Consiglio Affari Esteri, 15 dicembre 2014 – Bruxelles (18.12.2014)

Si è riunito il 15 dicembre a Bruxelles il Consiglio Affari Esteri in una sessione – come di consueto presieduta dall’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Federica Mogherini – che ha avuto al centro alcuni tra i dossier più caldi dello scenario internazionale. I ministri degli esteri dei paesi membri hanno adottato le conclusioni su differenti tematiche quali la situazione in Siria ed Iraq, in Sudan del Sud, le prospettive di accesso all’Unione della Bosnia Erzegovina e la politica di vicinato con i paesi della sponda sud del Mediterraneo. A margine del meeting odierno, inoltre, il Consiglio ha nominato il generale greco Mikhail Kostarakos al vertice del Comitato Militare dell’UE, il più alto organo militare in seno al Consiglio nonché consigliere per le questioni militari dell’Alto Rappresentante. Kostarakos prenderà servizio a partire dal 6 novembre 2015 per un mandato di tre anni e succederà al generale Patrick de Rousiers. Da segnalare come nella stessa giornata si sia svolto il primo Consiglio d’Associazione UE-Ucraina, dopo la conclusione del relativo Accordo di Associazione. Un’occasione per ribadire il pieno sostegno europeo alla realizzazione di riforme politiche ed economiche in Ucraina, la condivisa necessità di dare attuazione al protocollo e al memorandum di Minsk (settembre 2014) per giungere ad una soluzione politica del conflitto e la fine delle ostilità, la comune condanna all’annessione russa della Crimea, oltre alla volontà di stabilire una stretta cooperazione in vari settori, tra cui quello energetico. Il Consiglio ha accolto poi con favore l’aiuto di 1.36 miliardi stanziato dall’UE in assistenza macro-finanziaria al governo di Kiev.

Siria ed Iraq

Facendo seguito ad una discussione informale con l’inviato speciale ONU Staffan de Mistura tenutasi il 14 dicembre, il Consiglio ha adottato le sue conclusioni sulla crisi siriana. I ministri degli esteri, esprimendo forte preoccupazione per la situazione umanitaria e la violazione sistematica dei diritti umani, sottolinea come il raggiungimento di una soluzione definitiva e durevole sia legata a doppio filo all’innesco di un processo politico di transizione che vada incontro alle aspirazioni della popolazione. Il Consiglio individua nell’opposizione moderata al regime di Assad, costituita dal National Coalition of Syrian Revolutionary and Opposition Forces, un attore di centrale importanza nella lotta alle fazioni estremiste – tra cui l’ISIS – ed in grado di assicurare una futura soluzione politica. Il Consiglio conferma poi l’applicazione di sanzioni verso il regime di Assad ed i suoi sostenitori. L’UE e gli Stati membri continuano a ricoprire un ruolo importante nell’aiuto umanitario alle popolazioni colpite dai combattimenti in Siria e nei paesi vicini, anche in termini di assistenza finanziaria, circa 3 miliardi di euro forniti. Il Consiglio, al riguardo, ha espresso la propria preoccupazione per la sospensione temporanea degli aiuti ai rifugiati siriani da parte del World Food Programme. In tale quadro, il Consiglio accoglie con favore l’istituzione dello European Union Regional Trust Fund, che agirà in stretto coordinamento e avrà un ruolo complementare nelle operazioni di assistenza rispetto al già esistente Syria Recovery Trust Fund. I rappresentanti degli Stati membri hanno infine rinnovato il loro sostegno alle esigenze di sicurezza di Libano e Giordania. Sul dossier iracheno, il Consiglio ha promesso il pieno appoggio al governo di Aider al Abadi nel perseguimento di politiche maggiormente inclusive e di conciliazione nazionale, oltre che negli sforzi atti ad arginare la minaccia rappresentata dall’ISIS.

