I risultati del Consiglio competitività del 25-26 settembre (02.10.2014)

Il 25 e 26 settembre si è tenuto il Consiglio dell’Unione Europea sulla competitività.
I temi che sono stati affrontati riguardano in particolare la competitività industriale, la strategia Europa 2020 e lo Spazio europeo della ricerca.
Europa 2020: per la crescita e l’occupazione. Considerando l’imminente revisione di medio termine della strategia Europa 2020, il Consiglio ha voluto focalizzare il dibattito sugli aspetti connessi alla realizzazione di un ben integrato mercato interno e allo sviluppo di un’agenda di supporto alla competitività industriale. L’obiettivo è quello di trarre insegnamenti utili dai quattro anni di attuazione di questa strategia per garantire che questa continui ad essere uno strumento efficace per la creazione di crescita e occupazione. Il dibattito sul report di medio termine di Europa 2020 sarà arricchito e di importanza centrale soprattutto grazie ai diversi contributi che le varie formazioni del Consiglio presenteranno al Consiglio europeo di dicembre.
Obiettivo del Consiglio è di dare una maggiore attenzione ai driver reali per la crescita per mitigare l’impatto della crisi economica sugli sforzi degli Stati membri di raggiungere gli obiettivi della strategia 2020. Da molte delegazioni è stato sottolineato come questa strategia rappresenti un’opportunità, non solo come supporto per la ripresa dalla crisi economica, ma per continuare il percorso verso una rinnovata competitività industriale e la crescita. Il rilancio di Europa 2020 aiuterà a raggiungere due obiettivi fondamentali dell’agenda sulla competitività e dell’economia:
– un migliore allineamento delle economie reali e finanziarie;
– una migliore integrazione delle priorità dei mercati e della competitività industriale all’interno del Semestre europeo che costituisce il quadro principale per strutturare il processo di governance per il coordinamento delle politiche economiche.
La strategia Europa 2020 continua a essere uno strumento molto potente per poter promuovere le riforme necessarie capaci di creare crescita e occupazione.
Integrazione della competitività industriale. Con integrazione della competitività industriale si intende il processo di integrazione sistematica degli aspetti legati alla competitività industriale in tutte le politiche europee. Il dibattito sulla competitività industriale ha portato all’adozione di conclusioni tese all’integrazione delle questioni di competitività industriale con i maggiori settori di intervento dell’Unione Europea come: ambiente, clima, energia, commercio, concorrenza, aiuti di Stato, politiche regionali. Con l’obiettivo principale di creare una forte base industriale per l’economia dell’Unione.
Il Consiglio ha preso nota di due report sulla competitività europea presentati dalla Commissione:
– il report 2014 sulla competitività europea “Aiutare le imprese a crescere” che dà una valutazione quantitativa sulle performance competitive delle industrie europee;
– e il report 2014 degli Stati membri sulla competitività, che monitora i progressi fatti dagli Stati membri per migliorare la competitività delle proprie economie.
Ricerca e innovazione. Al centro della strategia Europa 2020 c’è sicuramente l’iniziativa faro ‘Unione dell’innovazione’. Il report della Commissione “Stato dell’Unione dell’Innovazione” sul periodo 2010 – 2014, accompagna la comunicazione su “Ricerca e innovazione come fonti di una rinnovata crescita”. Il Consiglio competitività sottolinea come la ricerca e l’innovazione possono e devono essere i motori della crescita futura e per migliorare gli investimenti previsti nel piano Europa 2020.
Gli Stati membri hanno approvato in linea di massima l’analisi e le raccomandazioni contenute nella comunicazione, che si concentra su tre assi prioritari per la riforma: 1) la qualità della strategia di sviluppo e di processi decisionali; 2) la qualità dei programmi, focalizzazione delle risorse e meccanismi di finanziamento; 3) la qualità delle istituzioni svolgono attività di ricerca e innovazione.
