Consigli straordinari GAI del 14 e del 22 settembre 2015 (01.10.2015)

Il 14 e il 22 settembre si sono tenute due riunioni del Consiglio straordinario Giustizia e Affari Interni. Nel primo incontro i ministri sono stati informati sui recenti sviluppi dei flussi migratori dalle Agenzie europee (ossia Frontex, l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo EASO e l’Europol), e dalle Nazioni Unite con (UNHCR). Essi hanno, altresì, ascoltato la presentazione della Commissione europea sul pacchetto di misure adottate il 9 settembre in Parlamento EU per rispondere alla crisi dei rifugiati e sono stati informati in merito ai progressi compiuti nell’attuazione delle precedenti azioni stabilite. Nel secondo incontro, i ministri degli interni hanno raggiunto l’accordo per la ricollocazione di 120.000 migranti. Ma andiamo per ordine.

In seno al Consiglio del 14 settembre, la Presidenza, sostenuta da un’ampia maggioranza di delegazioni, ha definito le seguenti azioni:

1. Sviluppare ulteriori meccanismi di reinsediamento
A fronte delle persistenti situazioni di crisi e di forte conflitto nei Paesi del Medio Oriente e dell’Africa del Nord che determinano lo spostamento massiccio di persone, gli Stati membri e la Commissione hanno convenuto di riproporre nuove possibilità di reinsediamento.

2. Incrementare il bilancio e i Fondi dell’Unione
Per rispondere ai bisogni dei rifugiati nei campi istituiti vicino ai loro luoghi di origine, in particolare, in Iraq, Giordania, Libano e Turchia, i Ministri hanno deciso di destinare nuovi fondi all’ UNHCR. Per quanto concerne la crisi siriana, il Consiglio ha deciso di aumentare il Fondo fiduciario regionale dell’Unione (Fondo Madad) per fornire un sostegno immediato ed ad hoc per la Siria. Il primo intervento di sostegno sarà offerto immediatamente dalla Commissione attraverso la Direzione generale per gli Aiuti umanitari e la protezione civile (ECHO). Sempre su tali questioni, il Consiglio ha accolto con favore l’offerta della Norvegia di ospitare una Conferenza internazionale dei donatori per aiutare il popolo siriano.

3. Rafforzare le frontiere esterne dell’Unione
Il Consiglio ha ribadito il suo impegno verso un ulteriore consolidamento delle operazioni congiunte (TRITON 2015, POSEIDON 2015, e EUNAVFOR MED) guidate dall’Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea (FRONTEX). I Ministri, inoltre, hanno accolto con favore l’annuncio della Commissione europea di proporre, entro la fine dell’anno, un significativo rafforzamento, in termini finanziari e di mezzi, di Frontex.

4. Sostenere dei paesi c.d. “in prima fila”
Il Consiglio, in parallelo alle misure di trasferimento, ha deciso che la Grecia deve essere sostenuta finanziariamente per migliorare la sua capacità di accoglienza, il suo sistema di asilo e la sua gestione delle frontiere esterne per garantire adeguati standard di sicurezza e il rispetto dei diritti umani. Per quanto concerne l’afflusso considerevole di migranti nei Paesi dei Balcani occidentali, il Consiglio ha convenuto di sostenere future misure aggiuntive (di carattere finanziario e non).
I Ministri hanno confermato che la Turchia è un partner fondamentale per l’UE nella gestione dei flussi migratori. L’Unione continuerà a collaborare con la Turchia per rispondere alla sfide in modo congiunto. Le istituzioni dell’Unione hanno manifestato la volontà di intensificare la cooperazione con la Turchia anche nel settore della gestione delle frontiere, della lotta contro il contrabbando e la tratta di esseri umani.

5. Attuare le politiche di rimpatrio
Il Consiglio ha ribadito l’importanza delle politiche di rimpatrio. Queste dovrebbero essere realizzate con la massima urgenza da parte di tutti gli Stati membri e applicate in modo coerente con l’acquis dell’Unione. Il rimpatrio deve essere realizzato in modo adeguato e con le risorse finanziarie previste dal bilancio dell’UE. Tutti gli strumenti previsti devono essere mobilitati per promuovere la riammissione dei migranti irregolari nei paesi di origine e di transito.
Nelle conclusione del Consiglio si legge: «Third countries need to take back their nationals that have no right to stay in the EU».

