Conclusioni del Consiglio EPSCO del 7 Marzo 2016 (15.03.2016)

 

Lo scorso 7 marzo ha avuto luogo a Bruxelles la riunione del Consiglio Epsco, presieduta dal Sig. Lodewijk Asscher, vice Primo Ministro, nonché Ministro degli affari sociali e dell’occupazione olandese.
I temi dibattuti in questa sede sono quelli indicati di seguito:

Semestre europeo 2016
Nel corso del presente incontro si è tenuto un dibattito politico concernente gli aspetti occupazionali e di politica sociale dell’esercizio del semestre europeo 2016, concentrandosi principalmente sull’attuazione delle specifiche raccomandazioni per ciascun paese (CSR) e focalizzandosi, più nel dettaglio, sulla segmentazione del mercato del lavoro e sugli accordi contrattuali (6151/16 + ADD1).
Nel corso del dibattito in questione, i ministri, basandosi su una nota del Comitato per l’occupazione (EMCO), hanno convenuto sulla esigenza di prendere coscienza e di sostenere le sfide in maniera consensuale e condivisa per qualsiasi programma di riforma. Ciò significa, in particolare, che essi hanno riconosciuto il bisogno che le parti sociali siano strettamente coinvolte nelle riforme, così come necessari sono il sostegno pubblico (della società civile), il supporto politico, nonché l’informazione, vale a dire una buona comunicazione e una maggiore trasparenza.
La sopraccitata nota del Comitato per l’Occupazione (EMCO), afferma la necessità che le politiche del mercato del lavoro bilancino flessibilità e sicurezza. Tra il 1990 e i primi anni 2000, infatti, alla crescente domanda di flessibilità da parte delle imprese, la risposta comune di molti paesi è stata quella di attuare riforme del mercato del lavoro, che prevedevano un incremento di flessibilità al margine, mediante l’estensione del campo di applicazione dei contratti a tempo determinato e l’introduzione di un ricco ventaglio di accordi contrattuali. Ne è conseguito che i rischi del mercato del lavoro si sono sempre più concentrati su gruppi specifici della popolazione; la maggiore instabilità contrattuale ha fatto sì che per loro le prospettive di lavoro non fossero alte e che avessero una bassa copertura dell’indennità di disoccupazione. Le imprese, dall’altra parte, hanno perso ogni incentivo ad investire in capitale umano. Nel complesso, ciò ha condotto a basse prospettive di crescita.
In risposta a questa sfida – al fine cioè di affiancare al bisogno di flessibilità delle imprese una maggiore sicurezza, come richiesto, dal canto loro, dai lavoratori – numerose riforme di vasta portata sono state emanate negli ultimi anni.
Per i motivi sovraesposti, nel corso del Consiglio, si è sottolineata la necessità che le riforme strutturali siano inclusive, prestando attenzione a gruppi specifici, in particolare giovani e disoccupati di lunga durata, e che si basino su una visione a lungo termine, in quanto le riforme stesse comportano una lunga preparazione con ampie consultazioni e hanno effetti che richiedono tempo per concretizzarsi.
I ministri hanno inoltre evidenziato il bisogno che le raccomandazioni specifiche per paese (CSR) si fondino sulle prassi degli Stati membri e che si concentrino sui risultati piuttosto che sul processo, indicando cioè esclusivamente gli obiettivi ed evitando di prescrivere nel dettaglio le modalità in cui questi dovrebbero essere raggiunti, dando così a ciascuno stato un margine di manovra per l’implementazione. L’obiettivo è quello di avere una discussione dinamica e interattiva, in cui gli Stati membri possano scambiarsi e condividere le proprie esperienze.
Il Consiglio ha inoltre preso atto della presentazione da parte della Commissione delle relazioni nazionali per il 2016.

Analisi annuale della crescita (AGS) e Relazione comune sull’occupazione
Il Consiglio EPSCO ha adottato la relazione comune sull’occupazione 2016 e anche le conclusioni che trattano quest’ultima e l’analisi annuale della crescita, fornendo orientamenti politici per l’occupazione e le politiche sociali nel presente anno.
L’analisi annuale della crescita delinea le azioni prioritarie che gli Stati membri devono intraprendere al fine di garantire migliori politiche, coordinate e più efficaci, così da indirizzare l’economia dell’UE su un percorso di crescita sostenibile. L’AGS si focalizza su 3 obiettivi egualmente rilevanti, quali: rilancio degli investimenti, riforme strutturali per modernizzare l’economia e politiche fiscali responsabili.
La relazione comune sull’occupazione, invece, costituisce per il Consiglio la base per esaminare la situazione del mercato del lavoro nell’Unione europea, in quanto contiene un’analisi basata sulla situazione occupazionale e sulla situazione sociale di ciascuno degli Stati membri.
Entrambe, tanto l’analisi annuale della crescita quanto la relazione comune sull’occupazione, sostengono l’importanza dei seguenti orientamenti nel campo dell’occupazione e delle politiche sociali:
– Un mercato del lavoro inclusivo e supporto del miglior funzionamento di questo, con maggior attenzione alla creazione dell’occupazione ed alla qualità del lavoro;
– Sforzi maggiori per affrontare la disoccupazione giovanile e quella di lungo periodo;
– Risoluzione dei problemi legati al gap di genere;
– Investimenti nelle persone;
– Promozione di sistemi di protezione sociale adeguati e sostenibili, dando un’enfasi maggiore all’inclusione sociale;

