Crisi dei rifugiati. Il punto sull’attuazione delle azioni prioritarie nel quadro dell’agenda europea sulla migrazione e le conclusioni del Consiglio europeo del 15 ottobre (28.10.2015)

Il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker il 14 ottobre 2015, in previsione del Consiglio europeo del giorno dopo , ha dichiarato che la Commissione ha rispettato tutti gli impegni presi il 23 settembre, stanziando maggiori fondi per la crisi dei rifugiati, inviando esperti in Grecia e in Italia per il funzionamento dei “punti di crisi” e il meccanismo di ricollocazione, e invitando gli Stati membri ad applicare correttamente le norme comuni dell’UE in materia di asilo.

Il metodo di gestione dei migranti basato sui punti di crisi (hotspot), proposto dalla Commissione, è stato avviato e le squadre di sostegno sono pienamente operative a Lampedusa e stanno entrando in azione in Grecia rendendo così possibile realizzare le prime ricollocazioni di richiedenti di asilo e organizzare voli per il rimpatrio dei migranti irregolari. La Commissione e gli Stati membri stanno collaborando per preparare in via operativa il reinsediamento di persone bisognose di protezione internazionale: i primi rifugiati siriani sono stati già reinsediati in Italia, nella Repubblica Ceca e nel Liechtenstein (che partecipa al meccanismo in qualità di Stato associato a Schengen). Per permettere il miglior funzionamento possibile di questi meccanismi gli “Stati membri devono rispondere prontamente alla richiesta di esperti nazionali che sostengano le operazioni nei punti di crisi, notificare alla Commissione le loro capacità di accoglienza, identificare i punti di contatto nazionali che coordineranno le ricollocazioni con la Grecia e l’Italia, e precisare gli impegni di reinsediamento a livello nazionale”.

La Commissione ha proposto modifiche ai bilanci del 2015 e del 2016, aumentando di 1,7 miliardi di euro le risorse stanziate per la crisi dei rifugiati e sia il Parlamento europeo sia gli Stati membri in sede di Consiglio hanno approvato, con procedura accelerata, le modifiche di bilancio. Gli Stati membri devono ora stanziare le risorse nazionali corrispondenti, come concordato dai capi di Stato e di governo il 23 settembre.

La Commissione mette in rilievo che gli Stati membri devono applicare correttamente le norme che regolano il sistema europeo comune di asilo, il quale ha lo scopo fondamentale di aiutare le persone bisognose di protezione internazionale e rimpatriare i migranti che non hanno diritto di soggiornare nel territorio dell’UE. Il 23 settembre a questo proposito sono state inviate 40 lettere di ammonimento a cui la Commissione non ha ancora ricevuto risposta, in aggiunta ai 34 casi pendenti, riguardanti violazioni potenziali o effettive della normativa dell’UE in materia di asilo.

La Grecia, con la collaborazione della Commissione, cerca di garantire il miglioramento delle capacità di accoglienza del paese e di far si che siano rispettate le condizioni affinché il Consiglio europeo possa raccomandare entro la fine del 2015 il ripristino dei trasferimenti ai sensi del regolamento Dublino verso la Grecia. La Commissione inoltre sta per formulare un parere circa la proporzionalità e la necessità della reintroduzione temporanea dei controlli di frontiera da parte della Germania, dell’Austria e della Slovenia.

La Commissione ritiene che se verranno attuate le azioni prioritarie concordate sarà possibile tornare al normale funzionamento del sistema Schengen nei prossimi mesi.

Il Consiglio europeo sulla scia di quanto sostenuto dalla Commissione ha stabilito ulteriori orientamenti da seguire.

Cooperazione con i paesi terzi per contenere i flussi

Il Consiglio europeo sottolinea l’importanza di valutare positivamente il piano d’azione comune con la Turchia nel quadro di un programma di cooperazione globale basato su condivisione delle responsabilità, impegni reciproci e conseguimento di risultati. L’attuazione efficace di tale piano consentirà sia la liberalizzazione dei visti nei confronti di tutti gli Stati membri partecipanti, sia la piena attuazione dell’accordo di riammissione. Una prima valutazione dei progressi conseguiti è prevista per la primavera del 2016. È chiara l’intento dell’Unione Europea e degli Stati membri di rafforzare la cooperazione con la Turchia e di intensificare significativamente l’impegno politico e finanziario entro il quadro stabilito. Il Consiglio europeo ha espresso la sua vicinanza al popolo turco in relazione all’attentato dinamitardo di Ankara impegnandosi a prestare il proprio sostegno nella lotta al terrorismo.

Sempre in materia di cooperazione con i paesi terzi il Consiglio europeo intende assicurare un follow-up efficace e operativo della conferenza ad alto livello sulla rotta del Mediterraneo orientale/dei Balcani occidentali, dedicando particolare attenzione alla gestione dei flussi migratori e alla lotta contro le reti criminali.

Riprendendo quanto già sottolineato dalla Commissione europea il 14 ottobre, il Consiglio intende porre in essere misure operative concrete, in occasione del prossimo vertice di La Valletta con i capi di Stato o di governo africani, sui temi del rimpatrio e della riammissione, lo smantellamento delle reti criminali e la prevenzione della migrazione illegale, unendo gli sforzi per affrontare le cause profonde e sostenere lo sviluppo socioeconomico africano, mantenendo un impegno in materia di possibilità continuative di migrazione legale.