6. Rafforzare la cooperazione con i Paesi terzi
Il Consiglio ha sottolineato ancora una volta l’importanza di rafforzare la cooperazione con i paesi terzi interessati. L’Alto rappresentante PESC, Federica Mogherini, è stata invitata a intensificare le iniziative nei principali Paesi di origine e di transito. Il vertice a La Valletta sarà fondamentale per rafforzare le cooperazioni con tali Paesi.

7. Incrementare le risorse finanziare per fronteggiare i flussi migratori
Il Consiglio ha invitato la Commissione europea a presentare all’autorità di bilancio proposte adeguate per aumentare le risorse finanziarie e umane per fronteggiare le pressioni migratorie sui loro sistemi di asilo e accoglienza.

8. Ripristinare i controlli delle frontiere – Germania
Il Consiglio ha preso atto della recente notifica della Germania di ripristinare il controllo delle frontiere interne esposte a forti pressioni migratorie. Lo Stato membro in questione ha sottolineato il carattere provvisorio di tali misure volte unicamente a ristabilire una situazione di normalità.

9. Ricollocare 40.000 migranti
Come risposta immediata alla situazione emergenziale, il Consiglio aveva deciso nel mese di luglio di trasferire 40.000 persone che necessitano di protezione internazionale da Italia e Grecia. Nel presente Consiglio, alcuni Stati membri si sono obbligati a rispettare gli impegni entro la fine di novembre. Questa decisione istituisce un meccanismo di trasferimento temporaneo ed eccezionale nel corso di due anni. Esso si applica a 40.000 persone in evidente bisogno di protezione internazionale che sono arrivati sul territorio italiano e greco a partire dal 15 agosto 2015 fino al 16 settembre al 2017. La decisione che istituisce misure provvisorie in materia di protezione internazionale a beneficio di Italia e Grecia è stata formalmente adottata dal Consiglio il 14 settembre 2015.

10. Meccanismo di ricollocazione di 120.000 migranti: tra il fallimento del Consiglio del 14 settembre e l’approvazione nella seduta del 22

Per quanto riguarda tale proposta, nel Consiglio del 14 settembre, i Paesi dei Balcani occidentali avevano manifestato la loro opposizione sul sistema di quote di distribuzione e sul carattere obbligatorio di tale meccanismo.
Nel Consiglio straordinario GAI del 22 settembre, invece, si è adottata la decisione di ricollocazione di 120.000 migranti, si badi, a maggioranza qualificata. Tale processo dovrà avvenire nell’arco dei 24 mesi successivi l’entrata in vigore della decisione.
Coloro i quali avranno diritto a prendere parte al ricollocamento dovranno appartenere ad una delle nazionalità per le quali la proporzione delle decisioni favorevoli al conferimento della protezione internazionale è pari o superiore al 75%.
I 120.000 richiedenti protezione internazionale saranno trasferiti come segue:
a) 15.000 richiedenti saranno trasferiti dall’Italia agli altri Stati membri;
b) 50.400 richiedenti saranno trasferiti dalla Grecia agli altri Stati membri;
c) 54.000 richiedenti saranno trasferiti nei territori degli altri Stati membri.
Questi ultimi saranno trasferiti dall’Italia e dalla Grecia seguendo le stesse proporzioni espresse nelle lettere a) e b).
La Commissione prevede la possibilità di adattare nel tempo tale meccanismo a seconda dell’evoluzione del problema. Inoltre, dopo tre mesi dall’entrata in vigore di tale decisione, è prevista la possibilità per uno Stato membro che denunci circostanze eccezionali o per giustificati motivi compatibili con i valori fondamentali affermati dall’art. 2 del TFUE, di notificare al Consiglio e alla Commissione l’impossibilità temporanea di prendere parte al processo di riallocazione per un numero superiore al 30% dei richiedenti (par. 5). In tal caso, la Commissione è tenuta ad accertarne le ragioni e a sottoporre al Consiglio la richiesta di sospensione temporanea del meccanismo di trasferimento. La Commissione può, inoltre, proporre una proroga di oltre 12 mesi in aggiunta ai 24 prestabiliti, al fine di esaurire tutte le richieste di trasferimento. Spetterà poi al Consiglio pronunciarsi entro un mese dalla proposta della Commissione.