Orientamenti per l’occupazione
Il Consiglio ha raggiunto un accordo sulle linee guida delle politiche occupazionali degli Stati membri. Gli orientamenti per l’occupazione 2015 sono stati adottati dal Consiglio EPSCO nella sessione del 5 ottobre 2015. Per il 2016, la Commissione propone di mantenerli invariati e far sì che gli stati membri ne tengano conto nel definire le proprie politiche occupazionali.

Agenda delle competenze
Il Consiglio ha tenuto un dibattito politico su una nuova agenda per le competenze, basandosi su una nota politica della Presidenza (6166/16).
La prossima agenda delle nuove competenze per l’Europa – insieme di proposte trasversali che riguardano diversi settori di intervento quali: l’occupazione, l’educazione, la competitività – è stata annunciata nel programma di lavoro della Commissione del 2016 (13486/15), e dovrebbe essere da quest’ultima presentata nel mese di maggio dell’anno in corso. L’iniziativa guarderà in particolare alla necessità di sviluppare competenze a tutti i livelli e che siano proiettate al futuro, al fine di affrontare le nuove sfide, fare il miglior uso possibile delle più recenti innovazioni, soprattutto in campo digitale, e garantire che le persone possano accrescere e aggiornare le loro abilità, per stare al passo con un mercato del lavoro ed una società in continua evoluzione. A tal proposito, essa proporrà all’UE azioni specifiche e sosterrà gli sforzi politici concertati dagli Stati Membri, al fine di promuovere il coinvolgimento attivo delle parti interessate in materia di istruzione, formazione e mercato del lavoro.
A tal riguardo e, soprattutto, prendendo atto delle mancate corrispondenze esistenti tra domanda e offerta di lavoro, i ministri hanno convenuto che debbano essere le competenze stesse a soddisfare le esigenze del mercato del lavoro. Essi hanno inoltre sottolineato la crescente importanza delle competenze socio-emotive e trasversali, quali l’imprenditorialità, la creatività e il problem solving.
Allo stesso modo, le competenze digitali stanno diventando vitali per far in modo che gli occupati mantengano i loro posti di lavoro. La formazione costante sarà sempre di più una necessità assoluta per i lavoratori che vogliano rimanere competitivi sul mercato. In questo contesto, i ministri hanno evidenziato l’importanza del coinvolgimento di tutte le parti interessate, come le imprese, gli istituti di istruzione, i rappresentanti dei lavoratori, in modo da mantenere aggiornate le abilità della forza lavoro e contribuire a migliorare la preparazione di coloro che si affacciano sul mondo del lavoro, così da facilitare la transizione scuola-lavoro. Il ruolo delle parti sociali è considerato cruciale in questo processo, come pure la cooperazione tra il management e la forza lavoro.
I ministri hanno infine riconosciuto la rilevanza delle competenze acquisite attraverso l’apprendimento non formale e hanno anche affermato l’importanza di sviluppare strategie efficaci che portino ad una maggiore partecipazione dei lavoratori più deboli e all’integrazione dei migranti nel mercato del lavoro.
Questa discussione ha completato il dibattito politico tenuto dai ministri dell’Istruzione presso il Consiglio Istruzione nel mese di febbraio.

Rilancio del dialogo sociale
La Commissione e la Presidenza hanno informato il Consiglio sui recenti sviluppi concernenti il rilancio del dialogo sociale, che dal marzo 2015 è stato seguito da una serie di discussioni tripartite, organizzate dalla Commissione. Le Delegazioni, in generale, hanno supportato ampiamente l’obiettivo del rafforzamento del dialogo sociale. A tal proposito, i ministri sono stati aggiornati sulle posizioni delle parti sociali e sulle intenzioni della Presidenza in merito alle conclusioni da trarre dalle sopraccitate discussioni tripartite.
Il Consiglio EPSCO è stato inoltre informato dei preparativi del TSS (vertice sociale tripartito) che si terrà il 16 del mese in corso, giorno che precede il Consiglio europeo di marzo. Il tema principale del vertice è “Una forte collaborazione per la creazione di lavoro e la crescita inclusiva”, facendo il punto sul nuovo inizio del dialogo sociale. Più nello specifico, le sottotematiche che verranno toccate in questa sede, riguarderanno le raccomandazioni specifiche per paese, l’impatto della crisi dei rifugiati sul mercato del lavoro e le sfide legate alla digitalizzazione.

