Check-up della competitività e nuova strategia per il mercato unico: le conclusione del Consiglio Competitività del 30 novembre (24.12.2015)

La prima sessione del Consiglio Competitività del 30 novembre si è occupata delle questioni relative al mercato interno e all’industria, in particolare si è discusso della strategia per il mercato unico presentata dalla Commissione lo scorso 28 ottobre e sull’utilizzo della nuova agenda “Legiferare meglio” per migliorare il funzionamento del mercato interno

Check-up della competitività : l’integrazione della dimensione della competitività in tutte le politiche comunitarie.
Il Consiglio ha tenuto la seconda edizione del “check-up della competitività” discutendo sulle questioni urgenti e sugli sviluppi riguardanti l’economia reale e concentrando l’attenzione sul rapporto tra l’integrazione del mercato interno e la competitività dell’UE nei mercati globali.
Il dibattito si è svolto sulla base di una presentazione della Commissione e una relazione del Segretariato generale del Consiglio sullo stato di avanzamento e sulle prospettive di integrazione della dimensione della competitività.
Il rapporto fornisce una panoramica del lavoro svolto sotto la presidenza lussemburghese e formula le raccomandazioni necessarie affinché la competitività aumenti in futuro. Nel corso del dibattito, un certo numero di delegazioni si è mostrato favorevole all’utilizzo di tutta la gamma di strumenti di politica commerciale a disposizione dell’UE per assicurare competitività a livello mondiale. A questo proposito è stata menzionata la difficile situazione presente in alcuni settori industriali, come l’industria siderurgica. La Commissione ha annunciato che verrà organizzata una conferenza di alto livello, con le parti interessate delle industrie ad alta intensità energetica, tra cui il settore dell’acciaio, al fine di esaminare la situazione attuale e prendere in considerazione soluzioni appropriate.
Nella riunione del Consiglio, tenuta il 1° ottobre, è stato proposto il metodo Check-up volto a migliorare il ruolo del Consiglio Competitività per quanto riguarda l’analisi delle questioni economiche orizzontali e settoriali, in termini di integrazione della competitività con le altre politiche dell’Unione. Questo metodo si basa su una presentazione da parte della Commissione degli ultimi dati e delle ultime tendenze relativi ai problemi microeconomici. I ministri sono invitati a rispondere e a fornire un contributo sulle possibili implicazioni per le imprese e per i cittadini dell’Unione europea.
Strategia di mercato unico di beni e servizi
Il Consiglio ha sostenuto ampiamente gli obiettivi generali della nuova strategia per il mercato unico dei beni e dei servizi, presentata dalla Commissione il 28 ottobre 2015.
La maggioranza delle delegazioni ha riconosciuto la necessità di eliminare le barriere economiche che ancora tendono a limitare le scelte dei consumatori ed impediscono l’emergere di nuovi modelli di business, limitando in tal modo l’innovazione e la creazione di occupazione.
Numerose delegazioni hanno sottolineato l’importanza di un coordinamento adeguato con la strategia del mercato unico digitale e il monitoraggio periodico dei progressi compiuti. Dato il grande campo di applicazione di questa strategia, la Presidenza ha guidato il dibattito in direzione degli aspetti finalizzati ad aiutare le imprese, in particolare le PMI e le microimprese, ad incrementare le loro attività.
Un gran numero di delegazioni ha sostenuto che l’innovazione delle catene globali di valore stia generando nuove e importanti opportunità e che le tecnologie digitali stanno trasformando molti settori industriali, portando a una produzione più efficiente e modelli di business innovativi.
Sono state individuate, anche in base alla strategia per il mercato unico presentato dalla Commissione, le azioni essenziali per contribuire a creare un quadro che aiuti le imprese a crescere e a cogliere tutte le opportunità presentate dal mercato unico. Le strategie necessarie emerse sono: facilitare l’accesso ai finanziamenti, in particolare per le PMI e le e start-up; diffondere l’introduzione e l’uso delle tecnologie digitali; eliminare gli oneri inutili per le imprese e semplificare la normativa, compresa quella sui regimi fiscali; modernizzare il quadro dei diritti di proprietà intellettuale, in particolare adattandolo all’era digitale; migliorare e rafforzare l’applicazione dei principi del riconoscimento reciproco; migliorare la mobilità dei lavoratori e ampliare il riconoscimento delle qualifiche professionali.

