Ecofin ed Eurogruppo: finanziamento del terrorismo, Unione Bancaria e bilancio UE i temi salienti (17.02.2016)

I ministri delle finanze dei paesi UE si sono riuniti a Bruxelles per la consueta riunione dell’ECOFIN. Il consesso è stato animato da una serie di temi legati a dossier particolarmente significativi della governance europea e del processo di riforma dell’Unione Economica e Monetaria. Tra questi, l’Unione Bancaria e la sua attuazione nell’ordinamento europeo rappresenta senza dubbio un binario che il Consiglio sta seguendo costantemente al fine di vagliare avanzamenti, elementi critici e fasi del processo di attuazione da parte degli stati membri. L’Unione Bancaria al momento comprende i 19 paesi della zona euro con sette paesi membri UE che hanno espresso la loro intenzione di aderirvi. Tale processo di attuazione, ad oggi, ha permesso l’entrata in vigore del single resolution mechanism (SRM) per le banche (dal 1 gennaio 2016) ed il single resolution fund (SRF).
La Commissione ha presentato nell’occasione un piano d’azione che pone in essere delle misure per contrastare il finanziamento del terrorismo. “Ci siamo impegnati a procedere rapidamente all’attuazione di una serie di misure contenute nel piano” ha affermato a margine della riunione il ministro delle finanze olandese e presidente del Consiglio, Jens Dijsselbloem. “Abbiamo trovato un accordo – prosegue Dijsselbloem – su alcuni provvedimenti che vanno oltre il piano stesso, quali ad esempio l’accelerazione dell’attuazione della direttiva sul riciclaggio di denaro, oltre alla necessità di migliorare ulteriormente la cooperazione tra autorità nazionali responsabili di contrastare il finanziamento del terrorismo”. Il piano elaborato da palazzo Berlaymont costituisce uno strumento complementare rispetto alla “European Agenda on Security” pubblicata nell’aprile del 2015, e ad altri provvedimenti come ad esempio una direttiva sul terrorismo adottata nel dicembre 2015 che prevede sanzioni penali in caso di finanziamento del terrorismo.
Un altro elemento all’ordine del giorno è stato quello del bilancio UE per il 2017. Al riguardo, il Consiglio ha delineato le sue priorità. Tali conclusioni, che serviranno alla presidenza quale base negoziale con il Parlamento, saranno trasmesse alla Commissione, allo stesso Parlamento ed alle altre istituzioni. Le linee tracciate in sede consiliare richiamano ad una combinazione tra stretto controllo e margine di flessibilità all’interno del limite dello EU multiannual financial framework (MFF) per il 2014-2020. Il MFF stabilisce un ammontare massimo che l’UE può spendere nel corso del periodo di riferimento in aree politiche specifiche. Esse comprendono: politiche rivolte alla crescita ed alla coesione economica, sociale e territoriale; crescita sostenibile e risorse naturali; cittadinanza e sicurezza; azione esterna; amministrazione e compensazioni. Quest’ultima voce si riferisce nello specifico alla Croazia, paese divenuto membro UE nel luglio 2013. Le compensazioni costituiscono dei pagamenti temporanei che hanno la funzione di permettere alla Croazia di non contribuire al bilancio europeo in misura maggiore rispetto ai benefici derivanti dalla prima fase di membership. Il MFF prevede altresì una serie di meccanismi di flessibilità che assicurano sufficienti margini di risposta di fronte ad avvenimenti imprevisti. Tra di essi è da richiamare il Fondo di Solidarietà, lo European Globalisation Adjustment Fund, oppure la flessibilità per interventi intesi a favorire l’occupazione giovanile e la ricerca. Il multiannual Financial Framework fa parte di un pacchetto di strumenti che include anche le EU own resources, le risorse proprie. Esse si basano sul principio che le spese dell’Unione devono essere garantite e coperte dalle entrate. I differenti tipi di risorse e le modalità di calcolo sono disciplinate da una decisione del Consiglio, la quale limita anche l’ammontare annuo massimo di risorse proprie all’1,23% del prodotto interno lordo europeo.
L’11 febbraio si è riunito anche l’Eurogruppo. Oltre all’esame delle situazioni specifiche – costituite in particolare dal percorso di riforme di cui è protagonista il Portogallo ed il programma di aggiustamento economico della Grecia – i ministri delle finanze dei paesi dell’area euro si sono soffermati sullo stato dell’arte della situazione macroeconomica dell’eurozona, basato sulle 2016 winter economic forecast, documento elaborato della Commissione europea. Le previsioni delineate dalla Commissione certificano una crescita del PIL dell’1,7% nel 2016 e dell’1,9% l’anno successivo. Sul fronte lavoro, il tasso di disoccupazione è dato in calo dall’11% del 2015 al 10,2% del 2017. Altro tema toccato è stato quello dell’efficienza della spesa pubblica. Anche qui la discussione ha preso le mosse da uno studio di palazzo Berlaymont che ha analizzato la composizione, l’efficienza e l’efficacia della spesa pubblica degli stati in settori quali la sanità, l’istruzione, ricerca e sviluppo.
Diego Del Priore

Per saperne di più:

European Agenda on Security

2016 winter economic forecast

Multiannual financial framework (MFF)

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