EUROPA 2020: Strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva (27.11.2014)

Dieci anni dopo la Strategia di Lisbona la Commissione europea ha presentato nel marzo 2010 la nuova strategia socioeconomica decennale dell’Unione Europea: ‘Europa 2020 – una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva’. Strategia formalmente adottata dal Consiglio europeo il 17 giugno 2010.

Nel documento della Commissione europea, il Presidente José Manuel Barroso premetteva “Il 2010 deve segnare un nuovo inizio. Voglio che l’Europa esca rafforzata dalla crisi economica e finanziaria. […]Gli ultimi due anni hanno lasciato dietro di sé milioni di disoccupati. Hanno provocato un indebitamento che durerà molti anni. Hanno esercitato nuove pressioni sulla nostra coesione sociale. Hanno rivelato altresì alcune verità fondamentali sulle difficoltà che l’economia europea deve affrontare. Nel frattempo, l’economia mondiale va avanti. Il nostro futuro dipende dalla risposta dell’Europa”.

Proprio la Strategia Europa 2020 fu presentata dal Presidente Barroso come una possibilità di affrontare la crisi e conseguire un futuro sostenibile: “dobbiamo sin d’ora guardare oltre il breve termine. L’Europa deve ritrovare la strada giusta e non deve più perderla. È questo l’obiettivo della strategia Europa 2020: più posti di lavoro e una vita migliore. Essa dimostra che l’Europa è capace di promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, trovare il modo di creare nuovi posti di lavoro e offrire un orientamento alle nostre società”.

EUROPA 2020

La Strategia delinea un quadro dell’economia sociale di mercato per il prossimo decennio, fissando tre ambiti fondamentali: crescita intelligente, crescita sostenibile e crescita inclusiva.

La crescita intelligente intende sviluppare un’economia che promuova la conoscenza e l’innovazione come motori trainanti della futura crescita. Questo comporta interventi diretti a migliorare la qualità dell’istruzione, a potenziare la ricerca in Europa e a ottimizzare l’utilizzo delle nuove tecnologie di informazione e comunicazione e una rapida trasformazione delle idee innovative in nuovi prodotti e servizi commerciali.

La crescita sostenibile mira a garantire l’edificazione di un’economia efficiente sotto il profilo delle risorse riducendo le emissioni di carbonio e l’uso di risorse non rinnovabili, evitando in tal modo il degrado ambientale e la perdita di biodiversità.

La crescita inclusiva punta a rafforzare la partecipazione delle persone, attraverso livelli elevati di occupazione, investimento nelle competenze, lotta alla povertà e modernizzazione del mercato del lavoro, metodi di formazione e sistemi di protezione sociale al fine di aiutare i cittadini a prepararsi ai cambiamenti e a gestirli, costruendo una società più coesa. L’obiettivo è quello di garantire a tutti accesso e opportunità durante tutto l’arco della vita. Saranno necessarie politiche a favore della parità dei sessi per aumentare la partecipazione al mercato del lavoro. In modo da favorire la crescita.

La valutazione dei processi compiuti in questi ambiti, verrà effettuata sulla base di cinque obiettivi sui quali, per il 2020, si è scelto di focalizzare l’attenzione:

– Aumentare il livello di occupazione delle persone di età compresa tra i 20 e i 64 anni al 75%, anche attraverso una maggiore partecipazione delle donne e dei lavoratori più anziani, oltre ad una maggiore integrazione dei migranti nella popolazione attiva;

– Investire in R&S risorse pari al 3% del PIL dell’Unione Europea;

– Ridurre le emissioni di gas a effetto serra almeno del 20% rispetto ai livelli del 1990 ( o del 30% se sussistono le necessarie condizioni), portare al 20% la quota delle fonti di energia rinnovabile nel consumo finale di energia e migliorare del 20% l’efficienza energetica;

– Ridurre il tasso di abbandono scolastico al 10% e aumentare la quota della popolazione di età compresa tra i 30 e i 34 anni che hanno completato gli studi superiori ad almeno il 40%;

– Ridurre il numero di cittadini europei che vivono al di sotto delle soglie di povertà nazionali del 25%, facendo uscire dalla povertà più di 20 milioni di persone.

Per favorire la realizzazione di questi obiettivi, la Commissione ha presentato 7 iniziative faro con l’obiettivo di catalizzare i progressi relativi a ciascun tema prioritario.

Nell’ambito della crescita intelligente sono tre le iniziative faro previste che hanno come obiettivo principale la promozione di conoscenza e innovazione. L’iniziativa “Unione dell’innovazione” si propone di migliorare le condizioni e l’accesso al finanziamento per la ricerca e l’innovazione con l’obiettivo di stimolare la crescita e l’occupazione; l’iniziativa “Youth on the move” con lo scopo di migliorare l’efficienza dei sistemi di insegnamento e agevolare l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro; “Un’agenda europea per il digitale”, infine, punta alla maggiore diffusione di internet ad alta velocità per poter trarre vantaggi socio economici dalla creazione di un mercato unico del digitale.

Nell’ambito della crescita sostenibile le due iniziative faro previste sono: “Un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse” e “Una politica industriale per l’era della globalizzazione”. La prima iniziativa intende scindere la crescita economica dall’uso delle risorse, favorire il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio, incrementare l’uso delle fonti di energia rinnovabile, modernizzare il settore dei trasporti e promuovere l’efficienza energetica; per quanto riguarda la politica industriale, invece, l’obiettivo dell’Unione Europea è quello di migliorare il clima imprenditoriale e favorire una base industriale solida e sostenibile in grado di competere su scala mondiale.

Per quanto riguarda la crescita solidale, infine, le iniziative faro previste sono: “Un’agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro”, che ha come obiettivo la modernizzazione del mercato del lavoro in modo da aumentare i livelli di occupazione e la sostenibilità del modello sociale europeo; “Piattaforma europea contro la povertà” iniziativa che ha l’obiettivo di garantire la coesione sociale e territoriale in maniera tale da redistribuire equamente i benefici della crescita e assicurare condizioni di vita dignitose alle persone vittime di povertà e di esclusione sociale.

Oltre all’approccio tematico a livello europeo sono state previste relazioni sui singoli Paesi utili a questi ultimi per elaborare le proprie strategie con l’obiettivo di ripristinare la sostenibilità della crescita e delle finanze pubbliche.

A livello europeo sono previsti e adottati orientamenti integrati per coprire le priorità e i traguardi dell’Unione, agli Stati membri, invece, vengono rivolte raccomandazioni specifiche.
La piena titolarità della Strategia Europa 2020 è stata assunta dal Consiglio europeo, mentre la Commissione ha avuto il compito di valutare i progressi raggiunti nel conseguimento degli obiettivi agevolando gli scambi politici e presentando le proposte necessarie per orientare gli interventi. Il Parlamento europeo ricopre un ruolo determinante nella mobilitazione dei cittadini e come colegislatore per le iniziative principali. Per quanto riguarda il livello nazionale, alle autorità statali, regionali e locali è stato chiesto di attuare le politiche interne alla Strategia coinvolgendo i parlamenti, le parti sociali e i rappresentanti della società civile per riformare i programmi nazionali e attuarli.

La Commissione europea ha tenuto a sottolineare l’importanza della collaborazione tra tutti i soggetti interni all’Unione per assicurare il raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020. Le economie interconnesse, la crescita e l’occupazione, secondo la Commissione, potranno conoscere una ripresa solo se collaboreranno insieme verso la stessa direzione, tenendo conto delle circostanze specifiche.

Giulia Di Cesare

Stefania Di Nardo

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