Da Mare Nostrum alla sabbia del deserto per i migranti (04.09.2017)

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1. Introduzione

Il 28 agosto scorso, i Capi di Stato e di Governo di Italia, Francia, Spagna e Germania, insieme all’Alto Rappresentante Federica Mogherini, hanno ridefinito per i migranti i confini dell’Europa: dal mar Mediterraneo alla sabbia del deserto. In altri termini, hanno deciso di rafforzare la cooperazione con i Paesi di origine in materia di immigrazione (migranti economici, richiedenti asilo, ecc), supportando, da un lato, i Paesi africani nelle attività di contrasto delle tratte di esseri umani e di prima accoglienza dei migranti e, dall’altro, favorendo il rimpatrio di questi ultimi nei loro Paesi d’origine.

2. Niger e Ciad
Durante il Vertice, un ruolo centrale è stato riservato ai Paesi quali Niger, Ciad e Libia. Questi, infatti, sono stati invitati all’incontro perché ad oggi considerati partner strategici per la gestione e la riduzione dei flussi verso la rotta del Mediterraneo centrale. L’Italia, la Germania, la Francia e la Spagna, in tale occasione, hanno confermato le seguenti due priorità: a) sostenere la presenza di strutture governative nel Niger e nel Ciad per migliorare le attività di soccorso dei migranti nel deserto; b) rafforzare il controllo del confine settentrionale con la Libia, in linea con la precedente Dichiarazione sulla solidarietà e la sicurezza adottata a Roma il 6 luglio 2017.

3. Libia: l’utile “scatolone di sabbia”
Per quanto riguarda la Libia, nel Vertice è emerso un chiaro appoggio della Commissione, della Spagna, della Francia e della Germania, nei confronti dell’Italia, per le attività di rafforzamento della gestione della frontiera e dell’immigrazione in Libia e per quelle diplomatiche, messe in campo dal governo italiano, per raggiungere un accordo di pace fra le tribù libiche del sud (siglato il 31 marzo 2017 a Roma).
La lotta contro la tratta di esseri umani, gli aiuti allo sviluppo dei territori libici e il sostegno all’UNHCR e OIM, per allestire un’infrastruttura umanitaria per i rifugiati e migranti, sono state ribadite quali azioni prioritarie e fondamentali per affrontare le cause “a monte” degli spostamenti dei migranti.

4. Operazioni di salvataggio in mare
Nella gestione dei salvataggi nel mar Mediterraneo, Germania, Francia e Spagna hanno manifestato una piena condivisione del codice di condotta avanzato dall’Italia per le operazioni di soccorso in mare. Il codice rappresenterebbe, secondo tali Stati membri, uno strumento utile per il monitoraggio e l’armonizzazione delle attività di salvataggio. Per tale ragione, i capi di Stato e di Governo hanno nuovamente sollecitato le ONG al rispetto del codice di condotta.

5. Conclusioni
Al di là del formale “politically correct” che ammanta l’intera Dichiarazione del Vertice di Parigi, con espressioni come «in full respect of the international law», «respecting the Geneva Convention», «strong focus on protection of human rights», ciò che emerge è la chiara volontà dell’Europa e, in particolare, di Francia, Spagna, Germania e Italia, di allontanare i confini europei dal mare alla sabbia del deserto libico. La priorità sembra essere una: respingere i flussi di migranti per evitare l’arrivo degli stessi in Europa; allontanando in tal modo la disperazione e le richieste di aiuto dal nostro campo visivo e da “osservatori non allineati” (ONG che non hanno sottoscritto il Codice di condotta del Viminale).
La riduzione dei flussi e la cooperazione con i Paesi di origine, però, porteranno certamente evidenti conseguenze sulla vita dei migranti. La dislocazione delle prime fasi di registrazione e accoglienza nei Paesi quali la Libia, il Ciad e il Niger accrescerà i casi di violazione dei diritti umani e dei richiedenti asilo. Tali Paesi, infatti, non sono paladini di tali diritti e dei valori fondamentali europei.
L’Europa, ancora una volta, ha mostrato la propria incapacità di gestire internamente ed esternamente la crisi migratoria. Quando non si propongo valide soluzioni l’unica cosa che tenta di fare l’Europa è quella di girare lo sguardo verso altre direzioni.

Annalisa Geraci

Per saperne di più:

Dichiarazione del Vertice di Parigi del 28 agosto 2017

Comunicato Stampa Unhcr

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