Pacchetto sulla mobilità del lavoro
La Commissione ha aggiornato il Consiglio relativamente al pacchetto sulla mobilità del lavoro nel suo Work Programme del 2016. In questa fase, l’attenzione sarà concentrata sulla proposta di revisione della direttiva sul distacco dei lavoratori, da sottoporre alla discussione del Collegio l’8 Marzo e che probabilmente sarà adottata dalla Commissione in quell’occasione.

Attuazione della garanzia per i giovani
I ministri EPSCO hanno approvato i messaggi chiave dell’EMCO sulla via da seguire per la Garanzia giovani post-2016, dopo aver a lungo disquisito sulle misure di attuazione nelle diverse sessioni precedenti del Consiglio.
Attraverso i “messaggi chiave sulla via da seguire per la garanzia giovani post-2016” EMCO mira a dare il suo contributo alla prossima relazione della Commissione sull’attuazione della YG (Youth Garantee) e sul funzionamento dell’iniziativa per l’occupazione giovanile (YEI), prevista per la fine del 2016.

Uguaglianza
Il Consiglio ha raggiunto un accordo sulle seguenti conclusioni riguardanti il tema della “uguaglianza”:
– Risposta al coinvolgimento strategico della Commissione per la parità di genere.
La strategia della Commissione per la parità tra donne e uomini 2010 – 2015 è scaduta alla fine del 2015. Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno invitato la Commissione ad adottare una nuova strategia, sottolineando che questa, come la precedente, dovrebbe essere ufficialmente adottata tramite comunicazione.
In occasione del Consiglio EPSCO del 7 dicembre 2015, i ministri hanno avuto uno scambio di opinioni riguardo all’impegno strategico della Commissione in materia e molti di loro hanno lamentato il fatto che nessuna strategia formale fosse stata adottata, implicitamente declassando lo status della politica sull’uguaglianza di genere all’interno dell’UE.
Tuttavia, per quanto riguarda l’impegno strategico della Commissione, gli Stati generalmente hanno sostenuto le cinque priorità individuate nel documento: pari indipendenza economica per le donne e gli uomini; parità retributiva per lavoro di pari valore; parità nel processo decisionale; la dignità, l’integrità e la fine della violenza di genere; la promozione della parità di genere al di fuori dell’UE.

– Risposta alla lista di azioni della Commissione per far avanzare l’uguaglianza LGBTI.
Nel dicembre 2015, la Commissione ha pubblicato un elenco di specifiche azioni volte a combattere la discriminazione di LGBTI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali) nell’UE nel 2016-19. Le azioni sono state definite nell’ambito di una consultazione con il Parlamento europeo, la società civile e gli Stati membri, alla luce delle ricerche svolte dall’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Unione europea, delle informazioni provenienti da organismi internazionali competenti e dei dati della stessa Commissione.
Nonostante l’evidenza esistente di una diffusa discriminazione nei confronti delle persone LGBTI, finora, sono state intraprese solo azioni limitate a livello europeo al fine di affrontare il problema.
La discriminazione per motivi di orientamento sessuale in campo lavorativo è già stata vietata dalla direttiva 2000/78/CE, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e condizioni di lavoro.
Dal 2008, il Consiglio ha anche esaminato la proposta della Commissione di una nuova direttiva sulla parità di trattamento, che dovrebbe anche vietare la discriminazione nell’accesso a beni e servizi per motivi religiosi o legati a disabilità, età, orientamento sessuale o principi personali, nelle seguenti aree: protezione sociale, (compresa la sicurezza sociale e l’assistenza sanitaria); vantaggi sociali; educazione; accesso a beni e servizi, inclusi gli alloggi.
La direttiva 2000/78/CE e la proposta di direttiva contro la discriminazione riguardano lesbiche, gay e bisessuali (LGB), ma non considerano transgender e intersessuali (TI).

Mercato interno
Riguardo al tema del riconoscimento delle qualifiche professionali, il Consiglio ha deciso di non sollevare obiezioni ad un Decisione della Commissione che modifica la direttiva 2005/36/CE.
La decisione ha lo scopo di aggiornare l’allegato V della direttiva 2005/36/CE, al fine di includere nuovi titoli e qualifiche dei corsi di formazione, ed informare a tal proposito gli Stati membri.
Sette sono le professioni (architetto, dottore in medicina, dentista, ostetrica, infermiere responsabile dell’assistenza generale, farmacista e veterinario), che possono beneficiare del riconoscimento automatico della loro qualifica, dopo aver ottemperato allo svolgimento degli incontri valevoli per l’ottenimento della qualificazione e aver acquisito quindi i requisiti minimi di formazione richiesti.
La decisione della Commissione è un atto delegato ai sensi dell’articolo 290 del trattato sul funzionamento dell’UE; ciò significa che ora che il Consiglio ha deciso di non opporsi ad essa, l’atto può entrare in vigore, a meno che il Parlamento europeo non si opponga.
Infine, riguardo alla tematica trasporti, il Consiglio ha adottato le decisioni che autorizzano l’apertura di negoziati sugli accordi di sicurezza aerea civile bilaterali tra l’UE e la Cina e tra l’UE e il Giappone.

 

Alessandra Marziani

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