Conclusioni del Consiglio del 12 dicembre sull’istruzione e la questione giovanile europea (18.12.2014)

Conclusioni del Consiglio del 12 dicembre sull’istruzione e la questione giovanile europea

Il Consiglio Istruzione, gioventù, cultura e sport è tornato a riunirsi il 12 dicembre. I due principali argomenti che hanno tenuto banco e che hanno portato l’istituzione ad adottare delle conclusioni sono stati l’istruzione e la gioventù.

1. Conclusioni sull’istruzione. – Per quanto riguarda il campo dell’istruzione, il dibattito si è incentrato in particolare sugli aspetti legati alla sua dimensione economica. Sono state messe in luce le opportunità e il contributo che il sistema dell’istruzione, in tutti i suoi aspetti, presentano nel creare occupazione, valore aggiunto e crescita economica. Soprattutto se si prende in considerazione il fenomeno attuale e sempre più da incentivare delle start-up e delle piccole e medie imprese giovanili. Questa fascia imprenditoriale si sta segnalando sempre più per l’alta capacità tecnologica e competitività nelle economie nazionali, europei e internazionali, fattori che la collocano in segmenti di mercato alti, al riparo da competizione globale e crisi economico – finanziaria. Il Consiglio ha stilato anche delle linee guida in tal senso. Ad esempio, incoraggia i partenariati tra le istituzioni e le imprese attive nel settore dell’istruzione e della formazione, in particolare le PMI, che possono contribuire a promuovere una più stretta cooperazione tra il mondo dell’istruzione e della formazione e il mondo del lavoro. Oppure rilancia l’importanza della triangolazione istruzione – ricerca – innovazione, in grado di migliorare il processo di insegnamento e apprendimento, stimolando il pensiero creativo e gli approcci innovativi che spesso si traducono nella creazione di nuove imprese altamente competitive. O ancora ribadisce la centralità delle attività di istruzione e formazione a livello di master e di dottorati, che contribuiscono a promuovere lo sviluppo delle competenze legate all’innovazione, il miglioramento delle capacità e competenze manageriali e imprenditoriali e la mobilità dei ricercatori e degli studenti.

I ministri hanno adottato delle conclusioni sull’imprenditorialità nel settore dell’istruzione e della formazione che sottolineano l’importanza di sviluppare le capacità imprenditoriali fin dalla giovane età e del rafforzamento dei legami tra il sistema educativo e il mondo delle imprese, in linea con l’appello lanciato dal Consiglio europeo del 26/27 giugno 2014 relativo alla promozione di un clima favorevole per l’imprenditorialità e la creazione di nuovi posti di lavoro (EUCO 79/14) [1]. Esso, infatti, ha dedicato un passaggio breve ma significativo su quest’ultima questione, indicata come una delle priorità per l’UE per i successivi cinque anni e a tal proposito ha auspicato che le politiche degli Stati membri, ma anche le scelte di tutte le istituzioni dell’Unione, vadano nella direzione di facilitare l’accesso ai finanziamenti e agli investimenti, migliorare il funzionamento dei mercati del lavoro e spostare le tasse dal lavoro, ridurre in modo mirato gli oneri amministrativi inutili e i costi di adeguamento, rispettando il principio della tutela dei consumatori e dei lavoratori, nonché tutti gli aspetti legati alla salute e all’ambiente. Il Consiglio, la Commissione e lo stesso Consiglio europeo summenzionato, hanno sottolineato l’apporto fondamentale che l’istruzione e marcatamente l’imprenditorialità in questo campo possono dare al raggiungimento degli obiettivi contenuti nella Strategia di Europa 2020 per una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile e hanno evidenziato come due di essi, ossia il tasso di abbandono scolastico precoce e la percentuale degli individui tra i 30-34 anni che hanno completato l’istruzione terziaria o equivalente, sono prossimi al conseguimento (nel 2013, il primo è arrivato al 12% e entro il 2020 dovrà raggiungere il 10%, mentre il secondo che alla stessa data dovrà attestarsi al 40% ora è al 36.9%). Il Consiglio ha incoraggiato gli Stati membri, nel rispetto dell’autonomia istituzionale e del principio di sussidiarietà a predisporre e implementare tutta una serie di misure. Per citarne alcune: sviluppare un approccio coordinato per la formazione all’imprenditorialità in tutto il sistema di istruzione e formazione, tra cui ad esempio il collegamento di ministeri dell’istruzione e di altri ministeri competenti, per agevolare la partecipazione delle imprese e degli imprenditori – e il settore non-profit – in tutti i livelli di pianificazione e di attuazione (compresi i partenariati tra istituti di istruzione e formazione e di business); promuovere esperienze imprenditoriali pratiche, come start-up, simulazioni di business o apprendimento imprenditoriale basato su progetti; incoraggiare le sinergie tra l’istruzione e la formazione imprenditoriale e l’orientamento professionale per sostenere l’acquisizione di competenze imprenditoriali strategiche e per intendere la creazione di impresa come un’opportunità di carriera; sostenere gli istituti di istruzione superiore nei loro sforzi volti a sviluppare azioni specifiche per la gestione del cambiamento istituzionale e l’ulteriore sviluppo organizzativo, soprattutto per quanto riguarda la promozione di una mentalità improntata maggiormente sull’imprenditorialità e l’innovazione; tenere conto dei Principi per la Formazione innovativa del dottorato (OJ C 372, 20.12.2011), i quali sottolineano che raggiungere standard d’eccellenza della ricerca è fondamentale e evidenziano il ruolo dei giovani ricercatori come agenti di trasferimento di conoscenze anche verso il mondo non accademico. In questo contesto è importante stimolare l’esposizione dei dottorandi alla realtà industriale e ad altri settori occupazionali, così come agevolare l’acquisizione di competenze trasferibili, inclusa l’imprenditorialità, attraverso un’adeguata formazione o esperienza pratica. Per raggiungere questi obiettivi il Consiglio raccomanda l’utilizzo e l’implementazione di alcuni strumenti, come: a) lo Higher Education Institution [2], portale online che serve all’autovalutazione per istituti di istruzione superiore imprenditoriali voluto da diversi soggetti, tra cui la Commissione europea, come mezzo per sostenere tali istituti nella definizione di strategie efficaci per sviluppare le capacità imprenditoriali e più innovative, migliorando la consapevolezza dei problemi e delle sfide e fornire indicazioni su come affrontarle; b) il programma Erasmus+ che offre un sostegno a l’educazione all’imprenditorialità; c) lo strumento Entrepreneurship360, come mezzo per sostenere le scuole e gli istituti di formazione professionale per identificare e agire sui loro punti di forza e di debolezza imprenditoriale; d) le piattaforme di eTwinning e EPALE, per offrire un supporto agli insegnanti e ai formatori e per sviluppare progetti nel campo dell’educazione all’imprenditorialità; e) il Business Forum europeo per la formazione professionale, esplorando le sue potenzialità.

