Conclusioni Consiglio Affari generali: tra le questioni in evidenza la programmazione 2017, la politica di coesione, la solidarietà alla Germania e la cybersecurity (20.11.2016)

 

1. Cenni iniziali. – Il 15-16 novembre 2016 si è svolto a Bruxelles il penultimo meeting del Consiglio Affari generali dell’Unione europea sotto la presidenza della Slovacchia. A presiedere la riunione sono stati Ivan Korčok, Segretario di Stato del Ministero degli Affari esteri ed europei, e Peter Pellegrini, vice-ministro per gli investimenti della Slovacchia. I temi discussi e le conclusioni adottate hanno riguardato una vasta gamma di questioni e materie. Per quanto riguarda la discussione, i mini-stri si sono soffermati sulla preparazione, la valutazione e il seguito dei suoi lavori e di quelli di altre istituzioni (Consiglio europeo e Commissione), mentre è stato riservato molto tempo al confronto in merito alla dimensione fondamentale della politica di coesione. Visti i tanti punti affrontati, nel paragrafo successivo si darà conto di quelli particolarmente importanti, che determineranno l’azione del Consiglio stesso e di altre istituzioni europee nel futuro prossimo. Con riferimento ai punti adottati, questi hanno riguardato il bilancio, gli affari esteri, lo sviluppo, giustizia e telecomunicazioni.

2. I punti discussi dai ministri europei. – Il primo punto discusso dai ministri degli Stati membri dell’Unione – e probabilmente anche il più importante data la contingenza – ha riguardato lo stato di avanzamento della revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale dell’Ue per il settennato 2014-2020. L’obiettivo generale di questa operazione è quello di rafforzare la capacità dell’Unione di affrontare nuove priorità alla luce dei cambiamenti che inevitabilmente si registrano e quindi, a tal fine, la Commissione ha proposto di aumentare le risorse da destinare alla gestione della crisi migratoria, di rafforzare la sicurezza, di stimolare la crescita e creare posti di lavoro. Inoltre, l’intenzione di Juncker e commissari è quella di aggiungere la flessibilità con la creazione di nuovi strumenti speciali al di fuori del quadro finanziario pluriennale e aumentare gli stanziamenti a quelli già esistenti.
Altro punto che ha impegnato il Consiglio ha riguardato le riunioni del Consiglio europeo sia quella tenuta a ottobre sia quella che si terrà il 15-16 dicembre. Nel primo caso ha analizzato l’attuazione delle conclusioni, nel secondo ha esaminato la proposta di ordine del giorno che si aprirà con la questio-ne migratoria, in particolare l’esame dell’attuazione della dichiarazione congiunta Ue – Turchia e la riforma del sistema europeo comune di asilo, compreso l’aspetto connesso all’applicazione futura dei principi di responsabilità e di solidarietà. Il secondo punto riguarderà la sicurezza, nello specifico l’attuazione del programma di sicurezza e il rafforzamento della cooperazione europea in materia di sicurezza esterna e di difesa; il terzo punto lo sviluppo economico e sociale in particolare collegato alla dimensione giovanile e quindi le strategie e le iniziative elaborate per la lotta alla disoccupazione giovanile. Quarto e ultimo punto le relazioni esterne, con un focus doveroso ovviamente sui rapporti con la Russia e sull’accordo di associazione Ue-Ucraina alla luce del referendum tenutosi nei Paesi Bassi. Voto seppur non vincolante per il governo olandese ma comunque dall’alto significato politico e simbolico, oltre che in linea con le disposizioni dell’accordo che prevedono la ratifica dei parlamenti dei singoli paesi.
Altro item su cui si è misurato il Consiglio è stato il programma di lavoro della Commissione per il 2017 contenuto nella comunicazione adottata il 25 ottobre di quest’anno e relativa alla realizzazione di un’Europa che protegge, dà forza e difende (COM(2016) 710 final). Evidenziando che le sfide che l’Unione e i suoi cittadini si trovano ad affrontare ossia disoccupazione e mancata crescita economi-ca, questione immigrazione, terrorismo, instabilità nel vicinato orientale e meridionale e c.d. Brexit, la Commissione ha presentato le sue proposte che ovviamente saranno portate avanti in maniera congiunta con Parlamento europeo e Consiglio. Per ogni priorità indicata da Juncker nei suoi orien-tamenti politici presentati il 15 luglio 2014, la Commissione ha indicato una serie di nuove iniziative da realizzare nel 2017. Giusto per citare un’iniziativa per ogni orientamento politico (in totale ne so-no 21): l’attuazione del piano d’azione per l’economia circolare; l’attuazione della strategia dell’Unione dell’energia (spostamenti e mobilità a basse emissioni); una tassazione più equa delle im-prese; il pilastro europeo dei diritti sociali; l’attuazione della strategia “Commercio per tutti”; com-piere progressi verso un’autentica ed efficace Unione della sicurezza; l’attuazione dell’agenda europea sulla migrazione; l’attuazione della strategia globale dell’Ue; un approccio più strategico all’applicazione del diritto dell’Ue. Inoltre il Consiglio ha preso atto della tabella di marcia concorda-ta dalla presidenza slovacca e da quella entrate maltese (semestre 1° gennaio 2017 – 30 giugno). In questa roadmap, presentata il 7 novembre, sono indicate le date delle riunioni del Consiglio europeo e di tutte le formazioni dei Consigli fino al mese di luglio 2017 e il suo obiettivo è, da una parte, ga-rantire che queste ultime lavorino in maniera coordinata, dall’altra, permettere al Consiglio Affari ge-nerali di sovrintendere all’intero processo.