Southern Mediterranean Investment Coordination Initiative (AMICI)

Il Consiglio, nel quadro della politica di vicinato, invita l’Alto Rappresentante e la Commissione europea, a perseguire la Southern Mediterranean Investment Coordination Initiative (AMICI). L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è quello di ottimizzare la sinergia tra gli attori coinvolti nella partnership con i Paesi del sud del Mediterraneo, offrire investimenti mirati ad un maggiore impatto economico-sociale, in linea con le priorità europee e dei paesi partner. Il Consiglio nell’occasione ha voluto sottolineare il ruolo dell’Unione per il Mediterraneo nella promozione di tale sforzo di coordinamento, soprattutto a livello settoriale, che coinvolgerà anche i paesi membri attraverso lo European Neighbourhood Instrument (ENI) Committee, le istituzioni finanziarie europee ed internazionali. E’ stato stabilito che il primo incontro plenario di AMICI, del quale l’Alto rappresentante e la Commissione saranno chiamati a valutare gli sviluppi nell’ambito dell’ENI, si terrà nel corso del primo semestre del 2015.

Bosnia-Erzegovina

Il Consiglio ha adottato le conclusioni sulle prospettive di accesso all’Unione Europea della Bosnia Erzegovina. In particolare, la formazione consiliare ha posto l’accento sull’agenda di riforme che il governo nazionale è chiamato ad attuare, con la consultazione della società civile. Un’agenda che, come specificato, deve rispondere ai criteri di Copenhagen – riforme socio-economiche che includano il Compact for Growth and Jobs, lo stato di diritto e la buona governance – e l’adesione al meccanismo di coordinamento europeo. Il Consiglio invita a tale scopo l’Alto Rappresentante ed il commissario per la politica di vicinato e l’allargamento Johannes Hahn a concludere al più presto un impegno scritto del governo bosniaco ad intraprendere il percorso di riforme nel quadro del procedimento di accesso all’UE. Nel momento in cui tale accordo sarà raggiunto, il Consiglio deciderà in merito all’entrata in vigore dello Stabilisation and Association Agreement, il primo passo che caratterizza l’iter finalizzato alla membership.

Repubblica Centrafricana

Il Consiglio continua a seguire gli sviluppi della situazione nella Repubblica Centrafricana (RCA). In particolare, nella conclusioni è emersa la volontà di promuovere le riforme necessarie per una stabilizzazione interna, in cui il Forum di Bangui sul dialogo politico e la conciliazione nazionale – che ha visto protagoniste le diverse anime della politica locale, della comunità religiosa e della società civile coinvolte nel processo di transizione politica – costituisce un crocevia di importanza capitale. In tale quadro, i ministri degli esteri hanno ben accolto l’istituzione di MINUSCA, la forza di peace-keeping dell’ONU e confermato il ruolo UE nella ricostruzione del paese ed il ripristino dei servizi di base per la popolazione. A tal fine il Fondo Bêkou (“speranza”), istituito dalla Commissione nel luglio 2014 e che ha cominciato a realizzare i primi progetti nella RCA, costituisce uno strumento centrale della politica europea. Con particolare enfasi il Consiglio ha voluto mettere in luce l’impegno delle autorità del paese a porre in essere quelle misure finalizzate all’equilibrio delle finanze pubbliche, anche seguendo le raccomandazioni della missione nella RCA del Fondo Monetario Internazionale. Sul fronte militare, il Consiglio ha approvato uno strumento di gestione di crisi in vista di una missione da inquadrarsi in ambito PSDC (Politica di Sicurezza e Difesa Comune), al fine di assistere e affiancare l’esercito della RCA in vista di una sua riforma.

Sudan del Sud

A distanza di un anno dall’inizio della guerra, il Consiglio ha espresso forte preoccupazione per l’emergenza umanitaria che investe il territorio del Sudan del Sud e della persistente violazione dei diritti umani. Nell’occasione è stato espresso il pieno appoggio alla realizzazione del mandato dell’UNMISS (United Nations Mission in South Sudan), per proteggere e dare riparo alla popolazione civile presso le proprie basi. Da registrare il sostegno europeo all’IGAD (Intergovernmental Authority on Development), nei suoi tentativi di promuovere negoziati di pace, che al momento versano tuttavia in una fase di stallo.

Diego Del Priore

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