Dichiarazione di Dubrovnik e altre conclusioni del 1° Forum della strategia dell’UE per la regione adriatico-ionica (14.05.2016)

 

1. Considerazioni introduttive. – Il 12-13 maggio (2016) si è tenuto a Dubrovnik (Croazia) il 1° Forum della Strategia dell’Unione Europea per la regione adriatico-ionica (EUSAIR). La Commissione europea e il governo della Croazia, organizzatori dell’evento, hanno dato al Forum un’impostazione originale e tutto sommato utile: parallelamente alle sessioni d’apertura e plenarie, più politiche, si sono tenuti eventi e sessioni dal carattere più operativo. Nella prima giornata, infatti, nella sessione di apertura ci sono stati gli interventi delle componenti politiche impegnate nell’attuazione di EUSAIR, ossia Commissione europea e ministri degli Affari esteri ed europei (o comunque rappresentanze di governo) dei Paesi coinvolti nella strategia (per l’Italia, data l’assenza del ministro Paolo Gentiloni, era presente l’ambasciatore in Croazia Adriano Chiodi Cianfarani). Ma si sono avuti anche due eventi collaterali: il primo, denominato Business to Business (B2B), ha permesso soprattutto a imprenditori, istituti di ricerca e università di incontrare partner degli altri Paesi, farsi conoscere, prendere contatti e stringere accordi per collaborazioni future; il secondo ha riguardato le concrete convergenze e i reciproci benefici che EUSAIR può avere con l’iniziativa BlueMED, uno strumento legato alla valorizzazione delle attività marittime, alla crescita blu e alla protezione dell’ambiente marino del mar Mediterraneo e che vede la partecipazione di Paesi terzi anche del Maghreb e del Medioriente.

Inoltre ci sono state tre sessioni parallele, anch’esse operative, in cui attori istituzionali e non, pubblici e privati, si sono confrontati per trovare possibili metodologie e soluzioni comuni in tre settori chiave per la macroregione: riconciliare gli interessi confliggenti in uno spazio marittimo condiviso, cercare cooperazioni rafforzate nei settori dei trasporti e dell’energia, e infine adottare un approccio intelligente per una regione sostenibile e attrattiva. I risultati del confronto sono stati presentati nella giornata di chiusura e dovrebbero fungere da stimolo per gli attuatori della strategia.

Passando alle sessioni plenarie, che qui più rilevano, esse hanno riguardato nella prima giornata il tema di come fare della regione adriatico-ionica un’area resiliente e innovativa, in grado di affrontare efficacemente le sfide sociali ed economiche, mentre nella seconda giornata la questione di come liberare e valorizzare il potenziale della regione adriatico-ionica tenendo conto del valore aggiunto apportato dalla multi-level governance.

2. La Dichiarazione di Dubrovnik. – Il momento politico più significativo si è avuto con l’adozione della Dichiarazione di Dubrovnik da parte dei rappresentanti dei governi degli otto Paesi parti di EUSAIR, presentata durante la prima giornata di lavori. Nella fase preambolare del documento si sono richiamati gli atti che hanno portato all’adozione della strategia e alla creazione della macroregione, ossia la Dichiarazione di Ancora del maggio 2000 che istituì l’Iniziativa adriatico-ionica (IAI), ora parte importante di EUSAIR, la comunicazione della Commissione del giugno 2014 e le conclusioni del Consiglio Affari generali del 29 settembre 2014 e del Consiglio europeo del 23-24 ottobre 2014 che hanno approvato la strategia, dandone l’avvio ufficiale.

La parte declaratoria sostanziale, invece, può essere divisa in quattro macro-argomenti: crisi dei rifugiati e dei migranti, impegni futuri per reagire ai vuoti attuali, integrazione dei Paesi dei Balcani occidentali nell’UE, ruolo e coinvolgimento degli stakeholders.
Per quanto riguarda la questione dei rifugiati, pur non essendo competenza di EUSAIR, la Dichiarazione ha richiamato il principio di solidarietà che dovrebbe muovere l’Unione in tutte le sue componenti, ha espresso profonda preoccupazione sulle crisi dei profughi e dei migranti ancora in corso, ha invitato il Governing Board di EUSAIR a delineare percorsi concreti di azione relativi al sostegno che EUSAIR può fornire ai Paesi parti della strategia – soprattutto a Italia e Grecia – per rafforzare la loro resilienza di fronte a sfide epocali come queste, e infine ha incoraggiato tutti i programmi e le forme di cooperazione nazionale, regionale e territoriale finanziati dall’UE, oltre che i programmi di assistenza pre-adesione (IPA) a considerare come possono essere indirizzati nel fronteggiare queste crisi umanitarie, anche attraverso un possibile riequilibrio delle loro risorse a loro assegnate.

