Consiglio Giustizia Affari Interni del 12-13 marzo 2015 (19.03.2015)

Il 12 e il 13 marzo 2015 si è tenuta la seconda riunione del Consiglio dell’Unione Europea nella formazione Giustizia e Affari Interni. I principali temi al centro della discussione sono stati i seguenti:
-la lotta contro il terrorismo;

-il controllo delle pressioni migratorie;

-la regolamentazione della protezione dei dati;

-l’assistenza legale provvisoria per indagati o imputati in procedimenti penali;

-il miglioramento della Governance dell’Eurojust;

-la libera circolazione dei documenti pubblici;

-l’istituzione dell’Ufficio del Procuratore Pubblico europeo.

Nella prima giornata, i Ministri degli Affari Interni hanno ribadito l’importanza della lotta contro il terrorismo, anche alla luce degli ultimi accadimenti in Francia. Difatti la prima riunione del Consiglio, nella formazione Giustizia e Affari Interni del 2015, ha dedicato gran parte del tempo al problema dei Foreign Fighters e al loro reclutamento sia a livello europeo e sia a livello internazionale.
Tuttavia, manifesta è la difficoltà di contemperamento degli orientamenti a livello europeo: se da un lato è importante e necessaria la lotta al terrorismo attraverso l’incremento di meccanismi di sicurezza e di controllo, dall’altro lato è difficile garantire gli spazi di libertà e di azione, elementi fondamentali e costitutivi dell’Unione.

1. Per quanto riguarda la lotta al terrorismo, i Ministri degli Affari Interni hanno incentrato la discussione su determinate questioni i cui risultati possono essere raggiunti nei prossimi mesi:

-la prima è quella Schengen, necessario è il rafforzamento di tale area, entro e non oltre giugno 2015, attraverso controlli sistematici sui documenti ed i migranti sulla base di una valutazione dei rischi sulle frontiere esterne.

-la seconda questione riguarda il problema dello sviluppo, e della radicalizzazione, del terrorismo, dell’ estremismo violento e del reclutamento terroristico attraverso Internet data la difficoltà di controllo di questo mezzo di informazione. Sulla base di questa problematica, i Ministri hanno deciso di incrementare le responsabilità in questo settore in capo all’Europol il più presto possibile. Inoltre hanno chiesto all’Agenzia di istituire un’unità chiamata EU Internet Referral (operativa da luglio 2015) utile all’Europol per ampliare la ricerca ed il controllo su Internet attraverso le indicazioni e le informazioni riportate dai cittadini su tale piattaforma virtuale.

-la terza questione riguarda l’invito del Consiglio a migliorare la cooperazione e lo scambio di informazioni, tra Commissione ed Europol, sulla lotta al traffico illecito di armi da fuoco. I Ministri hanno preso atto degli ultimi progressi, riferiti dal Coordinatore europeo dell’Antiterrorismo e dalla Commissione Europea, compiuti nell’ attuazione delle misure menzionate nella Dichiarazione del Consiglio Europeo, della Dichiarazione congiunta di Riga ed hanno deciso di ritornare su queste problematiche nel prossimo incontro previsto a giugno 2015.

-Infine, il Consiglio ha deciso di impegnarsi attivamente, con il Parlamento Europeo, al fine di realizzare considerevoli progressi, nei prossimi mesi, sulla raccolta di informazioni e dati dei passeggeri dei voli internazionali attraverso la EU Passenger Name Record.

2. Per quanto concerne il controllo delle ondate migratorie, i Ministri hanno discusso su come affrontare le recenti pressioni migratorie che l’Unione europea si trova a dover fronteggiare e quali azioni immediate possono essere prese per rispondere alle questioni più critiche.
L’intero consesso ha preso atto delle informazioni fornite dalla Commissione ed ha accolto con favore i progressi compiuti finora nell’attuazione delle azioni operative individuate dalla Task Force nel Mediterraneo (TFM). Il Consiglio ha, inoltre, considerato non senza preoccupazione, i recenti sviluppi migratori che mostrano evidenti pressioni sia dal bacino del Mediterraneo e sia dalla Regione dei Balcani occidentali.
I Ministri hanno condiviso l’idea di rafforzare la sorveglianza delle frontiere esterne e di rafforzare le risorse e le capacità operative di Frontex. È stata ribadita anche la necessità di rafforzare la cooperazione con i paesi terzi quale azione essenziale per la gestione efficace dei flussi migratori. I Ministri hanno sottolineato che, al fine di proteggere i migranti e salvare le loro vite, la lotta contro le reti criminali ed i trafficanti deve rimanere una delle priorità assolute.
Infine essi, su tali temi, hanno invitato la Commissione e il SEAE, il Servizio europeo per l’azione esterna, a continuare ad informare il Consiglio sull’attuazione delle azioni pertinenti al fine di affrontare le principali sfide legate all’asilo e alla migrazione.

3. La terza questione, affrontata nella giornata del 13 marzo dai Ministri della Giustizia, è stata quella relativa alla regolamentazione della protezione dei dati. Il meccanismo dello “sportello unico” ossia il c.d. “one stop shop” è uno dei punti cruciali della proposta di regolamento. In passato il Consiglio ha espresso il proprio sostegno a tale tipo di meccanismo in relazione, però, ad importanti casi transnazionali. Il regolamento dovrebbe stabilire una sorta di “single supervisory decision”, cioè dovrebbe garantire un’ applicazione unica e coerente in tema di protezione dei dati per migliorare il rapporto costo-efficienza di tale disciplina per il commercio internazionale e per contribuire ad accrescere l’economia digitale. Tuttavia, il vero fattore di rischio di tale regolamentazione è rappresentato dalla questione della “prossimità” tra i data subjects e l’Autorità garante coinvolta. Un’unica Autorità decidente può significare accrescere in modo esponenziale le difficoltà, per gli interessati, di far valere i propri diritti. Lo sportello unico, come abbiamo già detto, dovrebbe intervenire solo in relazione ad importanti casi transfrontalieri e dovrà consistere in un processo di cooperazione e di co-decisione tra le autorità di protezione coinvolte. Successivamente, la decisione concordata dovrà essere adottata dall’Autorità nazionale più prossima alla persona interessata.

