Conclusioni Consiglio Epsco 7 dicembre 2015. Al centro del dibattito: parità di genere, long term unemployment, economia e governance sociale (30.12.2015)

Durante il meeting del 7 dicembre 2015 il Consiglio Epsco a affrontato diverse questioni:

Occupazione e politica sociale
La prima questione riguardava la presenza delle donne nei consigli di amministrazione delle società. Sul punto il Consiglio non è riuscito a raggiungere un accordo sulla stesura della direttiva nonostante il testo si stato reso più “flessibile” e vicino alle posizioni degli Stati membri. Vi è stato tuttavia un largo consenso, da parte di tutti i rappresentati nazionali, sulla necessità di porre delle misure volte a garantire l’ equilibrio di genere all’interno dei CDA (così come già disciplinato in diversi Stati).
Il secondo tema discusso era inerente la re-integrazione dei disoccupati di lungo periodo all’interno del mercato del lavoro. Nello specifico l’Epsco ha raggiunto un accordo politico sulla raccomandazione circa i disoccupati di lungo periodo ed il necessario re-inserimento di questi nel mondo del lavoro e nella vita sociale. Il Consiglio ritiene che quello della disoccupazione di lungo periodo sia uno dei maggiori problemi dell’attuale momento storico, sul quale devono essere convogliati gli sforzi di tutta l’Unione. La long term unemployment rappresenta una delle più gravi conseguenze della recente crisi economico-finanziaria ed uno dei maggiori ostacoli alla crescita economica e sociale dell’Unione, in quanto costituisce una condizione che è causa di povertà, esclusione sociale, ineguaglianze e di aumenti dei costi statali per far fronte alle spese sociali. Inoltre è stata posta l’attenzione sul fenomeno dello scoraggiamento che demotiva sempre più i disoccupati a cercare dinamicamente un lavoro e quindi a rientrare tra la popolazione attiva. La raccomandazione pone l’accento sulle persone maggiormente coinvolte ovvero quelle poco qualificate, cittadini provenienti da paesi economicamente arretrati, persone con disabilità di vario tipo, andando a delineare il quadro di riferimento che andrà a supportare l’azione degli Stati membri in questo campo. Nella fattispecie il Consiglio si è concentrato verso coloro che sono stati maggiormente colpiti dalla crisi economico-finanziaria e che non rientrano nel gruppo target beneficiario della “Youth Guarantee” ovvero coloro che hanno un’ età compresa tra i 25 ed i 30 anni. Il Fondo Sociale Europeo risulta essere il principale strumento per affrontare la disoccupazione di lungo periodo (congiuntamente agli altri fondi strutturali) ed il Consiglio ha difatti esortato gli Stati membri ad un utilizzo di tali risorse maggiormente orientato al risultato della crescita intelligente, inclusiva e sostenibile. È stata ribadita anche l’importanza di un approccio personalizzato al problema: essendo diverse le cause della disoccupazione bisogna agire caso per caso ovvero andando a costruire, attraverso un potenziamento dei servizi per l’impiego, un percorso ad hoc per (e con) il soggetto coinvolto. Il Consiglio, in ultimo, ha esortato gli Stati a seguire le linee guida dettate a livello europeo per poi programmare gli interventi più appropriati alle caratteristiche dei mercati del lavoro nazionali.