2. Conclusioni su situazione giovanile e possibili interventi. – Prima di iniziare con i punti all’ordine del giorno, il Sottosegretario Luigi Bobba ha informato i ministri sull’esito del forum informale con i rappresentanti dei giovani, che ha affrontato le attività di volontariato e di servizio civile. In questo contesto, la Presidenza ha illustrato il suo progetto per la creazione di un servizio civile europeo, tenendo conto delle pratiche in diversi Stati membri, volto ad ampliare la base della cittadinanza europea e rafforzare la partecipazione dei giovani nei processi democratici. Dopodiché il Consiglio ha adottato alcune conclusioni in materia di accesso dei giovani ai diritti, al fine di favorire la loro autonomia e la partecipazione alla società civile [3]. Si è affrontato il tema delle sfide dell’attuale generazione di giovani, che deve subire la ricaduta della crisi finanziaria, e in particolare le loro difficoltà a rendersi autonomi per partecipare in modo critico e attivo nella vita sociale, politica ed economica delle loro comunità [4]. Il documento dei ministri riconosce che l’effetto combinato di alcuni fenomeni causati dalla crisi economica, come l’accesso limitato al credito, la riduzione del reddito e la maggiore precarietà del lavoro, spesso non accompagnati da adeguate misure di welfare, hanno compromesso l’autonomia dei giovani. Inoltre sottolinea la necessità di sviluppare strategie e politiche che favoriscano non solo la transizione dalla scuola al lavoro, ma che agiscono anche in settori ad essa strettamente connessi quali accesso al credito, alloggio, assistenza sanitaria, accesso ai servizi e istruzione, al fine di fornire gli strumenti necessari per sostenere i progressi dei giovani verso l’autonomia e la cittadinanza. Tra le proposte concrete avanzate, particolarmente importante è risultata quella che ha auspicato un migliore utilizzo di programmi come Erasmus+ e Garanzia Giovani e in generale tutti i finanziamenti e i programmi europei, ma anche quella relativa a una più stretta cooperazione e sinergia tra autorità locali, nazionali ed europee in tutti i settori legati alla questione giovanile.

Luigi D’Ettorre

PER APPROFONDIMENTI:

[1] Consiglio europeo giugno 2014 sulla promozione di un clima favorevole per l’imprenditorialità e la creazione di nuovi posti di lavoro

[2] Sito Higher Education Institution

[3] Conclusioni sull’accesso dei giovani ai diritti

[4] Relazione sulla situazione sociale dei giovani in Europa

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