Conclusione del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre (31.10.2014)

Il 23 e 24 ottobre si è riunito a Bruxelles il Consiglio europeo. Nel corso della riunione:
• è stato concordato il quadro 2030 per le politiche dell’energia e del clima;
• è stato deciso, per affrontare l’emergenza ebola, di rafforzare la cooperazione dell’Unione Europea incrementando l’assistenza finanziaria;
• si è discusso lo stato dell’economia europea;
• sul conflitto in Ucraina, tutte le parti sono state invitate a rispettare il cessate il fuoco, e a dare piena attuazione degli accordi di Minsk volti a ristabilire la pace;
• per la strategia dell’Unione Europea per la regione adriatico ionica è stata approvata la strategia adottata il 29 settembre 2014;
• è stato adottata la decisione relativa alla nomina della Commissione europea, che consente la sua entrata in carica il 1 ° novembre 2014.
I. QUADRO 2030 PER LE POLITICHE DELL’ENERGIA E DEL CLIMA
Per quanto riguarda l’energia e il clima, i Capi di Stato e di Governo hanno approvato 4 obiettivi:
1. L’obiettivo vincolante di riduzione delle emissioni nazionali di gas a effetto serra di almeno il 40% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. L’obiettivo sarà raggiunto collettivamente da tutti i paesi dell’Unione Europea e si dovrà realizzare sia nei settori coperti sia in quelli non coperti dal sistema EU ETS (Sistema europeo di scambio di quote di emissione: principale strumento adottato dall’Unione Europea, in attuazione del Protocollo di Kyoto, per ridurre le emissioni di gas a effetto serra nei settori energivori, ovvero i settori industriali caratterizzati da maggiori emissioni).
Il sistema EU ETS sarà lo strumento da utilizzare per raggiungere l’obiettivo, per questo dovrà essere riformato e il fattore annuale di riduzione del tetto massimo di emissioni consentito verrà modificato dall’1,74% al 2,2% a partire dal 2021.
Continuerà l’assegnazione di quote gratuite fino al 2020 per fornire sostegno adeguato ai settori che rischiano di perdere competitività internazionale, fino a che anche le altre grandi economie non compiranno sforzi analoghi. In base ai progressi tecnologici che si avranno nei rispettivi settori industriali i parametri di riferimento per l’assegnazione di quote gratuite verranno periodicamente aggiornati. Il quantitativo massimo distribuito gratuitamente dopo in 2020 non dovrà superare il 40% delle quote assegnate per la messa all’asta.
Il programma NER300 (il programma di finanziamento a livello mondiale per i progetti innovativi a basse emissioni di energia) verrà rinnovato estendendo il suo ambito di applicazione all’innovazione a basso tenore di carbonio nei settori industriali e la dotazione iniziale verrà aumentata da 300 a 400 milioni di quote di emissioni.
Anche nei settori non coperti dal sistema ETS saranno fissati nuovi obiettivi nazionali per ridurre le emissioni entro il 2030. Gli Stati membri dovranno raggiungere gli obiettivi in base al Pil relativo pro capite, contribuendo così alla riduzione globale nel 2030 con obiettivi compresi tra lo 0% e il -4% rispetto al 2005.
Il Consiglio europeo, data l’importanza che hanno sia la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra sia la riduzione dei rischi connessi alla dipendenza da combustibili fossili nel settore dei trasporti, invita la Commissione a esaminare nuovi strumenti e nuove misure per promuovere la loro riduzione. Il Consiglio europeo esorta, inoltre, gli Stati membri ad adottare la direttiva che stabilisce i metodi di calcolo e gli obblighi di comunicazione ai sensi della direttiva 98/70/CE del Parlamento e del Consiglio relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel.
La Commissione è altresì invitata a esaminare i modi migliori per incoraggiare l’intensificazione sostenibile della produzione alimentare, ottimizzando anche il contributo del settore alla mitigazione degli effetti dei gas a effetto serra, anche attraverso l’afforestazione.

2. Il secondo obiettivo vincolante fissato dal Consiglio europeo è il raggiungimento almeno al 27% nel 2030 per la quota di fonti energetiche rinnovabili consumate. Sarà realizzato collettivamente da tutti gli Stati membri non togliendo la possibilità a ciascuno Stato di fissare obiettivi nazionali più ambiziosi che verranno sostenuti dall’UE, in linea con quanto concerne gli aiuti di Stato e tenendo conto del grado di integrazione nel mercato interno dell’energia. La Commissione dovrà indicare in quali settori si può ottenere un significativo incremento dell’efficienza energetica e quali modi utilizzare per realizzare l’obiettivo fissato; l’UE e gli Stati membri dovranno concentrare nei settori indicati dalla Commissione i loro sforzi finanziari e legislativi.

