Consiglio Trasporti, Telecomunicazioni e Energia del 3 dicembre (12.12.2014)

Il 3 dicembre 2014 si è tenuto a Bruxelles il Consiglio Trasporti, Telecomunicazioni e Energia, presieduto dal Ministro italiano delle infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi.

Per le decisioni assunte e le iniziative intraprese, il Consiglio in esame si è incastonato perfettamente nell’attuale contesto politico europeo, caratterizzato dalla presentazione del piano Juncker. Tale piano prevede lo stanziamento di 315 miliardi di euro per rilanciare la crescita e l’occupazione in Europa e, come sottolineato dallo stesso Juncker, i trasporti e le infrastrutture si dimostrano settori strategici  i cui investimenti risultano fondamentali per promuovere la crescita e la competitività, soprattutto in vista della revisione della strategia Europa 2020. Infatti, il Ministro Lupi ha più volte ribadito che le conclusioni assunte nel Consiglio del 3 dicembre contribuiranno significativamente alla revisione intermedia della strategia di crescita Europa 2020, in programma per il 2015.

Le tematiche affrontate hanno riguardato prevalentemente il settore del trasporto e delle infrastrutture  e sono state:

1) investimenti nelle infrastrutture. Il Consiglio ha accolto con favore la comunicazione “un piano di investimenti per l’Europa”, trasmessa dalla Commissione lo scorso 26 novembre 2014. In essa, la Commissione ha riportato i risultati dell’analisi compiuta sulle infrastrutture di trasporto dei diversi piani degli Stati membri e ha stimato che il fabbisogno di investimenti pubblici in tale settore, da raggiungere a livello europeo, nazionale, regionale o locale e da fonti private, si aggira intorno ai 500 miliardi di euro per tutta la rete TEN-T, di cui 250.000.000.000 solo per la rete centrale. In tal senso, la Commissione ha promosso, come strumento funzionale,  il principio di miscelazione, che permette di combinare le sovvenzioni tradizionali dell’UE e/o nazionali, con gli strumenti finanziari innovativi, senza creare oneri superflui per gli Stati membri.

2) Single European Sky (SES).  Il Consiglio ha raggiunto un general approach sulle due proposte del pacchetto “SES II +” vertenti l’una, proposta SES, all’attuazione del cielo unico europeo e l’altra, proposta EASA, alla modifica delle regole sull’Agenzia europea per la sicurezza aerea. L’iniziativa SES mira a riformare l’organizzazione e gestione dello spazio aereo europeo grazie al superamento della frammentazione dello spazio aereo attualmente esistente e grazie all’ottimizzazione dell’utilizzo del traffico aereo. La proposta esaminata dal Consiglio verte sulla fusione, in un unico atto vincolante, dei quattro regolamenti che attualmente regolano la SES. Importante dire che solo il Regno Unito si è dimostrato sfavorevole, ma il suo voto contrario non è dovuto al contenuto dell’iniziativa, bensì alla questione specifica di Gibilterra, per la cui soluzione si rinvia ai colloqui bilaterali tra Londra e Madrid. Riguardo alla modifica del regolamento dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea, essa mira a portare l’attuale portata del regolamento EASA in linea con la legislazione SES e di includere il concetto di interoperabilità SES, oltre che a tener conto dei recenti sviluppi del programma di ricerca SESAR.

3) Il personale dei pescherecci.  I Ministri sono risultati concordi sulla decisione di autorizzare gli Stati membri ad aderire alla Convenzione internazionale sulla formazione, certificazione e sorveglianza del personale dei pescherecci (STCW-F). La STCW-F è una convenzione dell’Organizzazione marittima internazionale che è stata adottata nel 1995 ed entrata in vigore nel 2012. L‘UE non può diventare parte contraente della Convenzione in maniera diretta, in quanto solo gli Stati ne possono essere parti. Poichè la Commissione ritiene che alcune parti materiali della Convenzione rientrano nella competenza esclusiva dell’UE, di conseguenza, gli Stati membri devono essere autorizzati dal Consiglio per diventarnee parti. Attualmente, quattro Paesi dell’UE (Danimarca, Spagna, Lettonia e Lituania) hanno già aderito e grazie a questo risultato positivo, la proposta potrà essere ora inviata al Parlamento europeo per la sua approvazione. Dopo il consenso del Parlamento, il Consiglio potrà decidere in merito.

4) quarto pacchetto ferroviario. Il Consiglio ha adottato un orientamento generale su una proposta di abrogazione dell’attuale regolamento sulla normalizzazione dei conti delle aziende ferroviarie, divenuto ormai ormai obsoleto, perché utilizzato solo da Belgio, Germania, Irlanda e Polonia.  I ministri hanno, inoltre, preso atto dei progressi sulle due proposte finalizzate al miglioramento dei servizi ferroviari nell’Unione europea. Insieme, queste proposte, l’una fondata sull’apertura del mercato e l’altra sul rafforzamento della governance, costituiranno i due pilastri, economico e politico,  del quarto pacchetto ferroviario. Naturalmente, per diventare vincolante, tale proposta di regolamento dovrà  essere approvato anche dal Parlamento europeo e i Ministri hanno convenuto che il regolamento dovrebbe entrare in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE, come suggerito dalla Commissione.

5) embargo russo nel settore lituano delle merci su strada. La delegazione lituana ha informato i ministri delle gravi conseguenze economiche e delle perdite finanziarie che  diversi operatori economici stanno subendo a causa delle difficoltà che i camion  e i veicoli passeggeri lituani stanno incontrando nell’attraversare il confine russo. Il Consiglio ha richiesto alla Commissione di monitorare la situazione più da vicino

Luca Martelli

 

 

 

 

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