Un’altra questione dibattuta dai Ministri è stata la direttiva sulla parità di trattamento: il gruppo di lavoro sui problemi sociali ha posto attenzione sulle disposizioni in materia di accesso ai beni ed ai servizi per le persone disabili e sulla compatibilità tra queste disposizioni e la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone affette da disabilità (UNCRPD).
Durante l’incontro si è discusso anche sul Piano strategico della Commissione sulla parità di genere (2016-2019). In molti hanno espresso disappunto per aver ricevuto un documento di lavoro informale sul tema, reputando indispensabile un approccio più formale da parte della stessa Commissione per fornire una valida guida all’azione degli Stati membri volta a garantire la parità di genere. Tuttavia durante il meeting sono state largamente condivise ed approvate le priorità evidenziate dalla Commissione: pari indipendenza economica tra uomini e donne; parità della retribuzione; uguaglianza nel processo decisionale; garantire la dignità , l’integrità e cercare di porre fine alla violenza di genere; promozione dell’uguaglianza di genere al di fuori dell’UE. Nel Piano strategico sono state individuate, oltre a queste priorità, anche le attività, calendarizzate, che dovranno essere poste in essere dagli Stati membri, gli obiettivi da raggiungere e gli indicatori per il monitoraggio delle stesse. Inoltre è stata sottolineata la necessità di porre la parità di genere quale punto fermo di tutte le politiche poste a livello europeo.
Durante il Consiglio vi è stato, inoltre, uno scambio di opinioni sul semestre europeo; i ministri hanno ribadito i due macro obiettivi ovvero il rafforzamento della ripresa e la convergenza economica, risultati da raggiungere attraverso interventi, prioritari, di politica economica e sociale quali il rilancio degli investimenti, il rafforzamento delle riforme strutturali e la previsione di politiche fiscali responsabili. La relazione congiunta sull’occupazione evidenzia come la situazione su questi fronti stia migliorando all’interno degli Stati membri ma, allo stesso tempo, continuano a persistere notevoli divergenze tra gli stessi congiuntamente ad un aumento delle differenze sul piano economico. In questo contesto, il Consiglio ha sottolineato l’importanza di un’azione congiunta tra l’Epsco e l’Ecofin perché l’economia incide sugli aspetti sociali ed occupazionali e viceversa.

Nella stessa sede sono state approvate 3 conclusioni:
La prima, inerente la parità tra uomini e donne nel processo decisionale, è parte della piattaforma di Pechino finalizzata a garantire alle donne un maggior potere decisionale. Nella sostanza si tratta di un piano volto a monitorare (ed eventualmente correggere) le azioni messe a punto per favorire una maggiore partecipazione decisionale delle donne sulla base delle 12 aree critiche delineate dalla citata piattaforma.
La seconda conclusione riguarda la social economy; quest’ultima è stata delineata come punto trainante della crescita economica e sociale dell’Europa in termini occupazionali e di coesione sociale. L’economia sociale permette di combinare attività economiche sostenibili e impatto sociale positivo, attraverso una maggiore corrispondenza tra i beni e i servizi offerti e le esigenze reali. La social economy contribuirebbe a raggiungere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, a garantire un’occupazione di alta qualità, maggiore coesione sociale ed a rafforzare lo sviluppo locale e regionale congiuntemente alla tutela ambientale.
La terza conclusione, estremamente legata a tutte le altre questioni trattate nella riunione, è inerente la governance sociale; questo modello permetterebbe, attraverso un maggior coordinamento tra gli Stati membri e l’Unione a livello economico, monetario e sociale, di “costruire” un’Europa veramente inclusiva.

Salute
In questo ambito il Consiglio ha adottato 4 conclusioni:
Nella prima, la strategia dell’UE per la riduzione dei danni connessi con l’alcol, il Consiglio, tenuto conto dei tassi di consumo di alcol registrati nel territorio europeo, ha invitato la Commissione ad adottare entro la fine del 2016 una strategia globale dell’UE dedicata alla riduzione dei danni connessi con l’alcol. Tale strategia dovrebbe affrontare le conseguenze sanitarie, sociali ed economiche del consumo di alcol e concentrarsi su iniziative transfrontaliere.
Il Consiglio ha invitato gli Stati membri e la Commissione ad intervenire sulla prevenzione dell’abuso di alcool da parte dei giovani in quanto tale comportamento ha ripercussioni, negative, sulla salute di cittadini. Il Consiglio ha suggerito alle Istituzioni europee di prendere in considerazione la possibilità d’introdurre un obbligo di etichettatura degli ingredienti e di dichiarazione nutrizionale, specificando nello specifico, il valore energetico delle bevande alcoliche.