Molte sono state le delegazioni che hanno enfatizzato la necessità di dare priorità, sia a livello nazionale che a livello dell’Unione, a quelle politiche che hanno un maggior possibilità di supportare l’innovazione. Queste politiche dovrebbero promuovere: supporto e implementazione per le strategie di smart specialization, il miglioramento del sistema educativo e il collegamento dei settori produttivi con gli istituti di formazione, un uso efficiente dei fondi strutturali, una più ampia circolazione dei risultati delle ricerche per stimolare il trasferimento delle conoscenze e l’ottimizzazione delle risorse per evitare duplicazioni.
Progressi sul raggiungimento di uno Spazio europeo della ricerca (SER). Il dibattito si è basato sulla seconda relazione sui progressi compiuti approvato dalla Commissione il 15 settembre (13197/14). Molti sono stati i progressi fatti per lo Spazio europeo per la ricerca, ma molto resta ancora da fare per il suo completamento e per renderlo pienamente operativo. In accordo con le recenti conclusioni del Consiglio, molte delegazioni hanno mostrato la loro determinazione a sviluppare, in stretta cooperazione con la Commissione, una tabella di marcia SER entro la metà del 2015, che dovrebbe servire a facilitare e rafforzare gli sforzi intrapresi dagli Stati membri, e una serie di strumenti e best practice.
Il SER è stato pensato per rafforzare l’eccellenza nella ricerca in Europa, aumentando così la competitività globale dell’Europa e la sua capacità di affrontare le principali sfide sociali con successo.
Altre materie
Protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti non agricoli. In un incontro informale i ministri dell’industria e del mercato interno si sono scambiati idee per l’introduzione in un futuro di un gruppo di regole armonizzate per la protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti non agricoli.
È stato inoltre ricordato che lo scorso luglio la Commissione aveva avviato una consultazione pubblica sulla proprietà intellettuale che verrà chiusa il 28 ottobre.
Piano di investimenti per l’Europa. I ministri hanno preso nota di una richiesta inviata dalla delegazione francese che ha chiamato il Consiglio Competitività a dare un contributo per identificare gli strumenti finanziari per il dispiegamento di un blocco di investimenti per gli anni a venire.
Il 15 Luglio il presidente Juncker ha presentato al Parlamento europeo la sua agenda di riforme che include un pacchetto di investimenti con un valore di 300 miliardi per sostenere la crescita, l’impiego e la competitività. Un numero di delegazioni hanno sottolineato l’importanza di creare delle condizioni favorevoli per stimolare gli investimenti pubblici e privati nell’Unione europea.
Sistema di protezione unitaria del brevetto: Il Consiglio ha preso atto delle informazioni aggiornate sullo stato di avanzamento dell’attuazione del sistema di tutela brevettuale unitaria (13345/14).
Industria della difesa. Il Consiglio ha preso nota della presentazione della Commissione del report “Un nuovo patto per la difesa europea”. Le misure descritte nella relazione mirano a rafforzare il mercato unico per la difesa, a promuovere un’industria della difesa più competitiva e a favorire le sinergie tra ricerca civile e militare, contribuendo così a rafforzare la politica di sicurezza e di difesa comune dell’Unione europea.
Big data and cloud computing. Il Consiglio ha preso nota del documento della Commissione comunicazione ‘Verso una fiorente economia basata sui dati’. Questo documento delinea le caratteristiche principali di un’economia basata sui dati e definisce le azioni possibili per sostenere e accelerare questa transizione. Si è voluto sottolineare, inoltre, come un’economia basata sui dati contribuirà alla creazione di un maggior benessere dei cittadini, a un progresso socio economico, alla crescita della produttività e ad una maggiore competitività.
Cooperazione euro – mediterranea per la ricerca e l’innovazione.
I Ministri per la ricerca e l’innovazione si sono scambiati idee sul progetto di creare un partenariato in ricerca e innovazione nell’area euro-mediterranea.
Questa ‘Partnership in ricerca e innovazione nel Mediterraneo’ (PRIMA) si basa principalmente sui principi di comproprietà e di interesse reciproco attorno a due settori specifici: sicurezza alimentare e fornitura di acqua, al fine di garantire la sostenibile gestione delle risorse comuni, la crescita socio-economica e la stabilità regionale.
I preparativi per la PRIMA hanno finora coinvolto diversi paesi dell’UE e alcuni paesi partner mediterranei.
Giulia Di Cesare

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