Il Consiglio intende inoltre valutare la possibilità di sviluppare capacità di accoglienza sicure e sostenibili per poter fornire ai rifugiati e alle loro famiglie prospettive durature e procedure adeguate, anche attraverso l’accesso all’istruzione e al lavoro, fino a quando potranno tornare nel paese d’origine. Gli Stati membri dovranno anche contribuire ulteriormente agli sforzi compiuti a sostegno dell’UNHCR, del Programma alimentare mondiale e di altre agenzie, nonché a sostegno del fondo fiduciario regionale dell’UE in risposta alla crisi siriana e del fondo fiduciario dell’UE per l’Africa.

Rafforzare la protezione delle frontiere esterne dell’UE (sulla base dell’acquis Schengen)

Il Consiglio europeo vuole adoperarsi per istituire un sistema di gestione integrata delle frontiere esterne e sfruttare al meglio il mandato di Frontex rafforzandolo per la parte che riguarda lo sviluppo di un sistema di guardia di frontiera e costiera europea, e per quanto concerne il dispiegamento di squadre di intervento rapido alle frontiere nei casi in cui le valutazioni Schengen o l’analisi dei rischi dimostrino la necessità di interventi rapidi e decisi, in cooperazione con gli Stati membri interessati. Il Consiglio europeo chiede che vengano trovate soluzioni tecniche per rafforzare il controllo delle frontiere esterne dell’UE per conseguire gli obiettivi in materia di migrazione e sicurezza, senza ostacolare la fluidità degli spostamenti, e valuta positivamente l’intenzione della Commissione di presentare a breve un pacchetto di misure che mirino al miglioramento della gestione delle frontiere esterne dell’Unione.

Rispondere all’afflusso di rifugiati in Europa e assicurare i rimpatri

Il Consiglio europeo intende, conformemente alle decisioni finora adottate, procedere velocemente alla creazione di altri punti di crisi entro il calendario convenuto per assicurare l’identificazione, la registrazione, il rilevamento delle impronte digitali e l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e degli altri migranti, e nel contempo assicurare la ricollocazione e i rimpatri. Agli Stati membri viene richiesto di sostenere appieno tali sforzi, soddisfacendo le richieste di consulenza da parte di Frontex ed EASO per le squadre di sostegno per la gestione della migrazione incaricate di operare nelle zone dei punti di crisi, e mediante la fornitura delle risorse necessarie. Il Consiglio europeo vuole che si proceda rapidamente alla piena attuazione delle decisioni finora adottate in materia di ricollocazione e in materia di reinsediamento e di funzionamento dei punti di crisi.

Tra gli obiettivi viene considerato necessario intensificare l’attuazione della direttiva rimpatri da parte degli Stati membri e creare, entro la fine dell’anno, un apposito ufficio rimpatri all’interno di Frontex per rafforzare il sostegno agli Stati membri. Si vuole inoltre includere il diritto di organizzare di propria iniziativa operazioni congiunte di rimpatrio e rafforzare il ruolo di Frontex per quanto riguarda l’acquisizione dei documenti di viaggio per i rimpatriati. Il Consiglio europeo vuole: promuovere l’accettazione, da parte dei paesi terzi, di un lasciapassare europeo per i rimpatri come documento di riferimento a fini di rimpatrio; attuare effettivamente tutti gli impegni in materia di riammissione; rafforzare ulteriormente i settori del rimpatrio e della riammissione, anche attraverso la proposta, entro 6 mesi, della Commissione e dell’alto rappresentante di incentivi globali e su misura da utilizzare nei confronti dei paesi terzi.

Gli orientamenti posti dai capi di stato e di governo rappresentano un ulteriore passo avanti verso il raggiungimento di una strategia globale, che sia coerente con il diritto di chiedere asilo, i diritti fondamentali e gli altri obblighi internazionali.

Siria e Libia

Il Consiglio europeo si è inoltre interessato degli sviluppi politici e militari in Siria, compreso il loro impatto sulla migrazione, convenendo che sia necessario concentrarsi sulla lotta contro il Daesh e gli altri gruppi definiti terroristici dall’ONU. L’Unione Europea coopera con le Nazioni Unite e i paesi della regione per trovare una soluzione politica al conflitto e invita tutte le parti coinvolte ad adoperarsi per tale obiettivo. Il Consiglio europeo ha espresso preoccupazione per gli attacchi russi contro l’opposizione siriana. Per quanto riguarda la Libia, il Consiglio europeo ha accolto con favore l’accordo per un governo di unità nazionale proposto dalle Nazioni Unite e ha invitato tutte le parti a aderirvi rapidamente.

Altri punti

Il Consiglio europeo ha ribadito l’importanza di completare l’Unione economica e monetaria nel pieno rispetto del mercato unico e in maniera aperta e trasparente. Esso si è soffermato, altresì, sul processo che si prospetta riguardo ai piani del Regno Unito per un referendum sulla permanenza o l’uscita dall’UE. Entrambe le questioni saranno oggetto di riflessione nella prossima riunione del Consiglio europeo. Il Consiglio europeo ha accolto con favore la relazione internazionale indipendente sull’abbattimento del volo MH17 stilata dalla commissione per la sicurezza olandese, pubblicata il 13 ottobre, e ha dichiarato il proprio sostegno alle iniziative in corso per far sì che i responsabili rispondano dell’abbattimento del volo MH17, in conformità della risoluzione 2166, adottata il 21 luglio 2014, del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Giulia Viturale

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