Consiglio europeo del 12/02/2015: ripristino della pace in Ucraina, lotta al terrorismo e rafforzamento dell’Unione monetaria (02.03.2015)

Il 12 febbraio 2015 si è tenuta, a Bruxelles, la riunione informale dei capi di Stato e di governo dell’Unione, in vista dei recenti sviluppi che hanno riguardato, in primo piano, le relazioni internazionali dell’Unione Europea. La riunione si è incentrata su tre tematiche molto delicate per il panorama politico europeo: la situazione riguardante l’Ucraina e le relazioni con la Russia, la lotta al terrorismo e, infine, l’Unione economica e monetaria.

Durante la riunione, indetta dal Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, i capi di Stato e di governo hanno incontrato il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz e successivamente il Presidente dell’Ucraina Poroshenko. In merito agli sviluppi sul terreno dell’Ucraina orientale e all’incontro privato avvenuto con la Cancelliera Merkel e il Presidente della Repubblica francese Hollande, il Presidente ucraino ha illustrato il risultato dei colloqui di Minsk e, dunque, reso una valutazione cauta per il ripristino della pace, il mantenimento dell’indipendenza, la sovranità ed integrità territoriale dell’Ucraina, richiamando i precedenti accordi, affinché si giunga ad uno strumento di soluzione pacifica.

A tal fine, se pur i Paesi membri sostengano l’attuale accordo con il Presidente Poroshenko, l’appoggio dell’Unione europea per l’attuazione del programma di aiuti dipenderebbe da una vera e propria condizione sospensiva, ovvero il rispetto del cessate il fuoco e la reale riduzione del conflitto. Tale condizione permetterebbe, inoltre, all’Ucraina l’accesso ad un solido programma del Fondo monetario internazionale, pensato ad hoc. Le parole sulla carta dovranno tradursi in fatti concreti, secondo il parere del Tusk, in quanto ci sarebbe in gioco l’intero ordine geopolitico dell’Europa dopo il 1989.

L’incontro informale del Consiglio europeo ha posto l’attenzione, in particolare, sulla lotta al terrorismo e dal conseguente dibattito tenuto dai Paesi membri è stata concordata una dichiarazione per orientare, nei prossimi mesi, gli impegni dell’Unione Europea in materia. La dichiarazione espone tre linee guida per il rafforzamento dell’azione contro ogni minaccia terroristica, in risposta ai recenti attentati di Parigi, che hanno colpito la sensibilità di tutti i cittadini europei e molti dei valori appartenenti, tra cui la libertà, il pluralismo, la tolleranza e la dignità umana, in virtù della storia continentale, nonché della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, resa giuridicamente vincolante con l’entrata in vigore nel 2009. Di certo in gioco ci sono i diritti umani, sul fronte orientale, e la necessità immediata di intervenire nasce, secondo il Consiglio europeo, in primo luogo dal dover garantire la sicurezza dei cittadini dei Paesi membri e dalla cooperazione con i partner internazionali.

Gli strumenti indicati per la lotta al terrorismo riguardano, in particolare, la prevenzione nei confronti dei possibili viaggi di terroristi stranieri nel contesto europeo e l’urgente adozione di una direttiva che possa riformare il sistema europeo inerente ai codici di prenotazione (PNR), con garanzie in materia di protezione dei dati. Rivitalizzare, inoltre, i controlli delle frontiere esterne sarebbe la conseguenza di un miglior coordinamento dell’attuale quadro Schengen, sulla base di comuni indicatori di rischio, per  impedire l’ingresso e la circolazione di possibili terroristi. L’intensificazione delle collaborazioni nella lotta contro il traffico di armi da fuoco e la condivisione delle informazioni ad opera delle autorità giudiziarie, anche tramite Europol e Eurojust, si pongono come elementi importanti di supporto  per la lotta, affinché vengano colpiti e tracciati i proventi delle attività criminose e i flussi finanziari che sostengono il terrorismo.

Ulteriori strumenti che l’Unione Europea ha discusso, in sede di riunione, hanno riguardato la rimozione di contenuti online che promuovono l’estremismo, la revisione dei progetti di integrazione sociale e il rafforzamento del dialogo con i paesi terzi sulle questioni relative alla sicurezza, in particolare nel Medio Oriente e nell’Africa settentrionale, attraverso nuovi progetti di sviluppo e un’assistenza dell’Unione Europea più mirata. A tal fine Il Consiglio europeo coinvolgerà pienamente l’Alto rappresentante, il coordinatore dell’antiterrorismo dell’UE e direttamente ciascuno Stato membro.

La riunione, infine, ha preso in considerazione i possibili miglioramenti della governance economica dell’area euro e in che modo poter sviluppare l’attuazione delle riforme strutturali. L’obiettivo primario della politica economica europea si incentra, così, nel favorire la compatibilità di tutte le economie nazionali con l’Unione monetaria e appoggiare una forte titolarità politica, a livello nazionale, in grado di migliorare la direzione economica di ciascuno Stato membro e garantire le necessarie riforme strutturali, tenendo conto della difficile situazione in cui verte la Grecia.

Fabio D’Apollo

Per saperne di più:
Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (pdf)
Report TE-SAT 2014 di Europol sul terrorismo nell’Unione europea
Dichiarazioni alla stampa del Presidente Donald Tusk

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