzione non abusino della stessa. Gli Stati membri applicano disposizioni nazionali per combattere, in generale o nello specifico, l’evasione fiscale, la frode fiscale o le pratiche abusive; tuttavia, tali disposizioni possono avere diverse modalità di applicazione o, in ogni modo, vengono concepite per riflettere le specificità del sistema fiscale di ogni Stato membro. Ecco perché diventa necessario stabilire i termini minimi di una normativa comune che possa prevenire l’uso improprio dell’agevolazione fiscale e rendere più coerente la sua attuazione nei vari Stati membri. Nel luglio 2014 il Consiglio ha modificato, in prima battuta, la direttiva 2011/96/UE al fine di impedire ai gruppi societari di utilizzare costruzioni finanziarie ibride per beneficiare della doppia non imposizione (2014/86/UE). La neo modifica prevede l’introduzione di una “clausola antiabuso” con lo scopo specifico di combattere la costruzione o una serie di costruzioni non genuine o non autentiche, che non rispecchiano un’effettiva realtà economica e che sono state poste in essere solo al fine di ottenere un vantaggio fiscale. La direttiva stessa chiarisce all’art.1 che “una costruzione o una serie di costruzioni è considerata non genuina nella misura in cui non è stata posta in essere per valide ragioni commerciali che riflettono la realtà economica”. Gli Stati membri possono utilizzare tale clausola anche solo per alcune parti della costruzione, escludendo il resto delle componenti il cui oggetto sociale è invece coerente con l’attività economica.
Come per le modifiche del luglio scorso riguardanti le costruzioni finanziarie ibride, la scadenza per l’introduzione della clausola antiabuso nel diritto nazionale è fissata al 31 dicembre 2015.

Cristiana Fiorelli

PER APPROFONDIMENTI

Direttiva 2015/121/UE

Direttiva 2014/86/UE

Programma di 18 mesi del Consiglio (1 luglio 2014 – 31 dicembre 2015)

 

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