La seconda conclusione riguarda la medicina personalizzata; il Consiglio invita gli Stati membri a supportare l’accesso a cure personalizzate clinicamente efficaci e finanziariamente sostenibili attraverso delle politiche incentrate sul paziente. La medicina personalizzata deve essere intesa come un modello medico che utilizza il bagaglio genetico degli individui per definire la strategia terapeutica più consona per il paziente, se malato, o per fornire una prevenzione mirata in base alle predisposizioni del soggetto interessato. Il Consiglio ha inoltre ribadito che definire un quadro sistemico mirante a favorire la medicina personalizzata potrà avere ripercussioni positive sulla salute pubblica.
La terza conclusione, Sostegno alle persone affette da demenza: migliorare le cure, le politiche e le pratiche, invita gli Stati membri ad affrontare il problema della demenza in via prioritaria. Il Consiglio ha chiesto di offrire un trattamento e un’assistenza adeguati alle persone affette da demenza, alle loro famiglie e a chi presta loro assistenza, assicurando al tempo stesso la sostenibilità finanziaria dei sistemi sanitari; ha invitato gli Stati membri e la Commissione a portare avanti le discussioni a livello di UE su problematiche quali lo sfruttamento delle nuove tecnologie e la promozione dell’affermazione della soggettività e dei diritti delle persone affette da demenza per assicurarne una vita dignitosa . Il Consiglio si propone di affrontare la questione su due fronti: da un lato assicurare tutta l’assistenza necessaria ai pazienti e alle loro famiglie, dall’altro garantire la sostenibilità finanziaria dei sistemi sanitari nazionali.
La conclusione, Lezioni apprese per la salute pubblica dall’ epidemia di Ebola in Africa occidentale – La sicurezza sanitaria nell’Unione europea, pone l’attenzione sulla preparazione e sulla pianificazione delle risposte degli Stati membri per far fronte alle gravi minacce sanitarie transfrontaliere che si possono presentare, auspicando una maggiore cooperazione tra gli Stati membri al fine di rafforzare la sicurezza sanitaria nell’Unione europea in caso di possibili epidemie. L’obiettivo è quello di dare una risposta di concerto, “unitaria”, alle emergenze sanitarie che possono coinvolgere l’Unione, seppur indirettamente. Il Consiglio auspica la definizione di un quadro che si concentri su: il rafforzamento della valutazione dei rischi e della gestione di questo in relazione alle gravi minacce per la salute transfrontaliera; la protezione e la formazione degli operatori sanitari; la definizione di una strategia comunitaria di evacuazione medica; la fornitura di assistenza medica e sanità pubblica come risposta emergenziale ed il rafforzamento della sicurezza sanitaria globale.

Altri temi affrontati
La sicurezza comune e la politica di difesa
• Il Consiglio ha esteso il mandato inerente la Missione di assistenza frontiere dell’UE in Libia fino al 21 maggio 2016
• Il Consiglio ha aperto i negoziati per la partecipazione della Svizzera alla Missione dell’Unione europea PSDC in Mali (EUCAP Sahel Mali).
• Il Consiglio ha aperto i negoziati per la partecipazione della Svizzera alla Missione dell’Unione per la sicurezza civile in Ucraina (AMUE Ucraina).
• Il Consiglio ha deciso che l’importo finanziario per la missione UE in materia marittima regionale nel Corno d’Africa (dal 16 dicembre 2015 al 12 dicembre 2016) è fissato a 12 100 000 EUR.

Pesca
Il Consiglio ha adottato un Regolamento recante le modalità di gestione autonoma dell’UE
circa i tariffari di prodotti della pesca per il periodo 2016-2018;
l’obiettivo della proposta è quello di garantire una fornitura concorrenziale delle materie prime alle imprese di trasformazione dei prodotti della pesca che dipendono dalle importazioni.

Annalisa Di Tonno

Per saperne di più:
Integrazione dei disoccupati di lungo periodo

Proposta di direttiva del Consiglio sull’ applicazione del principio della parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla religione o le convinzioni personali , la disabilità , l’età o l’orientamento sessuale

Piano strategico della Commissione sulla parità di genere (2016-2019)

Parità di genere nei processi decisionali

Economia sociale

Governance sociale

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