Conclusioni del Consiglio Competitività sull’industria siderurgica europea (16.11.2015)

L’industria siderurgica è stata per lungo tempo un luogo strategico per l’economia europea, promuovendo l’innovazione, la crescita e l’occupazione. Per affrontare la crisi della domanda di acciaio dopo la crisi economica e garantire un futuro promettente per il settore, la Commissione europea sta lavorando sulla promozione del settore tenuto conto che l’acciaio è strettamente legato a numerosi settori industriali quali l’automobilistico, l’edilizia, l’elettronica, o le energie rinnovabili. L’UE, con la sua produzione di oltre 177 milioni di tonnellate di acciaio l’anno (pari all’11% della produzione mondiale), è il secondo produttore d’acciaio al mondo dopo la Cina.
Il 9 novembre scorso la Presidenza lussemburghese ha adottato le conclusioni del Consiglio” Competitività” relative all’industria siderurgica europea, che sta attualmente affrontando sfide difficili dovute alla sovraccapacità di produzione a livello mondiale. Questo comporta non solo il crollo dei prezzi a livello mondiale, ma anche la perdita di migliaia di posti di lavoro conseguentemente alla chiusura di impianti siderurgici.
Avendo riconosciuto la gravità della situazione, il Consiglio sostiene la conseguente necessità di adottare delle misure concrete al fine di garantire la redditività del settore siderurgico, misure che dovrebbero essere parte di un approccio più globale, teso a creare condizioni generali per la competitività dell’industria dell’UE nel suo complesso. Obiettivo questo da raggiungere non solo mediante un quadro normativo coerente, ma anche attuando misure intese a stimolare l’innovazione.
Discusse in sede di Consiglio, la Presidenza sostiene la necessità di intraprendere una serie di azioni prioritarie, quali:
• intensificare o avviare discussioni che coinvolgano tutti i principali produttori di acciaio nell’ambito del comitato acciaio dell’OCSE e mediante i dialoghi bilaterali in materia di acciaio della Commissione con paesi terzi quali Cina, Russia, Bielorussia, Turchia e India;
• utilizzare interamente e tempestivamente l’intera gamma di strumenti di politica commerciale dell’UE per garantire condizioni di parità a livello globale ed affrontare la questione delle misure restrittive nei paesi terzi, in particolare per quanto riguarda il settore siderurgico;
• assumere un atteggiamento costruttivo quando si tratta di modernizzare gli strumenti di difesa commerciale che ne semplifica e accelera il funzionamento e aumenta trasparenza, prevedibilità, efficacia e esecuzione;
• migliorare ulteriormente l’accesso dell’industria siderurgica dell’UE ai mercati dei paesi terzi anche tramite appalti pubblici, negoziati bilaterali e multilaterali e attuazione;
• avvalersi totalmente del piano di investimenti per l’Europa per riqualificare e modernizzare il settore siderurgico mediante il ricorso al Polo europeo di consulenza sugli investimenti e al Fondo europeo per gli investimenti strategici;
• utilizzare al meglio le possibilità offerte dalle norme rivedute in materia di aiuti di Stato per sostenere le industrie ad alta intensità energetica in materia di ricerca, sviluppo e innovazione (RSI), formazione, ambiente, occupazione e costi del sistema di scambio di quote di emissione;
• migliorare la competitività dei settori maggiormente a rischio di rilocalizzazione delle emissioni di CO2, compresa l’industria siderurgica prendendo in considerazione, nell’ambito della riforma del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (“sistema ETS dell’UE”):
– un meccanismo più mirato per assegnare gratuitamente quote di emissioni, ad esempio mediante un approccio graduale;
– elementi per ridurre al minimo la necessità di un fattore di correzione transettoriale entro la fine della quarta fase del sistema ETS, creando al contempo i giusti incentivi per l’innovazione tecnologica e potenziando la possibilità di aumentare i livelli di produzione in linea con le conclusioni del Consiglio europeo dell’ottobre 2014;
• sostenere la rapida attuazione dell’Unione europea dell’energia per garantire l’accesso a un’energia sicura, a costi abbordabili e rispettosa del clima;
• sfruttare pienamente le possibilità offerte dalla prossima comunicazione sull’economia circolare;
• utilizzare al meglio gli strumenti e i finanziamenti dell’UE disponibili, quali il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione e il Fondo sociale europeo per riqualificare i lavoratori e agevolarne il reinserimento nel mercato del lavoro in caso di licenziamenti di massa in qualunque settore industriale, compresa l’industria siderurgica.
Ha presieduto la riunione il vice primo ministro e ministro dell’economia del Lussemburgo, Etienne Schneider, che si ritiene molto soddisfatto dell’esito della riunione e considera la necessità di esaminare le questioni che hanno un impatto significativo sulla competitività europea, tra cui proprio quella che riguarda la crisi del settore siderurgico.
È stato stabilito di convocare una conferenza di alto livello delle parti interessate, coinvolgendo inoltre le parti sociali, al fine di esaminare la situazione attuale e quindi considerare le azioni politiche necessarie, nell’ambito dei lavori in corso del gruppo ad alto livello per le industrie e ad alta intensità energetica. Nello stesso contesto sarà valutata l’attuazione del piano d’azione europeo per la siderurgia del 2013.

Stefania Di Nardo

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