Il Consiglio adotta la modifica che colma una lacuna fiscale relativa ai gruppi societari (23.07.2014)

Durante la riunione dell’Ecofin tenutasi l’8 luglio 2014 a Bruxelles, il Consiglio Economia e Finanza dell’UE ha formalmente adottato una modifica delle norme fiscali dell’Unione che impedirà la doppia non imposizione dei dividendi distribuiti tra gruppi societari derivante alle costruzioni finanziarie ibride (10996/14; 11291/14; 11291/14 ADD1).

Le parole di Pier Carlo Padoan, ministro dell’economia e delle finanze dell’Italia e presidente del Consiglio:

“L’adozione di questa modifica alla direttiva sulle società madri e figlie segna un importante cambio di passo nella lotta alla pianificazione fiscale aggressiva. Rappresenta un risultato concreto ottenuto dall’UE in questo settore, in linea con gli sforzi internazionali per contrastare l’evasione e l’elusione fiscale. La presidenza italiana si è impegnata a far progredire i lavori in questo settore per promuovere un sistema fiscale più equo a beneficio di tutti i cittadini e di tutte le imprese dell’UE”.

La modifica alla direttiva rivolta alle società madri e figlie (Direttiva 2011/96/UE ) impedirà alle società non residenti di pianificare una redistribuzione delle risorse infragruppo tale da ottenere una doppia non imposizione fiscale in presenza di costruzioni finanziarie ibride. Lo Stato membro della società madre dovrà escludere dalla base imponibile gli utili della società figlia solo nella misura in cui tali utili non siano deducibili per quest’ultima.

Ma cosa sono queste costruzioni finanziarie ibride? Sono strumenti finanziari che presentano caratteristiche sia del finanziamento del debito che del conferimento di capitale. A causa del diverso trattamento fiscale di tali finanziamenti ibridi (debito o capitale) negli Stati membri, i pagamenti effettuati nell’ambito di un finanziamento ibrido transfrontaliero sono considerati spese fiscalmente deducibili in uno Stato membro e distribuzioni di utili esenti da imposta nell’altro Stato membro: una situazione simile spinge verso un’involontaria doppia non imposizione, poichè i profitti distribuiti non vengono tassati nello Stato membro della società madre e, nel contempo, vengono considerati come una spesa deducibile nello Stato membro della filiazione. Questa precedente pianificazione fiscale si fondava sulla volontà di esentare gli utili che le società madri ricevevano dalle società figlie operanti in altri Stati membri. Si intendeva così assicurare che gli utili non fossero tassati due volte e che i gruppi transfrontalieri non risultassero penalizzati rispetto ai gruppi nazionali.

Le costruzioni finanziarie ibride hanno tuttavia permesso ai gruppi transfrontalieri di evitare completamente di pagare le imposte, sfruttando le asimmetrie tra le normative fiscali nazionali.

La modifica adottata oggi contribuirà ad aumentare il gettito degli Stati membri e concorrerà a creare condizioni di parità tra i gruppi con società madri e filiazioni situate in paesi diversi e i gruppi le cui varie entità hanno sede in un unico Stato membro. La modifica fa parte di una proposta più ampia che il Consiglio ha deciso di suddividere per consentire una rapida adozione delle nuove norme sul finanziamento ibrido, consentendo al tempo stesso di proseguire i lavori sull’introduzione di una clausola comune antiabuso.

Gli Stati membri avranno tempo fino al 31 dicembre 2015 per recepire la modifica nel diritto nazionale.

Cristiana Fiorelli

 

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