Europa 2020: primo bilancio per la strategia europea (24.05.2015)

Nel marzo 2010 l’Unione europea ha varato la strategia Europa 2020 per promuovere una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile.

Nel marzo 2014 il Consiglio europeo ha approvato la proposta presentata dalla Commissione di esaminare i risultati ottenuti dall’applicazione di questa strategia dopo quattro anni di lavori. Obiettivo fondamentale di questa consultazione è stato quello di conoscere il parere degli Stati membri, delle autorità pubbliche, delle aziende, degli istituti di formazione, dei partner sociali e dei cittadini sui primi anni di vita della Strategia per poter svilupparla ulteriormente e per elaborare una strategia che punti alla crescita post crisi dell’Unione europea.

La consultazione di medio termine su Europa 2020 è stata svolta attraverso la creazione di una pagina web in cui era possibile riempire un questionario, appositamente studiato dalla Commissione, o sottoscrivere un paper. Il Belgio è risultato il Paese che ha inviato il maggior numero di risposte, mentre è stata molto poca la partecipazione da parte degli Stati del centro ed est Europa. Per quanto riguarda i Paesi terzi, hanno partecipato attori norvegesi, svizzeri, canadesi e degli Stati Uniti d’America.

La categoria più rappresentata è stata quella dei social partners, gruppi d’interesse e organizzazioni non governative da cui è arrivato il 41% dei questionari, seguito da un 20% delle autorità pubbliche, un 19% dei cittadini privati, il 14% da istituti di formazione e fondazioni, mentre solo un 6% dei questionari proveniva da aziende. La maggior parte dei partecipanti ha dato la propria opinione su tutte le materie di cui la Strategia Europa 2020 si compone.

Dopo lo studio dei questionari presentati, i principali risultati della consultazione sono:

– Gli scopi e gli obiettivi della strategia europea sono ancora ritenuti rilevanti. L’86% dei rispondenti crede che l’Unione abbia bisogno di una strategia omnicomprensiva di medio e lungo termine per affrontare il problema dell’occupazione e della crescita, solo il 14% dei partecipanti ha espresso pareri diversi o negativi sugli obiettivi della strategia. Inoltre si è notato come le aree di intervento identificate come prioritarie dai partecipanti siano già incluse nella Strategia Europa 2020;

– I cinque obiettivi prioritari sono visti come rilevanti. Ben l’87% dei partecipanti ha dichiarato come la presenza di obiettivi ben precisi e misurabili sia uno strumento molto efficace per l’implementazione e per il monitoraggio di Europa 2020. È stata sottolineata anche l’importanza di evitare troppi obiettivi e mantenere un approccio mirato. Solo nel 3% delle risposte è stato dichiarato che gli obiettivi sono visti come inutili. Inoltre è emersa la volontà di non modificare i cinque obiettivi prioritari. Ben il 78%, infatti, ha dichiarato di considerare sufficienti i target già esistenti. In alcuni questionari è stata proposta la creazione di nuovi obiettivi riguardo a diverse materie;

– Le iniziative faro sono servite al loro scopo dando impulso a una serie di azioni prioritarie, tuttavia il loro valore aggiunto è stato spesso oscurato da azioni politiche che hanno mostrato poca conoscenza mancanza di conoscenza e hanno portato a sovrapposizioni. Nella risposta di molti partecipanti è stato proposto di rimpiazzare le iniziative faro con un programma di politiche globale e organizzato più coerentemente;

– Risulta importante e desiderabile il miglioramento e l’implementazione della strategia. Nel questionario è stato chiesto se Europa 2020 abbia fatto la differenza. Il 60% ha dato una risposta positiva, ma sono stati in molti (il restante 40%) a rispondere negativamente e a sottolineare vari problemi di implementazione a oggi ancora presenti. Il successo della strategia ha risentito della debolezza in termini di sensibilizzazione, partecipazione ed esecuzione. Il 46% dei rispondenti ha dichiarato di partecipare attivamente alla strategia, mentre il 77% ha espresso il desiderio di essere coinvolti maggiormente in Europa 2020. In più della metà dei questionari, inoltre, è stata espressa la volontà di avere target nazionali, in più il 28% ha sottolineato come sia importante avere degli obiettivi abbastanza ambiziosi e un controllo sempre più forte sui processi interni agli Stati membri.

Dopo aver esaminato i 755 questionari, dunque, la Commissione europea ha identificato una lista di: forze, debolezze, opportunità e minacce della strategia Europa 2020.

Per quanto riguarda i punti di forza si è voluto sottolineare come: sia stata richiesta una strategia da parte della maggioranza per risolvere il problema dell’occupazione e della crescita; è stata riconosciuta una grande importanza alle aree di interesse in cui Europa 2020 agisce; gli obiettivi sono stati valutati come rilevanti; sono già presenti dei progressi tangibili (soprattutto nel campo dell’educazione, dell’ambiente e dell’energia).

I punti di debolezza rilevati sono: una mancanza di visibilità delle iniziative faro; la necessità di migliorare l’attuazione della strategia; un coinvolgimento non sufficiente dei più importanti stakeholders; sono ancora lontani da raggiungere gli obiettivi che riguardano l’occupazione, il settore di ricerca e sviluppo e la riduzione della povertà.

Secondo la Commissione la volontà degli attori di giocare un ruolo fondamentale nell’applicazione della strategia, un monitoraggio delle evoluzioni di Europa 2020 attraverso i Semestri europei e l’allineamento dei temi della strategia con le priorità della Commissione, sono opportunità che potrebbero migliorare ulteriormente la strategia in questione.

Due, infine, le minacce maggiori che incombono sull’implementazione della strategia: la crisi economica che ha aumentato il divario esistente tra i diversi Paesi membri e la natura politica degli obiettivi. Proprio questa natura politica, infatti, rende gli obiettivi prefissati dipendenti dalla volontà dei Governi dei Paesi membri.

Obiettivi di Europa 2020 e ultimi dati a disposizione (dati del 2013)

Aumento della percentuale di popolazione (20 – 64 anni) occupata: obiettivo UE = almeno 75%; al 2013 = 68,4%;

Aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo: obiettivo UE = 3% del Pil; al 2013 = 2,02%;
Diminuzione delle emissioni di gas serra: obiettivo UE = almeno -20% rispetto ai valori del 1990; al 2012 = -17,9%;

Aumento della quota di energia rinnovabile utilizzata nel consumo finale: obiettivo UE = 20%; al 2012: 14,1%;

Aumento dell’efficienza energetica (misurata in consumo di energia primaria e consumo finale di energia: obiettivo UE = 20%; al 2013 = consumo di energia primaria: 11,9%; consumo finale: 12,8%;

Ridurre la percentuale dei giovani che abbandonano precocemente la scuola: obiettivo UE = meno del 10%; al 2013 = 12%;

Incrementare la quantità di popolazione tra i 30 e i 34 anni con un’educazione universitaria: obiettivo UE = 40%; al 2013 = 36, 9%;

Scongiurare il rischio di povertà e di esclusione: obiettivo UE = almeno per 20 milioni di persone; al 2013 = sono 121,6 milioni le persone che rischiano la povertà o l’esclusione sociale.

Giulia Di Cesare

Comments are closed.