Per quanto riguarda gli impegni futuri, questi dovranno affrontare rapidamente ed efficacemente i problemi posti da alcune lacune attuative, e quindi: (a) i rappresentanti delle amministrazioni dei Paesi parti del Governing Board e dei Gruppi direttivi tematici dovranno essere debitamente autorizzati e dotati di potere al fine di prendere le decisioni; (b) dovranno essere messe a disposizione, da parte delle rispettive amministrazioni nazionali o regionali, risorse finanziarie, amministrative e tecniche ai coordinatori dei pilastri e ai membri dei Gruppi direttivi tematici per far sì che possano adempiere effettivamente ed efficacemente alle loro funzioni; (c) i livelli di governo sub-nazionali (regionali e locali) dovranno essere coinvolti nell’attuazione di EUSAIR per riflettere l’approccio proprio della multi-level governance, caratteristico di queste strategie.

Con riferimento al terzo grande argomento della Dichiarazione, ossia il percorso di integrazione dei Paesi dei Balcani occidentali nell’UE, il documento riconosce che diversi processi, organizzazioni e iniziative hanno l’obiettivo ultimo di accelerare l’integrazione nell’Unione dei Paesi balcanici attualmente esclusi e che sono o candidati o candidati potenziali all’adesione. In questo quadro la Dichiarazione sottolinea l’importanza del c.d. “Processo di Berlino”, ossia la Conferenza degli Stati dei Balcani occidentali tenutasi per la prima volta nella capitale tedesca il 28 agosto 2014 su precisa volontà del Cancelliere Angela Merkel a cui hanno partecipato tutti i paesi extra-UE di EUSAIR, quindi Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia, più Kosovo e Repubblica di Macedonia, oltre che Slovenia, Croazia, Germania, Austria e rappresentanti dell’Unione. Lo scopo principale di questo dialogo ad alto livello è il futuro allargamento dell’Unione e i relativi processi di integrazione dei paesi balcanici non ancora membri, fare il punto della situazione sui piccoli progressi di Bosnia-Erzegovina e Macedonia, fornire un ulteriore quadro politico per lo sviluppo di cooperazioni nel campo degli investimenti economici e delle infrastrutture nel sud-est Europea e le relazioni della Serbia con la Russia alla luce delle sanzioni internazionali decise nel 2014 a seguito della crisi in Ucraina. I prossimi appuntamenti relativi al “Processo di Berlino” sono in programma quest’anno a Parigi e l’anno prossimo a Roma.

Infine, per quanto riguarda il ruolo e il coinvolgimento di tutti gli attori della strategia, la Dichiarazione chiede alle strutture di governance di EUSAIR, nell’attuazione del piano d’azione della stessa, di tenere in considerazione tutte le attività intraprese dai paesi partecipanti per l’individuazione di progetti di comune interesse che migliorino la cooperazione regionale in generale e, in particolare, l’interconnettività regionale, il collegamento tra i giovani, l’avanzamento dello sviluppo economico e il rafforzamento della partecipazione della società civile. Inoltre si evidenzia il bisogno di far crescere la consapevolezza e la responsabilità circa gli obiettivi di EUSAIR e la sua concreta attuazione tra gli stakeholders transnazionali, nazionali, regionali e locali, come la società civile stessa, le università e la comunità imprenditoriale, e, in tal senso, sarebbe importante creare una piattaforma permanente attraverso la quale queste entità possano confrontarsi, scambiarsi informazioni e buone pratiche, e via dicendo. A tal fine è fondamentale che il Segretariato permanente dell’IAI collabori sempre più strettamente con i consessi della società civile di EUSAIR, sfruttando al massimo, ad esempio, le reti e i clusters che si sono formati all’interno dell’Iniziativa come il network di università della regione adriatico-ionica denominato UNIADRION, i Parlamenti nazionali (che nel contesto dell’IAI trovano un punto di raccordo nella figura del Presidente dei Presidenti dei Parlamenti degli Stati parti), il forum della città costiere e il forum delle Camere di Commercio.

3. Considerazioni conclusive. – Il Forum è stato un momento significativo per fare il punto della situazione sullo stato di attuazione di EUSAIR, ma anche e soprattutto per stabilire nuove partnership (anche di carattere operativo) e rilanciare l’azione di tutte le sue componenti per la sua futura attuazione. In tal senso, sono stati assegnati dei compiti e individuate delle linee di azione. Qualche perplessità rimane, ad esempio, sulla capacità e sulla concreta competenza di EUSAIR di favorire il processo di integrazione dei Paesi extra-UE parti della strategia, sia perché in generale ha un debole impatto su questa dimensione, sia perché la stessa Commissione, nella sua strategia per l’allargamento del novembre 2015, ha espressamente dichiarato che prima del 2019 nessun paese balcanico completerà il suo processo di adesione.
Importante, d’altro canto, è stata l’esortazione della Dichiarazione fatta nei confronti delle autorità nazionali e regionali di garantire che i Fondi strutturali e di investimento europei e i programmi di assistenza pre-adesione (IPA) siano allineati il più possibile con le priorità di EUSAIR. Questo potrebbe effettivamente contribuire a portare dei vantaggi nell’implementazione della strategia.
Da segnalare, infine, che il 31 maggio scade il mandato della presidenza proprio della Croazia e il 1° giugno assumerà la carica la Grecia che la manterrà fino al maggio 2017.

Luigi D’Ettorre

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