Conclusioni del Consiglio Affari generali del 21 ottobre (24.10.2014)

Il 21 ottobre a Lussemburgo si è tenuto il Consiglio Affari generali presieduto da Sandro Gozi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli Affari europei del governo italiano.

1. Uno dei punti affrontati dal Consiglio ha riguardato l’assetto istituzionale del Comitato delle Regioni e nel dettaglio la situazione che si è venuta a creare dopo l’ingresso nell’UE della Croazia. Infatti, dopo questo ulteriore ampliamento determinato dal processo di integrazione europea, il numero dei membri del Comitato è passato da 350 a 353, provocando un aumento lesivo di una disposizione contenuta nel Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) all’art. 305, comma 1. Il Consiglio, tuttavia, ha fatto notare e ha ribadito che questo vulnus è solo temporaneo e la situazione di conformità alle disposizioni del TFUE verrà ripristinata automaticamente con la fine del mandato del Comitato delle Regioni, datata 25 gennaio 2015.

2. Inoltre, il Consiglio si è impegnato a rafforzare la programmazione interistituzionale annuale e pluriennale e in tal senso la Presidenza ha messo in rilievo che alcuni elementi di base per realizzare questo obiettivo già sono stati predisposti. I due più importanti sono l’Agenda strategica adottata dal Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 – in allegato alle conclusioni finali – e il programma d’azione elaborato dal nuovo Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker basato su 10 punti. A tal fine il Consiglio ha conferito il mandato al proprio Presidente di iniziare a stabilire dei contatti con la Commissione e il Parlamento europeo al fine di dare avvio, dal 2015, a un processo di consultazione per una nuova ed efficiente programmazione pluriennale.

3. Il Consiglio ha anche adottato le conclusioni sulla relazione speciale presentata dalla Corte dei conti dell’Unione europea e intitolata “Il sostegno dei fondi della politica di coesione alla produzione di energia da fonti rinnovabili ha ottenuto buoni risultati?” e le conclusioni relative alla governance delle strategie macroregionali. In particolare, per quanto riguarda quest’ultima questione, il Consiglio ricorda che le strategie macroregionali avviate dall’Unione europea sono tre. Due sono già state approvate dal Consiglio europeo e quindi sono ufficialmente partite e sono la Strategia dell’UE per la regione del Mar Baltico (ottobre 2009) e la Strategia dell’UE per la regione del Danubio (giugno 2011). L’altra, ossia la Strategia dell’UE per la regione adriatico-ionica (EUSAIR), dovrebbe essere approvata dal Consiglio europeo del 23-24 ottobre 2014 così come impostata dall’ultimo Consiglio del 29 settembre 2014. In breve, la prima strategia si è resa necessaria per il rapido deterioramento delle condizioni ambientali ed ecologiche del Mar Baltico, la seconda da un lato per contribuire a migliorare l’integrazione del mercato interno e la coesione economica, sociale e territoriale nella regione danubiana e dall’altro lato per rafforzare la cooperazione dei Paesi già membri della regione con quelli non ancora membri, ma che potenzialmente potrebbero entrare a farne parte poiché attraversati dal fiume. Il Consiglio ha ricordato anche che il Consiglio europeo del dicembre 2013 ha invitato la Commissione a elaborare, in collaborazione con i relativi Stati membri, una strategia per la Regione Alpina entro il giugno 2015. Infatti, come si apprende dalla relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni sulla governance delle strategie macroregionali stilata il 22 maggio 2014 – COM(2014) 284 – la strategia per l’area alpina è volta a ricomporre gli squilibri territoriali, economici e sociali tra le città e le zone rurali nelle Alpi.
Inoltre il Consiglio ha richiamato la struttura a tre livelli di cui si compone una strategia macroregionale: 1. leadership politica e titolarità; 2. coordinamento; 3. attuazione. In tutti e tre gli step la Commissione ricopre un ruolo strategico; tuttavia anche in capo ai singoli Stati membri esistono delle precise responsabilità e dei compiti specifici per il successo delle strategie. Infatti il Consiglio auspica una sempre più stretta collaborazione tra Commissione e Governi interessati e a tal fine spinge gli attori coinvolti a sfruttare utilmente i forum che vengono convocati annualmente.
Tutto questo, infine, deve essere fatto tenendo conto di una cornice d’azione che informa costantemente ogni strategia macroregionale, ossia il rispetto del vincolo dei tre NO: no a nuove norme che senza dubbio complicherebbero il percorso di attuazione concreta delle strategie; no a nuove strutture e apparati burocratici che appesantirebbero l’azione macroregionale, tra l’altro facendola diventare più gravosa dal punto di vista economico-finanziario; no a nuovi finanziamenti, sia per evitare che le strategie diventino un ulteriore capitolo di spesa per l’Unione e per gli Stati membri, sia perché le risorse necessarie devono essere drenate tra quelle già esistenti, attraverso una loro razionalizzazione e una loro oculata allocazione.
PER APPROFONDIMENTI:

AGENDA STRATEGICA DEL CONSIGLIO EUROPEO DI GIUGNO 2014

10 PUNTI DI JUNCKER

RELAZIONE CORTE DEI CONTI UE SU PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI

GOVERNANCE DELLE STRATEGIE MACRO-REGIONALI
Luigi D’Ettorre

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