Consiglio Giustizia Affari Interni del 15-16 giugno (18.06.2015)

Il 15 e il 16 giugno 2015, a Lussemburgo, si è tenuta una nuova riunione del Consiglio dell’Unione Europea nella formazione Giustizia e Affari Interni.

I principali temi al centro della discussione sono stati i seguenti:

– protezione dei dati;
– libera circolazione dei documenti pubblici;
– Procura Pubblica Europea;
– problemi migratori;
– lotta contro il terrorismo.

Nella prima giornata i Ministri della Giustizia si sono occupati dei primi tre temi elencati, mentre, nella seconda, i Ministri degli Affari Interni insieme a quelli della Giustizia, hanno approfondito e analizzato le tematiche inerenti la migrazione e la lotta contro il terrorismo.

1. Protezione dei dati.

Il Consiglio ha raggiunto un orientamento generale per il regolamento sulla protezione dei dati che stabilisce norme adeguate all’attuale sviluppo digitale. Sulla base di tale orientamento, il Consiglio dovrà in seguito raggiungere un accordo “trilogo”, previsto per il 24 Giugno 2015, tra Parlamento europeo, Consiglio e  Commissione. Questo regolamento nasce con un duplice obiettivo:

– migliorare il livello di protezione dei dati personali degli individui;
– aumentare le opportunità di business nel mercato unico digitale.

Inoltre, l’imminente Presidenza lussemburghese lavorerà, parallelamente ai negoziati sul regolamento e alla direttiva sulla protezione dei dati, con l’obiettivo di trovare un approccio generale nel mese di ottobre.

2. Libera circolazione dei documenti.

Il Consiglio ha raggiunto un orientamento generale sul progetto di regolamento per la promozione della libera circolazione dei cittadini e delle imprese, semplificando i requisiti per la presentazione di determinati documenti pubblici in seno all’Unione europea. Questo approccio costituisce, concretamente, la base per i negoziati con il Parlamento europeo al fine di raggiungere un accordo globale e definitivo sul prossimo regolamento.
La proposta di regolamento, come da modifica del Consiglio, mira alla semplificazione delle procedure per l’utilizzo transfrontaliero di documenti relativi alla materia di stato civile all’interno dell’UE. In altri termini, tale proposta consentirà, in futuro, la circolazione di documenti senza l’obbligo di legalizzazione o formalità analoga, realizzando in parte quella che ancora oggi sembra essere una mera utopia: l’’Europa dei cittadini.

3. Procura Pubblica Europea.

Il Consiglio ha espresso ampio sostegno sul testo (i primi 16 articoli) relativo alla proposta di creazione dell’Ufficio del Procuratore Pubblico Europeo (EPPO). Tali articoli comprendono le disposizioni più importanti del regolamento, vale a dire tutte le norme relative all’organizzazione e al funzionamento dell’Ufficio. Tuttavia, il Consiglio, pur accogliendo con favore i progressi realizzati sugli altri articoli (17-33), manifesta l’esigenza di un maggior approfondimento da parte di esperti.
La proposta di regolamento mira a rafforzare la lotta ai crimini contro gli interessi finanziari dell’Unione, introducendo una Procura pubblica Europea competente.

Per quanto concerne la base giuridica e le regole per l’impostazione della EPPO, queste sono stabilite dall’articolo 86 del TFUE. Invero, la proposta di regolamento sarà adottata secondo una procedura legislativa speciale: il Consiglio deciderà all’unanimità previa approvazione del Parlamento europeo.
Su tali questioni, i Ministri del Lussemburgo ribadiscono il deciso impegno della prossima Presidenza del Lussemburgo.