Infine, per quanto riguarda il capitolo sulla coesione, la presidenza consiliare ha aggiornato i ministri sullo stato d’avanzamento dei lavori relativi alle modifiche del regolamento sulle disposizioni comuni definisce i principi, le regole e gli standard comuni per l’attuazione dei cinque Fondi strutturali e di investimento europei (FSIE), ossia il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE), il Fondo di coesione, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e il Fondo europeo per le attività marittime e la pesca (FEAMP). Le modifiche apportate sono state de-cise dal Consiglio stesso il 14 novembre e riguardano essenzialmente, da un lato, l’aumento del cofi-nanziamento dell’Ue per ogni Stato membro beneficiario di assistenza finanziaria successiva al 30 giugno 2016, dall’altro lato, la possibilità per Cipro di applicare il tasso massimo di cofinanziamento dell’85% fino alla chiusura del programma.

3. Punti approvati. – Come anticipato in apertura, le questioni approvate dal Consiglio hanno ri-guardato diversi argomenti. Innanzitutto i ministri hanno adottato la loro posizione in merito all’assistenza finanziaria proveniente dal Fondo di solidarietà dell’Unione europea da concedere alla Germania per le gravi inondazioni di maggio-giugno di quest’anno. Il contributo, che va a integrare gli sforzi già intrapresi dal paese teutonico, ammontano a 31,5 milioni EUR che saranno destinati al ri-pristino delle infrastrutture, alla fornitura di alloggi temporanei e alla bonifica delle zone colpite dalla calamità. Per ciò che concerne le conclusioni sugli affari esteri, con riferimento alla situazione in Si-ria, il Consiglio ha deciso di rimuovere dalla lista delle sanzioni due entità prima raggiunte da questi provvedimenti, ma non è dato sapere quali, visto che sull’outcome reso pubblico non è indicato. Inol-tre si è deciso che il Consiglio dovrebbe contribuire alla creazione e alla gestione sicura di una low-enriched uranium bank posta sotto il controllo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA). L’obiettivo è quello di ridurre i crescenti rischi di proliferazione causati dalla diffusione delle tecnologie del ciclo del combustibile nucleare e il contributo assumerà la forma di finanziamento del-le attività connesse alla sicurezza tra cui la protezione fisica, i trasporti, la tutela e la gestione sicura della riserva di uranio a basso arricchimento.
In aggiunta, il Consiglio ha stabilito quali debbano essere i contributi finanziari che gli Stati membri devono stanziare per finanziare il Fondo europeo di sviluppo (FES) per l’anno 2018. Essi ammonte-ranno a un massimale di 4 miliardi e 550 milioni EUR per la Commissione e 250 milioni EUR per la Banca europei per gli investimenti (BEI), mentre per il 2017 il tetto è leggermente più basso e sarà pari a 4 miliardi EUR da dividere in 3 miliardi e 850 milioni EUR per la Commissione e 150 milioni EUR per la BEI.
Infine, per ciò che concerne i temi della giustizia in connessione con quelli delle telecomunicazioni e in particolare la sicurezza informatica, il Consiglio ha adottato delle conclusioni sul rafforzamento dello Europe’s Cyber Resilience System e sulla Innovative Cybersecurity Industry. Tale decisione dà un seguito concreto alla comunicazione del 5 luglio 2016 della Commissione relativa al rafforzamen-to del sistema di resilienza informatica dell’Europa e alla promozione della competitività e dell’innovazione nel settore della cybersicurezza (COM(2016) 410 final).

Luigi D’Ettorre

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