Consiglio Trasporti, Telecomunicazioni e Energia del 27 novembre 2014 (05.12.2014)

Il 27 novembre si è riunito a Bruxelles il Consiglio Trasporti, Telecomunicazioni e Energia.

Nella riunione il Consiglio ha preso atto dei progressi compiuti per quanto riguarda la proposta di elaborare un progetto di direttiva sull’accessibilità dei siti web degli enti pubblici. Si è discusso dello stato dei lavori sulla proposta di Regolamento sul mercato unico delle comunicazioni elettroniche ed è stata adottata la conclusione sull’Internet governance. Infine, i ministri hanno discusso gli aspetti delle telecomunicazioni della revisione intermedia della strategia Europa 2020

1.Accessibilità dei siti web

Con riferimento all’accessibilità dei siti web degli enti pubblici, il Consiglio ha fatto il punto dei progressi compiuti sulla proposta di Direttiva. Il campo di applicazione è stato ampliato per coprire tutti i siti web del settore pubblico nella loro interezza.

È stato proposto un insieme di norme di accessibilità armonizzate che aiuterà agli sviluppatori di siti web di offrire i loro prodotti e servizi in tutta l’Unione europea, senza i costi di produzione aggiuntivi e altre difficoltà derivanti dai diversi ordinamenti nazionali. Questo per migliorare il funzionamento del mercato interno e contribuire alla crescita e alla competitività.Viene sottolineata l’importanza per il settore pubblico di rendere i siti web più accessibili in modo che possono estendere la loro portata e adempiere ai loro compiti di servizio pubblico.

Nel febbraio 2014, gli organismi europei di normalizzazione hanno adottato una norma europea per la valutazione la conformità con i requisiti di accessibilità web. Questa norma europea EN 301/549 contiene i requisiti del Web Content Accessibility Guidelines WCAG 2.0 AA che sono attualmente utilizzati dalle parti interessate a livello mondiale. Inoltre, 26 Stati membri hanno sviluppato politiche nazionali di accessibilità web sulla base di requisiti simili.

La proposta prevede anche che gli Stati membri adottino misure per promuovere e monitorare l’applicazione di queste norme, imponendo un controllo del rispetto delle regole periodico e non continuo come suggerito dalla Commissione. Anche l’obbligo di comunicazione annuale proposto dalla Commissione deve essere sostituito da rapporti meno frequenti.

Il testo attuale propone che una volta che la Direttiva sarà entrata in vigore, gli Stati membri avranno due anni per adottare disposizioni nazionali in modo da conformarsi alla direttiva. I requisiti di accessibilità alla rete saranno applicabili nei tre anni successivi alla data di entrata in vigore della direttiva.

La Presidenza italiana intende proseguire i lavori sulla proposta durante il resto del suo mandato. Il suo obiettivo è quello di consentire al Consiglio di avviare colloqui con il Parlamento europeo, in modo da provare a raggiungere un accordo sotto la prossima presidenza.

2. Telecomunicazioni e mercato unico

Il Consiglio ha poi discusso dei lavori in corso sulla proposta di modifica del quadro normativo UE sulle telecomunicazioni (pacchetto “Continente Connesso”). La proposta degli organi preparatori del Consiglio ha posto il focus su due elementi fondamentali: il roaming e la neutralità della rete. L’obiettivo è quello di risolvere al più presto la questione delle tariffe di roaming, in modo che i cittadini possano effettuare chiamate più convenienti in Europa e che, allo stesso tempo, gli operatori possano contare su una maggiore certezza giuridica, che gli consenta di effettuare gli investimenti necessari e di offrire servizi up-to-date. Allo stesso tempo, gli operatori devono chiarezza e certezza giuridica, in modo che gli consenta di effettuare gli investimenti necessari e di offrire up-to-date.

La maggior parte delle delegazioni ha espresso la necessità di disporre di più tempo per analizzare il metodo migliore per evitare eventuali effetti indesiderati. Le preoccupazioni sono soprattutto dei paesi che temono di veder salire le tariffe nazionali per compensare le perdite dei ricavi dal roaming. A questo proposito sono in fase di esame le possibili implicazioni sui mercati nazionali, al fine di evitare l’effetto “waterbed”, ovvero l’innalzamento dei prezzi interni volto a compensare le eventuali perdite che gli operatori potrebbero subire.

Numerose delegazioni hanno quindi sottolineato che le prestazioni “roam like at home” richiedano prima un’ulteriore regolamentazione dei prezzi all’ingrosso e una definizione di “fair use”. Delle ridotte tariffe all’ingrosso potrebbero aiutare ad assicurare che i prezzi al dettaglio continuino a coprire i prezzi all’ingrosso.

