Ecofin 17 giugno: chiusura della procedura MIP per Cipro, Irlanda e Slovenia e rafforzamento dell’Unione bancaria (23.06.2016)

Tra le tematiche affrontate durante la riunione Ecofin del 17 giugno scorso, tre sembrano essere le principali aree di interesse sulle quali si è concentrata l’attenzione del Consiglio. In particolare, i ministri dell’economia e delle finanze degli Stati membri hanno discusso sul problema della tassazione e dell’evasione fiscale, sul processo di attuazione dell’Unione bancaria e sulle raccomandazioni agli Stati membri, nell’ambito del Semestre europeo.

Tassazione ed elusione fiscale

Financial transaction tax
Oggetto della discussione del Consiglio per questo punto all’ordine del giorno è stata la proposta di introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie (FTT) in 10 Stati Membri, quali Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna. Tale imposta è finalizzata principalmente a garantire che il settore finanziario versi una quota, per così dire, equa per le imposte, nonché a scoraggiare quelle transazioni che sostanzialmente non migliorano l’efficienza dei mercati finanziari. In particolare, la proposta di direttiva, presentata nel febbraio del 2013, va a definire come la FTT dovrebbe essere implementata negli Stati membri aderenti, con un tax rate minimo dello 0,1% per le transazioni in tutti i tipi di strumenti finanziari ad eccezione dei derivati, ​​che sarebbero soggetti ad un’aliquota d’imposta minima dello 0,01%. Sebbene alle discussioni sulla proposta possano partecipare tutti gli Stati membri, fermo restando la previa consultazione del Parlamento Europeo, la votazione è consentita solo ai paesi partecipanti.

Frode in materia di IVA – “Reverse charge mechanism”
Il Consiglio ha discusso la possibilità di consentire ad alcuni Stati membri di applicare una generalizzata inversione di responsabilità per il pagamento dell’IVA (meccanismo di inversione contabile o reverse charge mechanism (RCM)) quale strumento volto alla prevenzione delle frodi dell’imposta in oggetto.
In particolare, con tale meccanismo, la responsabilità per il pagamento dell’IVA nella catena commerciale sarebbe spostata dal fornitore (come normalmente richiesto dalle norme UE) al cliente: il responsabile dell’intera IVA sarebbe, quindi, il fornitore consegnante le forniture al cliente finale. La Commissione ha presentato un’analisi della possibile applicazione di un RCM in Austria e Repubblica Ceca, tuttavia ciò richiederebbe una modifica alla normativa IVA nonché una decisione unanime del Consiglio (in una lettera congiunta alla Commissione nel mese di aprile 2016, i due Paesi hanno ribadito la richiesta di essere autorizzate ad applicare un RCM per le cessioni interne superiori ai 10.000 euro).

Lotta all’elusione delle imposte societarie
Facendo seguito agli impegni assunti nella precedente riunione, il Consiglio ha continuato a discutere sul progetto di direttiva che affronta le pratiche di elusione fiscale comunemente utilizzate dalle grandi società per abbattere la base imponibile e falsare la concorrenza. Tale direttiva, basata sulle raccomandazioni OCSE 2015 a supporto della riduzione dell’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (BEPS), nonché parte del pacchetto di proposte anti elusione formulato dalla Commissione a gennaio 2016, è stata sottoposta ad una procedura di approvazione tacita conclusasi il 20 giugno. Nelle prossime riunioni il Consiglio provvederà ad adottare la direttiva.

Unione bancaria

Il Consiglio, ricordando passi intrapresi finora, ha stabilito una serie di priorità, nonché una sorta di tabella di marcia comprensiva delle tappe fondamentali per il periodo fino al 2024, in termini sia di riduzione che di condivisione dei rischi nel settore bancario, al fine di affrontare le sfide future e garantire il completamento dell’Unione bancaria.
Il Consiglio, nello specifico, ha deciso di indirizzare i lavori verso tre settori principali:

  • il sistema europeo di assicurazione dei depositi(EDIS), su cui il Consiglio continuerà a svolgere un lavoro costruttivo a livello tecnico; in particolare, i negoziati a livello politico inizieranno non appena saranno stati effettuati sufficienti progressi relativamente alle misure di riduzione del rischio;
  • il sostegno comuneal Fondo di risoluzione unico, per cui il Consiglio ha preso atto dell’intenzione degli Stati membri di iniziare i lavori a settembre 2016, se e quando tutti Stati membri partecipanti avranno recepito a pieno la bank recovery and resolution directive (BRRD);
  • l’introduzione di regolamentazioni bancarievolte a ridurre i rischi in generale.

