Il Consiglio Affari generali del 17 marzo: diversi i settori interessati dalle sue decisioni (24.03.2015)

Il Consiglio Affari generali riunitosi a Bruxelles il 17 marzo e presieduto dal Ministro degli Affari esteri lettone Edgars Rinkēvičs ha dibattuto e approvato una serie di punti riguardanti argomenti degli Affari generali in senso stretto, la politica di allargamento, gli Affari economici e finanziari, la politica commerciale, la giustizia e gli affari interni e il settore ricerca.

1. Affari generali. – Innanzitutto il Consiglio, agendo ai sensi dell’art. 352 TFUE, ha modificato il Regolamento (CEE, EURATOM) n. 354/83 del 1° febbraio 1983 riguardante l’accesso al pubblico degli archivi storici della CEE e dell’EURATOM, e ha deciso che tutte le istituzioni dell’UE, tranne la Corte dei conti e la BCE, sono tenute a depositare presso l’Istituto Universitario Europeo di Firenze i documenti che fanno parte dei loro archivi storici. Vista la centralizzazione in un unico ente e visto l’obbligo per le istituzioni dell’Unione di adempiere a questa disposizione, è chiara la volontà del legislatore europeo di facilitare la fruizione dei documenti comunitari e di continuare nel percorso di promozione della trasparenza.
Il secondo tema inerente questa formazione, ha riguardato la Relazione speciale della Corte dei conti europea n. 21/2014 del 12 novembre 2014 sulle infrastrutture aeroportuali finanziate dall’UE. Il report si riferisce a 20 aeroporti finanziati dall’UE in cinque Stati membri che hanno ricevuto un finanziamento pari a 666 milioni di Euro nel quadro del periodo di programmazione 2000-2006 e 2007-2013 attraverso sia il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale sia il Fondo per la coesione. Il Consiglio ha adottato la Relazione e nelle sue conclusioni ha evidenziato quelle parti relative alla dimensione economica degli aeroporti e dei voli (business, turismo, occupazione, commercio, connettività, contributo al PIL generale dell’UE, etc.) e alla nuova programmazione per il periodo 2014-2020.

2. Allargamento. – Il Consiglio ha adottato la Relazione speciale della Corte dei conti europea n. 19/2014 riguardo il programma di assistenza pre-adesione della Serbia all’Unione Europea per il periodo 2007-2013. Questo sostegno economico-finanziario oggetto del report è erogato per incoraggiare il Paese balcanico, che ha avviato il negoziato per entrare nell’UE nel gennaio 2014, ad attuare efficacemente alcune necessarie riforme economiche e sociali e a migliorare la propria governance interna.
Inoltre il Consiglio ha adottato le conclusioni relative alle relazioni presentate dalla Commissione nel gennaio 2012 riguardo il Meccanismo sulla Cooperazione e la Verifica per la Bulgaria e la Romania. A tal proposito ha affermato che molto è stato fatto nei due Paesi, ma tanto rimane ancora da fare. Ad esempio la Bulgaria deve migliorare i propri sistemi giudiziari e amministrativi e deve fare di più nel campo della lotta alla corruzione e al crimine organizzato. Alla Romania va riconosciuto lo sforzo fatto per modernizzare il sistema giudiziario, attraverso, ad esempio, l’entrata in vigore di quattro nuovi Codici e l’adozione della Strategia per lo Sviluppo della Magistratura per gli anni 2015-2020, ma deve continuare l’impegno politico in direzione delle riforme, che devono essere sostenute da tutte le istituzioni pubbliche e gli attori politici. Un campo di intervento, ad esempio, deve essere l’indipendenza del sistema giudiziario.

3. Affari economici e finanziari. – Il Consiglio innanzitutto ha approvato la nomina di KPMG (società che eroga servizi professionali alle imprese come revisione e organizzazione contabile, consulenza manageriale e servizi fiscali, legali e amministrativi) come revisore esterno della Banca di Lettonia per gli esercizi finanziari 2015-2019. Inoltre i ministri hanno deciso di non opporsi all’adozione da parte della Commissione di un regolamento che completa la cosiddetta regolamentazione dei requisiti patrimoniali per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione con riferimento ai rischi di mercato.

4. Politica commerciale. – I ministri hanno deciso anche di non sollevare obiezioni a un regolamento della Commissione che ha modificato la soglia di vulnerabilità all’applicazione di un sistema di preferenze tariffarie generalizzate, ossia il Generalised Scheme of Preferences (GSP). Questo strumento permette ai Paesi esportatori in via di sviluppo di pagare meno o non pagare affatto i dazi sulle loro esportazioni verso l’UE, consentendo loro di avere un importante accesso al mercato dell’UE. Tale emendamento al regolamento GSP ha seguito la rimozione della Cina, dell’Ecuador, della Tailandia e delle Maldive dall’elenco dei beneficiari di questa politica di agevolazioni a partire dal 1° gennaio 2015.

5. Giustizia e Affari interni. – Per quanto riguarda questa formazione, il Consiglio ha adottato una decisione che abroga la decisione (CE, EURATOM) 124/2007 la quale istituiva, per il periodo 2007-2013, nell’ambito del Programma Generale sulla Sicurezza e la Tutela delle Libertà, il Programma Specifico “Prevenzione, preparazione e conseguenza nella gestione del terrorismo e altri rischi collegati alla sicurezza”. I ministri hanno sostenuto che questo particolare e delicato settore riceverà il sostegno finanziario del Fondo per la Sicurezza Interna nell’ambito del nuovo quadro finanziario pluriennale 2014-2020.

6. Settore ricerca scientifica. – L’ultimo provvedimento adottato dal Consiglio ha riguardato il settore della ricerca scientifica. Nel dettaglio, l’istituzione ha accettato il fatto che l’UE diventi osservatore presso il centro internazionale per la ricerca e la tecnologia avanzata denominato International Centre for Synchrotron-light for Experimental Science and Applications in the Middle East (SESAME). Tale polo d’eccellenza è stato inaugurato nel 2004, ha sede in Giordania e ha l’obiettivo di promuovere l’eccellenza scientifica e tecnologica in Medio Oriente, costruendo al contempo dei ponti tra le diverse società attraverso la cooperazione internazionale nel campo della scienza. I Paesi membri di SESAME sono Bahrain, Cipro, Egitto, Iran, Israele, Giordania, Pakistan, Palestina e Turchia. Brasile, Cina, Giappone, Kuwait, Svizzera, Russia, Stati Uniti e diversi Paesi europei (Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito) hanno, invece, lo status di osservatore.

Luigi D’Ettorre
PER APPROFONDIMENTI
Relazione Corte dei conti europea sulle infrastrutture aeroportuali finanziate dall’UE

SESAME – sito ufficiale

Comments are closed.