Consiglio straordinario Agricoltura e Pesca del 5 settembre 2014 (13.09.2014)

Il 6 agosto 2014, la Federazione russa ha emanato il decreto № 560, come contromisura alle sanzioni, ad essa inflitta, a causa della situazione in Ucraina. Con tale decreto ha imposto il divieto alle importazioni in Russia, della durata di un anno, di determinati prodotti agricoli, materie prime e prodotti alimentari provenienti da diversi Paesi quali: Stati Uniti, Paesi dell’Unione europea, Canada, Australia, Regno di Norvegia. In tal modo ha creato una grave minaccia ad un mercato di esportazione importante come quello ortofrutticolo europeo.

Il Consiglio straordinario sull’agricoltura e pesca, svoltosi il 5 settembre 2014, ha avuto come obiettivo proprio l’analisi dell’impatto e delle implicazioni che il divieto russo può avere sul mercato agricolo europeo. Il Consiglio straordinario ha anche valutato cercando se le soluzioni presentate dalla Commissione durante il mese di agosto, raccolte nei regolamenti delegati della stessa, siano idonei a mitigare l’impatto del divieto all’importazione in Russia dei prodotti europei. In particolare, i regolamenti delegati analizzati sono stati: i reg. del. № 947-948-949-950 del 4 settembre 2014, per le misure temporanee sui prodotti lattiero-caseari; i reg.del. № 932 e 913 del 21 agosto e 29 agosto per le misure temporanee su frutta e verdura.
A conclusione della riunione, è emerso che la maggior parte degli Stati membri ha riconosciuto l’idoneità delle misure di sostegno al mercato di frutta e verdura e del settore lattiero-caseario, decise dalla Commissione nelle settimane precedenti.
Queste, in generale, sono un insieme di misure d’emergenza, adottate nell’ambito della “Politica Agricola Comune” (PAC), da applicare fino alla fine di novembre e atte a ridurre l’offerta complessiva dei prodotti ortofrutticoli deperibili, colpiti dal decreto russo, mediante il loro ritiro dal mercato, il risarcimento degli agricoltori per la mancata raccolta e nella promozione della raccolta verde.
Gli Stati hanno anche previsto misure di compensazione per alcuni dei produttori più colpiti e la necessità di aumentare i fondi, mediante l’investimento di ulteriori 30 milioni di euro a partire dal 2015, che ad oggi sono ripartiti nel seguente modo: € 125.000.000 per il mercato di pomodori, carote, cavolo bianco, peperoni, cavolfiori, cetrioli, cetriolini, funghi, mele, pere, frutti rossi, uva da tavola e kiwi; 29.700.000 € per i prelievi e 3.000.000 € per la promozione delle pesche nettarine, già annunciate dall’ 11 agosto.
Infine, i Ministri hanno sostenuto la promozione di misure a medio e lungo termine. Tra le più impegnative, spicca la ricerca di nuovi mercati per i prodotti europei, mentre tra quelli più accessibili si rileva la proposta di rafforzare i regimi esistenti per la distribuzione di frutta e verdura e il latte a scuola oppure la distribuzione di prodotti alimentari agli indigenti.
Quanto detto è confermato dalle parole del Ministro italiano delle politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina che, in qualità di Presidente della seduta, ha concluso: “Durante questa riunione straordinaria, i Ministri hanno confermato la necessità di una risposta unanime e solidale a livello UE per affrontare gli effetti negativi legati alla il divieto russo sui prodotti agricoli dell’UE. Una valutazione positiva delle misure adottate dalla Commissione è stata confermata, anche se abbiamo sottolineato la necessità di monitorare continuamente l’ evoluzione del mercato e di preparare ogni ulteriore e concreto strumento di intervento nei confronti del produttori che sono stati penalizzati dal divieto. A causa del fatto che la crisi originata da ragioni indipendenti non legati ai mercati agricoli, ma dalla situazione politica, vi era un consenso unanime sulla necessità di mettere in campo risorse aggiuntive rispetto a quelle concordate nel bilancio agricolo, in modo che gli agricoltori non siano ulteriormente penalizzati”.
Luca Martelli

 

 

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