3. Il Consiglio europeo pone come obiettivo fondamentale il completamento del mercato interno dell’energia. La Commissione, sostenuta dagli Stati membri, adotterò misure per raggiungere come obiettivo minimo del 10% le interconnessioni elettriche esistenti, urgentemente e comunque non più tardi del 2020, almeno per gli Stati che non hanno ancora conseguito il livello minimo di integrazione, in particolare i paesi baltici e la penisola iberica. La Commissione, oltre a monitorare i progressi è invitata anche a riferire al Consiglio europeo tutte le possibili fonti di finanziamento per raggiungere l’obiettivo del 10%. In base anche a quanto stabilito nei Consiglio europei precedenti (marzo e giugno 2014) la Commissione dovrà anche riferire i progressi concernenti il raggiungimento dell’obiettivo, posto al 15%, per il 2030.
Gli obiettivi saranno raggiunti mediante l’attuazione di progetti di interesse comune che dovranno essere facilitati dagli Stati membri e dalla Commissione. In merito a questo il Consiglio europeo accoglie e chiede l’attuazione della recente strategia comune dei gestori dei sistemi di trasmissione per lo sviluppo delle interconnessioni della penisola iberica con il mercato interno dell’energia elettrica, compresi progetti concreti finalizzati ad aumentare la capacità; incoraggia inoltre i gestori dei sistemi di trasmissione e le autorità di regolamentazione a includere i progetti pertinenti nei prossimi piani decennali di sviluppo della rete. Se questo non sarà sufficiente per il raggiungimento dell’obiettivo verranno individuati nuovi progetti che saranno aggiunti in via prioritaria alla prossima revisione dell’elenco dei progetti di interesse comune e attuati rapidamente.

4. Il Consiglio europeo ha approvato ulteriori misure per ridurre la dipendenza energetica dell’UE e aumentare la sicurezza delle sue forniture di energia elettrica e gas. Il Consiglio europeo intende, ricordando quanto concluso nel giugno 2014, prendere nota della relazione sulla sicurezza energetica presentata dalla Presidenza italiana (13788/14) e accogliere la relazione della Commissione europea (COM(2014) 330) su azioni immediate volte a rafforzare la resilienza dell’UE di fronte a un’eventuale interruzione su larga scala durante il prossimo inverno. Il Consiglio europeo si dichiara interessato ad accogliere i contributi di tutti gli Stati membri, dei principali attori nel settore dell’energia nonché dei paesi vicini e dei partner.
Il Consiglio europeo propone quindi:
• di attuare progetti strategici di interesse comune del settore del gas, come il corridoio nord-sud, nonché le interconnessioni che potenziano la sicurezza energetica della Finlandia al fine di assicurare la diversificazione dei fornitori di energia;
• di migliorare i meccanismi per un uso migliore delle capacità di rigassificazione e stoccaggio nel sistema del gas al fine di far fronte più efficacemente a situazioni di emergenza;
• invita la Commissione a intensificare il proprio sostegno per un migliore coordinamento nei progetti strategici di interesse comune e di sviluppare azioni mirate;
• di snellire le procedure amministrative nazionali e sviluppare ulteriormente una politica in materia di protezione delle infrastrutture energetiche strategiche;
• per aumentare il potere contrattuale dell’UE richiede di fare pieno uso della decisione che istituisce un meccanismo per lo scambio di informazioni riguardo ad accordi intergovernativi fra Stati membri e paesi terzi nel settore dell’energia, in particolare per quanto concerne le disposizioni standard e l’assistenza della Commissione durante i negoziati;
• di provvedere a che gli Stati membri e le imprese interessate forniscano le informazioni pertinenti alla Commissione e ne chiedano sistematicamente il parere durante tutti i negoziati;
• utilizzare gli strumenti di politica estera dell’UE e degli Stati membri per inviare messaggi coerenti in materia di sicurezza energetica.

5. Per garantire che l’Unione Europea rispetti i predetti obiettivi di politica energetica il Consiglio europeo ha ritenuto necessario sviluppare un sistema di governance affidabile che, basandosi sugli elementi portanti esistenti, come i programmi nazionali per il clima, i piani nazionali per le fonti energetiche rinnovabili e l’efficienza energetica, dovrà snellirli e e riunirli in filoni di pianificazione e comunicazione separati. Verrà aumentata la trasparenza e la prevedibilità per gli investitori, anche mediante il monitoraggio sistematico di indicatori chiave per un sistema energetico competitivo, sicuro e sostenibile. Infine verrà facilitato il coordinamento delle politiche energetiche nazionali con i paesi vicini e favorire la cooperazione regionale fra gli Stati membri.