4. Problemi migratori.

Per quanto attiene le problematiche migratorie, il Consiglio ha discusso i diversi aspetti dell’Agenda globale sulla migrazione e il suo pacchetto di attuazione. La maggior parte delle delegazioni ha, difatti, accolto favorevolmente la sua natura globale e trasversale, nonché la sua combinazione tra le azioni immediate per affrontare l’attuale crisi e le misure a lungo termine che dovrebbero portare, nel prossimo futuro, alla creazione di una vera e propria politica migratoria europea.
Per quanto riguarda la proposta concreta sulla ricollocazione dei migranti, i Ministri hanno sottolineato che, sulla base del principio di solidarietà sono tutti pronti a fare uno sforzo per aiutare gli Stati membri sotto particolare pressione migratoria. Le varie delegazioni hanno, però, sottolineato la necessità di trovare il giusto equilibrio tra solidarietà e responsabilità.
I Ministri degli Affari interni hanno invitato gli organi preparatori del Consiglio a proseguire le discussioni con l’obiettivo di raggiungere, il prima possibile, la piena attuazione. In seguito, la Presidenza e la Commissione europea dovranno riferire al Consiglio europeo sui risultati di queste discussioni.
Sulle questioni inerenti i flussi migratori, il Ministro degli Affari Interni lussemburghese ha sottolineato il cosciente lavoro che la prossima Presidenza lussemburghese intenderà svolgere per quanto riguarda la proposta della Commissione, ossia una politica europea sulla migrazione. L’agenda in materia di migrazione sarà gestita attraverso tre approcci: quello di breve termine, di medio termine e di lungo termine. Nel contesto della pressione migratoria in corso, gli strumenti proposti per il trasferimento, il reinsediamento, il rimpatrio e la riammissione saranno invece tutti esaminati con urgenza e rapidità.

5. Lotta contro il terrorismo.

Nell’ambito della lotta al terrorismo, il Consiglio ha esaminato l’attuazione delle misure contenute nella Dichiarazione di lotta al terrorismo siglata dai capi di Stato e di Governo dell’Unione europea nel mese di febbraio, a seguito degli attacchi terroristici sul territorio europeo.
I Ministri hanno fatto un bilancio sui progressi compiuti nell’attuazione delle misure di contrasto al terrorismo ed hanno discusso e delineato una serie di priorità sulla base di una relazione della Presidenza e del Coordinatore Antiterrorismo dell’UE. Priorità, invero, riconfermate dalla Commissione europea nell’Agenda globale sulla migrazione.
Anche sulla questione della lotta al terrorismo il Ministro lussemburghese degli Affari Interni ha sottolineato l’importanza di tale sfida. Questa potrà essere contrasta attraverso:

– la lotta contro la criminalità organizzata;
– l’attuazione concreta della strategia di sicurezza interna 2015-2020.

Ora analizziamo brevemente gli ultimi punti all’ordine del giorno approvati nella seduta del 16 giugno 2015:

a) e-Giustizia e videoconferenza transfrontaliera;
b) genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra;
c) Europol- Report generale 2014;
d) Protezione contro il furto;
e) Convenzione dell’Aia sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori;
f) Partenariato per la mobilità tra UE e Bielorussia.

a) Il Consiglio ha approvato una serie di linee guida per l’attuazione del piano pluriennale d’azione europeo sull’e-Giustizia 2014-2018. Il Consiglio ha adottato una serie di raccomandazioni (9206/15 + COR 1) per offrire orientamenti concreti agli Stati membri per migliorare l’uso della tecnologia di videoconferenza in materia di giustizia. Tale strumento è stato uno dei meccanismi chiave per la modernizzazione della giustizia a livello dell’UE.

b) Il Consiglio ha adottato conclusioni (15584/2/14) sulla lotta contro l’impunità per il crimine di genocidio, i crimini contro l’umanità ed i crimini di guerra all’interno dell’Unione europea e dei suoi Stati membri.

c) Il Consiglio ha approvato la relazione generale sulle attività di Europol nel 2014 e l’ha trasmessa al Parlamento europeo per informazione.

d) Il Consiglio ha adottato conclusioni concernenti l’introduzione di una marcatura obbligatoria e standardizzata delle macchine da cantiere e dei veicoli agricoli e forestali al fine di proteggere meglio contro il furto.

e) Il Consiglio ha adottato due decisioni che autorizzano alcuni Stati membri ad accettare, nell’interesse dell’Unione europea, l’adesione di Andorra e di Singapore alla Convenzione dell’Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori.

f) Il Consiglio ha confermato l’accordo sulla dichiarazione comune che istituisce un partenariato per la mobilità tra la Bielorussia e l’Unione europea ei suoi Stati membri partecipanti. La Bielorussia è uno dei paesi terzi con cui l’Unione europea intende sviluppare la cooperazione nel settore della migrazione. Partenariati per la mobilità sono già stati stabiliti con una maggioranza di paesi appartenenti al partenariato orientale (ossia Armenia, l’Azerbaigian, la Georgia e la Moldavia).

Il Consiglio dell’Unione Europea, nella formazione Giustizia Affari Interni, si è concluso augurando i migliori auspici per il prossimo semestre di Presidenza lussemburghese.

Annalisa Geraci

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