4. La quarta questione affrontata dai Ministri della Giustizia è quella relativa all’ assistenza legale per indagati ed imputati in procedimenti penali. Il Consiglio ha raggiunto un orientamento generale per la proposta di direttiva in materia di diritto di assistenza legale provvisoria per i cittadini sospettati o accusati di un reato e per quelli soggetti a un mandato d’arresto europeo. La proposta stabilisce le norme minime relative al diritto all’assistenza legale provvisorio per indagati o imputati in procedimenti penali privati della libertà.
Il testo, attualmente, contiene alcune modifiche della proposta presentata dalla Commissione al fine di definire con maggiore precisione il campo di applicazione della direttiva. A tal proposito, quest’ultima non dovrebbe applicarsi ai reati di minor entità o per situazioni legate a restrizioni temporanee sulla libertà della persona. C’è poi anche una nuova disposizione che consente la possibilità di concedere un aiuto legale provvisorio in reati meno gravi quando questo è necessario, nell’interesse della giustizia, secondo l’interpretazione della Giurisprudenza CEDU (articolo 4 (2 bis)).
Il testo approvato dai ministri costituirà la base per i negoziati con il Parlamento europeo al fine di concordare il testo finale della direttiva.

5. Un’altra questione è quella relativa al miglioramento della governance dell’Agenzia Eurojust. Il Consiglio ha raggiunto un orientamento generale su una proposta di regolamento che mira ad aumentare l’efficienza dell’Agenzia stabilendo un nuovo modello, semplificato, di governance: migliorare l’efficacia operativa di Eurojust definendo i poteri e lo status dei membri nazionali in modo uniforme, in linea con quanto definito dal Trattato di Lisbona. Le modifiche più rilevanti riguardano la distinzione tra le funzioni operative e quelle gestionali del Collegio; l’istituzione di un comitato esecutivo; le disposizioni in materia di programmazione annuale e pluriennale; la rappresentanza della Commissione nel consiglio di amministrazione ed una descrizione dettagliata delle responsabilità e dei compiti del direttore amministrativo.
In futuro il Parlamento europeo ed i Parlamenti nazionali saranno maggiormente coinvolti nella valutazione delle attività di Eurojust aumentando così la legittimità democratica dell’Agenzia. Il testo approvato costituirà la base di discussione con il Parlamento europeo.

6. Per quanto concerne la libera circolazione dei documenti pubblici, il Consiglio ha raggiunto un orientamento generale sul progetto di regolamento di promozione della libera circolazione dei cittadini e delle imprese, attraverso la semplificazione dei requisiti per la presentazione di alcuni documenti pubblici, relativi allo stato civile, nei territori dell’Unione europea.
Il regolamento proposto mira a semplificare i requisiti per la presentazione transfrontaliera di un numero considerevole di documenti pubblici tra gli Stati membri, ciò consentirebbe la circolazione di tali documenti senza l’obbligo di legalizzazione o apostille. Tuttavia i Ministri hanno deciso di proseguire i lavori, a livello tecnico, al fine di raggiungere un orientamento generale sul testo del regolamento entro giugno 2015.

7. L’ultima questione rilevante è quella relativa all’Ufficio del Procuratore Pubblico Europeo (OEPP).
Il Consiglio ha discusso la proposta relativa alla creazione di una Procura pubblica europea sulla base di un documento preparato dalla Presidenza. Questa ha evidenziato una sorta di reticenza, su determinati aspetti del testo proposto, di alcuni Stati membri e per questo ha invitato ad un’ ulteriore discussione nei prossimi mesi.
La neo presidenza del Consiglio, proseguendo il lavoro della precedente Presidenza italiana, ha delineato i primi cinque capitoli del regolamento. Questi dovrebbero coprire la maggior parte delle questioni relative al funzionamento dell’Ufficio (norme in materia di status, di struttura, di organizzazione dell’Ufficio, di procedura per le indagini, di azioni penali, di procedimenti giudiziari e di controllo giurisdizionale).
Nel mese di giugno 2014, il Consiglio ha confermato, quale base per ulteriori discussioni, i principi di un EPPO collegialmente strutturato. Inoltre, i ministri, se da un lato hanno ribadito la competenza prioritaria del EPPO ad indagare e perseguire i reati a danno degli interessi finanziari dell’Unione (9834/1/14 REV 1), dall’altro hanno però confermato alle autorità nazionali il mantenimento, in linea di principio, della competenza concorrente.
In conclusione, il regolamento proposto mira ad aiutare a combattere i reati contro gli interessi finanziari dell’Unione, introducendo una Procura pubblica europea competente in quella zona. La base giuridica e le regole per la creazione del EPPO sono stabilite dall’art. 86 del TFUE. La proposta di regolamento sarà, infine, adottata secondo la procedura legislativa speciale: il Consiglio deciderà all’unanimità, previa approvazione del Parlamento europeo.

Annalisa Geraci

Annalisa Di Tonno

 

Comments are closed.