II. QUESTIONI ECONOMICHE
Premettendo che la situazione economica ed occupazionale è una massima priorità e che gli sviluppi macroeconomici recenti sono deludenti (bassa crescita del Pil, livelli di disoccupazione ancora elevati in gran parte dell’Europa e inflazione eccezionalmente bassa), il Consiglio europeo ha sottolineato l’urgenza di attuare misure intese a favorire l’occupazione, la crescita e la competitività e ha richiesto la rapida attuazione dell’Agenda Strategica per l’Unione in una fase di cambiamento (approvata nel giugno 2014).
Il Consiglio europeo sostiene concorda con l’iniziativa della Commissione di destinare 300 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi da fonti pubbliche e private nel periodo 2015-2017. Esso ha inoltre accolto con favore l’istituzione di una task force, guidata dalla Commissione e dalla Banca europea per gli investimenti, al fine di individuare azioni concrete per favorire gli investimenti e ha invitato la Commissione e il Consiglio, in stretta collaborazione con la BEI, a portare avanti senza indugio tale iniziativa in materia di investimenti e a riferire al Consiglio europeo nel mese di dicembre.

III ALTRI PUNTI
1. Ebola.
L’Unione europea e gli Stati membri hanno fornito una risposta di emergenza con l’offerta di capacità essenziali, quali personale esperto, laboratori mobili anti-Ebola, centri di trattamento e trasporti aerei e marittimi, nell’ambito della risposta globale dell’UE. I finanziamenti dell’Unione europea e dei suoi Stati membri hanno ora superato i 600 milioni di euro e il Consiglio europeo ha accolto con favore l’impegno degli Stati membri di incrementare l’assistenza finanziaria portando il totale dei finanziamenti a un miliardo di euro.
Nel Consiglio “Affari esteri” del 20 ottobre 2014, i ministri hanno discusso sulle strategie da mettere in campo per combattere il virus Ebola, in particolare, si sono mostrati concordi nel sostenere la necessità di un maggior coordinamento e la possibile nomina di un coordinatore europeo.
Gli Stati membri si sono impegnati a un aumento della diffusione di cure mediche, attrezzature e lo svolgimento di screening in uscita negli aeroporti della regione. Hanno inoltre concordato di garantire cure adeguate per gli operatori sanitari internazionali.
Con i primi casi confermati di Ebola in Europa, è di massima importanza la preparazione dell’Unione Europea e la protezione dei suoi cittadini, in particolare attraverso la riduzione del rischio di contagio e l’adozione di misure preventive, come controllo dei passeggeri negli aeroporti europei per la potenziale esposizione al virus Ebola.
Per rafforzare la capacità di risposta dell’Unione Europea all’Ebola è stato nominato il commissario entrante Christos Stylianides coordinatore per l’Ebola il quale verrà assistito dal centro di coordinamento della risposta alle emergenze, lavorerà con le istituzioni dell’UE, gli Stati membri, le Nazioni Unite ed altre organizzazioni internazionali e parti interessate.
La Commissione e l’Alto rappresentate sono stati invitati a riferire, nella prossima riunione, in merito alla misure adottate per rispondere all’emergenza Ebola.

2.Ucraina
Sul conflitto in Ucraina, il Consiglio europeo ha invitato tutte le parti a dare piena attuazione al protocollo di Minsk del 5 settembre e al memorandum di Minsk del 19 settembre, in particolare per quanto riguarda il rispetto del cessate il fuoco, l’introduzione di meccanismi globali di controllo alle frontiere e lo svolgimento di elezioni anticipate nelle regioni di Donetsk e Luhansk in conformità al diritto ucraino.
L’Unione europea si aspetta che la Federazione russa rispetti la sovranità nazionale e l’integrità territoriale dell’Ucraina e contribuisca alla stabilizzazione politica e alla ripresa economica del paese. Il Consiglio europeo ribadisce che non riconoscerà l’annessione illegale della Crimea.
Il Consiglio europeo ha espresso soddisfazione per i progressi nella risoluzione della crisi energetica ucraina e aspetta la conclusione dei negoziati tra la Federazione russa, l’Ucraina e la Commissione europea in materia di approvvigionamento energetico.
Il Consiglio europeo ha ricordato le decisioni in materia di misure restrittive dell’Unione Europea.

3. Strategia dell’Unione europea per la regione adriatico-ionica (EUSAIR)
Il Consiglio europeo ha approvato la strategia adottata il 29 settembre 2014, e ha invitato tutti i soggetti interessati ad attuala senza indugio.

4. Questioni Istituzionali
Il Consiglio europeo ha inoltre adottato la decisione relativa alla nomina della Commissione europea, che entrerà in carica il 1 novembre 2014.

Giulia Viturale

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