Inoltre, l’Organismo dei regolatori europei BEREC, sta attualmente analizzando diversi possibili approcci per il roaming. Un gran numero di delegazioni ha dichiarato di preferire di attendere la relazione BEREC che sarà pubblicata all’inizio di dicembre.

Per quanto riguarda invece le misure da prendere per salvaguardare la neutralità della rete. La maggior parte degli Stati membri ritengono che il testo della Presidenza è una buona base per i lavori, ma che è necessaria una discussione anche sulla neutralità della rete, infatti un gran numero di delegazioni ha sottolineato l’importanza di avere un accesso aperto e non discriminatorio a Internet, ma anche che è altrettanto importante evitare di limitare l’innovazione e gli investimenti.

Varie delegazioni hanno espresso sostegno al divieto della discriminazione dei prezzi in tutti i principi di neutralità della rete.

La Presidenza ha concluso che sono necessari ulteriori lavori tecnici per riuscire a definire una posizione comune del Consiglio sul roaming e neutralità della rete essendo questioni in cui il cittadino ha una posizione centrale. La Presidenza continuerà a lavorare sulla proposta fino alla fine dell’anno, sulla base degli orientamenti forniti dai ministri. I colloqui con il Parlamento europeo invece vengono rimandati a quando i tempi saranno maturi.

3. Internet Governace

Il Consiglio ha infine adottato le conclusioni sulla governance di Internet. L’Unione Europea sostiene un approccio multi-stakeholder, per la transizione delle funzioni relative alla gestione dei nomi e domini Internet alla Internet Assigned Numbers Authority (IANA). È stata inoltre rilevata la necessità di affrontare l’impatto di eventuali conflitti di competenza in materia di protezione dei dati e di indicazioni geografiche, ribadendo l’importanza per l’UE della tutela dei diritti fondamentali sia online che offline.

4.Europa 2020: preparazione della revisione intermedia

I ministri hanno discusso gli aspetti delle telecomunicazioni della revisione intermedia della strategia Europa 2020. Di particolare importanza per la strategia è l’Agenda digitale per l’Europa in quanto gli Stati Membri sostengono che aumenti la visibilità delle questioni digitali a livello nazionale e in Europa. Guardando la prossima fase della strategia Europa 2020, è stato sottolineato che la strategia deve avere una maggiore attenzione sulle misure per rilanciare la crescita e creare posti di lavoro.

Un mercato unico digitale completato è stato ritenuto un elemento essenziale della strategia Europa 2020 in quanto tutti i Paesi dovrebbero trarre beneficio da esso. L’accesso a Internet ad alta velocità a banda larga dovrebbe essere assicurato nelle zone rurali e aree remote. È fondamentale sviluppare le competenze digitali e l’alfabetizzazione digitale di tutti; è anche importante formare esperti ICT in Europa. Il divario digitale dovrebbe essere ridotto, anche all’interno degli Stati membri.

Occorre adottare misure per aiutare le e-business ad espandersi internazionalmente e affinché i servizi pubblici elettronici siano accessibili, in questo modo le barriere per le piccole imprese dovrebbero essere ridotte. È stato inoltre sottolineata la necessità di un quadro normativo stabile e prevedibile per gli investimenti.

Una sintesi del dibattito sarà inserita in una relazione generale della Presidenza sulla revisione intermedia della strategia Europa 2020, da preparare in vista del Consiglio europeo di dicembre.

La Commissione presenterà proposte per il perseguimento della strategia nei primi mesi del 2015, per essere seguita da una discussione nel Consiglio europeo di primavera.

5. Altri temi approvati

Telecomunicazioni

Il Consiglio ha deciso di non opporsi all’adozione da parte della Commissione di un regolamento recante modifica del regolamento (UE) 874/2004, che stabilisce le regole di politica pubblica relative all’attuazione e alle funzioni del dominio di primo livello .eu e i principi relativi alla registrazione. Il nuovo testo amplia la sicurezza e i controlli sull’abuso del dominio .eu. Si aggiorna anche la lista di nomi per paese e dei paesi che li possono registrare, al fine di tener conto dei nomi che contengono caratteri che non erano precedentemente disponibili, e nomi che possono essere riservati o registrati. Il regolamento della Commissione è soggetto alla procedura di regolamentazione con controllo. Ciò significa che, avendo il Consiglio dato il suo consenso, la Commissione può adottare il regolamento, salvo opposizioni del Parlamento europeo.

Giulia Viturale

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