Dibattito e conclusioni del Consiglio Affari generali del 15 dicembre 2015 (31.12.2015)

Il 15 dicembre 2015 a Bruxelles si è tenuto il Consiglio Affari generali che è stato presieduto da Jean Asselborn, ministro per gli Affari esteri ed europei del Lussemburgo. Gli argomenti discussi e le decisioni adottate sono state diverse e hanno riguardato diversi argomenti rilevanti per l’UE, presenti e futuri.

1. Accordo interistituzionale su “Legiferare meglio”. – Dopo tre mesi di negoziati, il Consiglio ha approvato il testo di un nuovo accordo interistituzionale dal titolo “Legiferare meglio” tra Commissione, Parlamento europeo (PE) e Consiglio stesso che già era stato oggetto di un accordo provvisorio con il PE e la Commissione 8 Dicembre 2015. Lo scopo principale di tale strumento è migliorare il processo legislativo delle istituzioni dell’UE e la loro cooperazione in tale attività e garantire una legislazione più chiara, semplice e trasparente al servizio dei cittadini e delle imprese dell’Unione. In tale ottica mira ad evitare un eccesso di regolamentazione e a ridurre gli oneri amministrativi per i cittadini e le imprese, in particolare delle PMI. In base all’accordo la Commissione, prima di adottare il suo programma di lavoro annuale, consulterà sia il Consiglio sia il PE e prenderà in considerazione i loro rispettivi pareri; inoltre, sulla base di tale programma, le tre istituzioni individueranno insieme le priorità legislative comuni per l’anno successivo. Due punti qualificanti riguardano anche le consultazioni pubbliche e la valutazione d’impatto. Per quanto riguarda il primo aspetto, prima di adottare una proposta la Commissione effettuerà delle consultazioni pubbliche, favorendo in particolare la partecipazione diretta delle PMI. Per ciò che attiene il secondo, come parte del processo di miglioramento della qualità della legislazione dell’UE saranno adottate nuove misure per perfezionarne la valutazione dell’impatto come l’effetto che avranno sulla competitività delle imprese (soprattutto PMI) o la valutazione del costo di un mancato intervento a livello UE.

2. Programma di 18 mesi del Consiglio. – I ministri hanno approvato il programma delle attività per i prossimi 18 mesi di Presidenza del Consiglio presentato il 3 dicembre dal trio entrante, Paesi Bassi, Slovacchia e Malta, che inizieranno il 1° gennaio 2016 e terminerà il 30 giugno 2017. Come viene evidenziato nell’introduzione del programma, la priorità assoluta rimane l’instaurazione di una crescita inclusiva, intelligente e duratura, da realizzare di pari passo con l’occupazione e la competitività. Inoltre viene messo in rilievo come il Consiglio dovrà contribuire a realizzare l’obiettivo di un migliore processo decisionale e legislativo, improntato ai criteri di sussidiarietà, proporzionalità, trasparenza, coerenza e di rispetto dei diritti fondamentali. Il programma è organizzato sulla base di cinque ambiti generali, ognuno dei quali presenta tematiche e dossier essenziali sui quali il Consiglio dovrà lavorare durante l’anno e mezzo. Le future presidenze hanno anche assicurato una stretta cooperazione con il PE, visto il suo ruolo imprescindibile di co-legislatore insieme al Consiglio, e hanno garantito, da una parte,  costanti consultazioni con il presidente del Consiglio europeo e, dall’altra, l’attenta considerazione del programma di lavoro annuale della Commissione per il 2016. I cinque ambiti individuati dal trio riguardano: (a) un’Unione della crescita, dell’occupazione e della competitività; (b) un’Unione capace di fornire a tutti i suoi cittadini i mezzi per realizzare le loro aspirazioni e per assicurare la loro protezione; (c) verso un’Unione dell’energia dotata di una politica in favore del clima; (d) un’Unione della libertà, della sicurezza e della giustizia; (e) un’Unione come attore mondiale di primo piano.

3. Preparazione del Consiglio europeo del 17-18 dicembre. – Il Consiglio ha esaminato la bozza preliminare delle conclusioni per il Consiglio europeo del 17-18 dicembre preparata dal Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, in cooperazione con la presidenza lussemburghese e la Commissione. Il Consiglio europeo, quindi, concentrerà la sua attenzione sui temi quali l’immigrazione, la lotta al terrorismo, l’Unione economica e monetaria, il mercato interno, l’Unione dell’energia e il referendum che con ogni probabilità si terrà l’anno prossimo nel Regno Unito per la permanenza o l’uscita del Paese dall’UE.

4. Allargamento e processo di stabilizzazione e associazione. – I ministri hanno anche discusso e adottato delle conclusioni relative alla politica di allargamento dell’UE, riguardante Turchia, Montenegro e Serbia, e al processo di stabilizzazione e associazione dei Paesi dei Balcani occidentali, ossia l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Albania, Bosnia-Erzegovina e Kosovo. La discussione è avvenuta sulla base della comunicazione annuale e dei rapporti per ogni Paese presentati dalla Commissione il 10 novembre e che rappresentano la strategia complessiva dell’Unione nel tema in parola. Le conclusioni adottate dal Consiglio sono state preparate dalla presidenza lussemburghese e a detta del ministro Jean Asselborn rappresentano “un punto di equilibrio tra le posizioni delle differenti delegazioni”. Se su questa considerazione possono anche non esserci dubbi, è pur vero che rimane la posizione contraria della Commissione a un ulteriore allargamento dell’UE nei prossimi anni, almeno fino al 2019, quando finirà il mandato dell’attuale Commissione. Comunque, le conclusioni riaffermano l’impegno del Consiglio verso il processo di allargamento e la prospettiva europea dei Balcani occidentali, riconoscono la centralità della Turchia come partner chiave in numerose aree e salutano con favore gli sforzi della Commissione indirizzati verso le riforme fondamentali riguardanti lo Stato di diritto, i diritti fondamentali, lo sviluppo economico e la competitività, il rafforzamento delle istituzioni democratiche e infine la riforma della pubblica amministrazione. Per concludere i ministri hanno ringraziato la Turchia, la Serbia e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia per i loro sforzi nella gestione dei flussi migratori e della crisi dei rifugiati che hanno investito la regione in quanto area di passaggio obbligato nella rotta balcanica.

5. Strategia macroregionale dell’UE. – La delegazione della Slovenia ha informato il Consiglio circa la conferenza in programma il 25 – 26 gennaio 2016 a Brdo che lancerà ufficialmente la strategia dell’UE per la regione alpina. Questa è la quarta strategia macroregionale dell’Unione, dopo quelle del mar Baltico, del Danubio e dei mari Adriatico e Ionio e consentirà agli Stati parti (Francia, Italia, Germania, Austria, Slovenia, Svizzera e Lichtenstein) e alle regioni interessate di istituzionalizzare e rafforzare ulteriormente la loro cooperazione sociale, economica e territoriale già peraltro abbastanza sviluppata attraverso strumenti intergovernativi stipulati da diversi anni.

Luigi D’Ettorre

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