Per ciò che riguarda, inoltre, il recepimento della legislazione europea nel proprio ordinamento nazionale, non ci sono stati sostanziali mutamenti rispetto al mese scorso, nonostante il Consiglio abbia sottolineato l’impegno e i progressi dal gennaio 2016. Dall’analisi della Commissione risulta che 9 dei 19 Stati membri interessati hanno messo a disposizione le somme per il prestito ponte al SRF, rispetto al report del mese di maggio che ne contava 8.

Semestre europeo

Il Consiglio ha deciso di chiudere le procedure per disavanzi eccessivi per Cipro, Irlanda e Slovenia, come previsto dell’art. 126 (12) del TFUE, dopo aver costatato l’effettiva riduzione dei loro deficit al di sotto del 3%. La decisione di avviare la procedura era stata presa in conformità con lo stesso art. 126 (6) del TFUE tra il 2009 e il 2010. Attualmente sono solamente 6 gli Stati membri ancora soggetti alla procedura per disavanzi eccessivi (Croazia, Francia, Grecia, Portogallo, Spagna e Regno Unito).
Cipro è stata oggetto della suddetta procedura dal luglio 2010, quando il Consiglio si è espresso con una raccomandazione che chiedeva la correzione del deficit entro il 2012. Nel 2012 il paese è dovuto ricorrere all’assistenza finanziaria della Troika (BCE – FMI – CE) e nel 2013 il Consiglio decise di estendere il termine per la correzione del disavanzo al 2016, con obiettivi intermedi per il rapporto deficit/PIL del 6,5% per il 2013, dell’8,4% per il 2014 e del 6,3 % per il 2015. Già nel 2015, dunque un anno prima dei termini prefissati, Cipro riesce a ridurre il proprio disavanzo al di sotto del 3%. L’Irlanda, invece, è stata oggetto della procedura per i disavanzi eccessivi dall’aprile del 2009, con l’obbligo di rientro entro il 2013. Dopo la ratifica di un accordo su un programma di aggiustamento economico, che comprendeva una revisione del sistema bancario, nel dicembre 2010 il Consiglio ha prorogato il termine per la correzione del disavanzo irlandese al 2015. Dal 2009, quando il suo deficit ha raggiunto il picco, circa l’11,5% del PIL (escluse le misure una tantum per sostenere il settore finanziario e finanziario), il saldo delle amministrazioni pubbliche è costantemente migliorato e nel dicembre del 2013 l’Irlanda è uscita dal suo programma di aggiustamento. Infine anche alla Slovenia, che è soggetta alla procedura dal 2009, il Consiglio ha concesso una proroga alla scadenza del 2013 fissando gli obiettivi del 4,9% del rapporto deficit/PIL nel 2013, del 3,3% nel 2014 e del 2,5% nel 2015. Ad oggi il rapporto si attesta intorno al 2,9%.
Sono state approvate, inoltre, nell’ambito del Semestre europeo 2016, delle bozze di raccomandazione sulle politiche economiche e fiscali per 27 Stati membri. Tali raccomandazioni hanno l’obiettivo di valutare le politiche economiche inserite nei programmi nazionali di riforma degli Stati membri, comprese le politiche di bilancio fissate nei programmi di stabilità, per gli Stati appartenenti all’area euro, e di convergenza, per gli Stati non appartenenti all’area euro. I testi saranno trasmessi al Consiglio Affari generali il 24 giugno, e al Consiglio Europeo per l’approvazione nella riunione del 28 e 29 giugno prossimi. L’intero pacchetto sarà adottato, probabilmente, a luglio.

Finanziamento del terrorismo

Il Consiglio ha illustrato, infine, l’attuazione delle diverse misure stabilite a febbraio 2016 nel piano d’azione, volte a prevenire il finanziamento del terrorismo. In particolare, questo si basa su regole e prassi europee già esistenti, tuttavia modulate su nuove minacce, nonché in linea con gli standard internazionali. Il piano è strutturato su due strand d’intervento principali: tracciare e impedire il movimento dei fondi legati al terrorismo da un lato e interromperne le fonti di finanziamento dall’altro. Al piano è stata allegata una tabella di marcia per l’implementazione delle azioni previste e per lo stato di avanzamento dei lavori, avanzamento, peraltro, sul quale la Commissione sarà tenuta a riferire ogni sei mesi.

 

Elena Coppari

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