10.1 La procedura
Ciascuno Stato membro dovrà istituire un punto di contatto nazionale al quale gli altri Stati membri, l’EASO e le altre agenzie del settore possano appellarsi e con il quale esse possano comunicare efficacemente. Ogni Stato membro dovrà perciò adottare tutte le misure necessarie a realizzare un alto grado di cooperazione amministrativa al fine di implementare la suddetta Decisione. A tale scopo è inoltre prevista la possibilità per ciascuno Stato membro di inviare funzionari di collegamento in Italia e in Grecia.
Ogni Stato membro dovrà, ad intervalli regolari e almeno un volta ogni tre mesi, comunicare il numero di richiedenti che è in grado di riallocare in maniera rapida ed efficace nel suo territorio e tutte le informazioni utili a riguardo. Sulla base di tali informazioni Italia e Grecia dovranno identificare i soggetti da trasferire e comunicarli nel più breve tempo possibile allo Stato membro coinvolto nel processo di trasferimento. A seguito dell’approvazione di quest’ultimo al trasferimento, Italia e Grecia notificheranno a ciascun individuo l’esito della sua richiesta. Uno Stato membro può negare il trasferimento di uno o più individui solo se vi sono ragionevoli motivi per ritenere che essi possano costituire un pericolo per la sicurezza nazionale e l’ordine pubblico di suddetto Stato.
La procedura di riallocazione dovrà esaurirsi in tempi brevi e comunque non oltre due mesi dall’avvenuta comunicazione da parte dello Stato membro del numero di richiedenti che è disposto a riallocare in quel momento. Proroghe di alcune settimane sono concesse solo nel caso in cui Italia e Grecia mostrino concreti ostacoli che impediscano che il trasferimento abbia luogo.
10.2 Diritti e doveri dei richiedenti protezione internazionale previsti dalla Decisione
Gli Stati membri devono assicurarsi che tutti i componenti di uno stesso nucleo familiare vengano trasferiti nel medesimo Stato. Ciascun richiedente deve essere informato in una lingua da questi compresa circa lo Stato nel quale verrà trasferito prima che la domanda di trasferimento sia effettivamente approvata. Un richiedente o un beneficiario della protezione internazionale che si rechi in un paese diverso da quello previsto dalla sua domanda di riallocazione dovrà essere ricondotto immediatamente nel paese per il quale aveva fatto richiesta.

10.3 Supporto operazionale fornito a Grecia e Italia
Al fine di aiutare Italia e Grecia ad affrontare l’ingente ondata migratoria da essi subita e al fine di adempiere agli obblighi derivanti da tale Decisione, l’EASO, Frontex e tutte le agenzie coinvolte in tale processo dovranno fornire personale esperto, in particolare a supporto di attività quali la raccolta delle impronte digitali e l’identificazione. Essi dovranno inoltre facilitare l’eventuale ritorno nei loro paesi di provenienza di tutti coloro che non potranno beneficiare della protezione internazionale.

10.4 Supporto finanziario
Per ciascun individuo trasferito secondo tale Decisione:
a) Lo Stato membro nel quale avverrà il trasferimento riceverà una cifra forfettaria pari a euro 6,000;
b) L’Italia e la Grecia riceveranno una cifra forfettaria di almeno 500 euro.
Infine, sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri, la Commissione riferirà al Consiglio ogni 6 mesi sull’implementazione della decisione e, sulla base delle informazioni fornite da Italia e Grecia, sull’attuazione della tabella di marcia.

Annalisa Geraci

Carla Di Nardo

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