Decimo Vertice ASEM: gli sviluppi e le conferme delle intese euroasiatiche (24.10.2014)

Il 16 e 17 ottobre 2014 i Capi di Stato e di governo di cinquantuno paesi, asiatici ed europei, hanno partecipato alla decima edizione del Vertice ASEM tenutosi a Milano e per la prima volta in Italia. L’Asia-Europe Meeting rappresenta uno strumento di dialogo tra le due macroregioni attraverso un processo informale di cooperazione, le cui componenti principali sono: il dialogo politico, la sicurezza, l’economia, l’istruzione e la cultura.

Dal 1996 si tengono i vertici tra i paesi ASEM e per la prima volta hanno partecipato anche la Croazia e il Kazakistan divenendo ufficialmente paesi partner. L’ultimo incontro tra Europa e Asia ha confermato l’intesa verso la cooperazione, la sicurezza e la stabilità delle macroregioni attraverso una migliore piattaforma per il dialogo politico, economico e culturale e per una maggiore intesa sugli interessi reciproci.

Secondo i dati Eurostat in riferimento all’ultimo decennio (2003-2013) dei commerci internazionali di beni tra i paesi dell’Unione europea e i partner ASEM, l’Unione Europea oggi esporta di più rispetto a dieci anni fa (il 30% odierno contro il 25% del 2003) e importa di più (passando dal 40% al 44%). Per tale motivo i paesi hanno riaffermato, durane il vertice, la necessità di una riforma economica e finanziaria al fine di garantire una crescita globale più sostenibile ed equilibrata con l’obiettivo di ottenere un rafforzamento dell’economia mondiale facendo riferimento alla forte capacità di ripresa dell’economia asiatica.
In tale contesto le implementazioni delle politiche economiche e le riforme strutturali nel medio termine rimangono in Europa interventi sempre più necessari per ridurre il divario e raggiungere la sostenibilità economica e fiscale, così come previsto ed auspicato nel programma dei 18 mesi del Consiglio dell’Unione Europea e in quello del semestre italiano di Presidenza. Tutti i leader dei paesi partecipanti hanno sottolineato l’importanza della connessione economica e culturale attraverso maggiori scambi di conoscenze in settori d’interesse comune.

E’ stata sottolineata ancora una volta l’importanza del libero scambio e del rafforzamento delle relazioni commerciali affinché migliorino i flussi d’investimento in attuazione del “Piano per l’agevolazione degli scambi” (TFAP) ed il “Piano per la promozione degli investimenti” (IPAP) in prospettiva futura, facendo risaltare il ruolo determinante del settore privato. Quest’ultimo è composto dalle piccole e medie imprese che contribuiscono alla crescita economica ed in particolare alla creazione di posti di lavoro, basando il loro sviluppo sull’innovazione, sulla tecnologia e sulla scienza.

Grande attenzione è stata posta sui progressi nella rete d’informazione Trans-Eurasia (TEIN) e nell’opportunità di utilizzare l’infrastruttura digitale per l’e-learning, le conoscenze scientifiche, la sanità e le istituzioni governative, rendendo internet e la banda larga sempre più gli strumenti chiave per la comunicazione e la consapevolezza globale delle due macroregioni. A tale scopo il dibattito del summit si è concentrato sulla cooperazione per i trasferimenti di conoscenze tecnologiche e sui maggiori legami tra i ricercatori europei ed asiatici al fine di poter rafforzare i diritti di proprietà intellettuale senza che essi siano da ostacolo alla diffusione delle nuove conoscenze.

Inoltre è stata discussa la necessità di un’azione immediata nei confronti dei cambiamenti climatici al fine di ridurre le emissioni di gas serra, per limitare l’aumento della temperatura media globale al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali, affinché sia mantenuto l’adempimento della “Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici” (UNFCCC). I paesi hanno confermato a tal fine la loro volontà di adottare a breve un protocollo che abbia forza giuridica ai sensi della Convenzione e che sia applicabile a tutti i paesi coinvolti.

In seguito è stato confermato l’impegno di promuovere i diritti umani in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e di tutelare le garanzie dei gruppi più vulnerabili attraverso la riaffermazione del ruolo dei parlamenti nazionali, della società civile e dei mass media allo scopo di rafforzare la democrazia, le diversità culturali e la tolleranza. In questo contesto il summit ha accolto il dialogo sull’occupazione sociale affinché si possano creare maggiori opportunità di crescita per mezzo di nuovi programmi e nuove politiche del mercato del lavoro, sottolineando l’importanza della dignità dei lavoratori con particolare riferimento a donne e giovani e rivelando come la via dello sviluppo produttivo dipenda anche dalla formazione, dalla sicurezza ed dal rispetto dei diritti fondamentali sul lavoro.

Durante il decimo Vertice ASEM un’ulteriore questione ha riguardato il mantenimento della pace, della sicurezza e della stabilità delle due macroregioni attraverso la risoluzione in maniera pacifica dei conflitti in conformità al diritto internazionale e alle priorità della Carta delle Nazioni Unite. E’ stata riconosciuta l’importanza di affrontare ogni tipo di minaccia che può affliggere la sicurezza transfrontaliera come il terrorismo, il contrabbando, la tratta di esseri umani, il traffico illecito di armi e la criminalità informatica. A tal proposito ciascun paese ha riconosciuto la necessità di promuovere il disarmo ed il controllo degli armamenti per migliorare la cooperazione internazionale, affrontando problematiche d’interesse comune come l’IRAN e il suo programma nucleare, le questioni del Medio Oriente (Siria, IRAQ e Afghanistan) e del Nord Africa (Libia), i programmi missilistici della Corea del Nord e la centrale vicenda degli sviluppi in Ucraina. In merito a questo argomento Russia e Ucraina hanno raggiunto l’intesa di seguire fermamente il “Memorandum di Minsk” in base al quale si prevede la realizzazione di una zona di massima sicurezza per la pacificazione del territorio, il cessate il fuoco, il controllo delle frontiere e lo svolgimento di elezioni.

Fabio D’Apollo

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