Le azioni contenute nella strategia per il mercato unico della Commissione sono focalizzate su tre aree principali:

  • creare ulteriori opportunità per i consumatori, professionisti e imprese
  • favorire la modernizzazione e l’innovazione di cui l’Europa ha bisogno
  • assicurare benefici pratici per le persone nella loro vita quotidiana

Per raggiungere questi obiettivi è stata prevista una tabella di marcia per il 2016-2018.
Questa strategia integra gli sforzi compiuti in altri settori per garantire la prosperità economica, la creazione di posti di lavoro e la capacità attrattiva dell’Europa per gli investimenti, come il mercato unico digitale, il mercato interno dell’energia, la mobilità del lavoro, il sindacato dei mercati dei capitali, il pacchetto di economia circolare, la nuova strategia “Trade for all” e il programma per una migliore normativa.
Il 19 Febbraio 2015, il Consiglio ha adottato le conclusioni sulla politica del mercato unico, dichiarando la necessità di garantire che la nuova legislazione sia adeguata all’era digitale e che contenga tutte le soluzioni che possono contribuire alla riduzione degli oneri per cittadini e imprese.

Una migliore normativa: perfezionare il funzionamento del mercato unico
Nel corso della riunione si è svolto un dibattito su come utilizzare la nuova agenda “Legiferare meglio” per migliorare il funzionamento del mercato unico e per creare crescita e occupazione. L’agenda, pubblicata il 19 maggio 2015, stabilisce un ambizioso programma per rendere le norme comunitarie più efficienti e adatte allo scopo e ha come componente chiave il raggiungimento di una crescita più forte attraverso una normativa UE più intelligente e meno onerosa.
I ministri considerano fondamentale sostenere la crescita dell’agenda in quanto fondamentale per lo sviluppo della competitività europea e sottolineano la necessità di garantire che la regolamentazione UE sia trasparente, semplice e di minor costo possibile, favorendo la competitività e guardando ad un’adeguata protezione dei consumatori, della salute, dell’ambiente e dei dipendenti.
L’agenda dovrebbe dar vita e rafforzare il “valore europeo aggiunto”, garantendo che la normativa dell’UE produca benefici tangibili per imprese e cittadini e che contribuisca allo sviluppo di un mercato unico pienamente integrato.
Durante la riunione si è inoltre parlato del contributo dell’agenda per la riduzione del “costo della non Europa” e dell’importanza di aumentare l’uso del reciproco riconoscimento per ridurre gli oneri normativi e la frammentazione del mercato.
Un certo numero di delegazioni ha chiesto l’introduzione di misure supplementari come la riduzione degli oneri normativi in zone in cui questi gravano particolarmente.
È stata inoltre presentata l’idea, con alcune opposizioni, che venga creato un comitato congiunto per la valutazione d’impatto delle tre istituzioni dell’UE.
Numerose delegazioni hanno sottolineato che la legislazione dovrebbe consentire una rapida adozione di nuove tecnologie, nonché incoraggiare l’innovazione e la crescita, in particolare nel contesto del mercato unico digitale.
Tutte le delegazioni hanno appoggiato il lavoro della Commissione sul programma REFIT, programma volto a rendere il diritto comunitario più semplice e a ridurre i costi della regolamentazione, contribuendo così a un quadro normativo chiaro, stabile e prevedibile per sostenere la crescita e l’occupazione. Per fare questo con successo, il programma REFIT richiede uno sforzo congiunto tra il Parlamento europeo, il Consiglio, la Commissione, gli Stati membri e le parti interessate. Ogni livello di governo dovrebbe essere coinvolto per garantire che i benefici vengano realizzati con il minor costo possibile per i cittadini e le imprese. Alcune delegazioni hanno espresso la loro volontà di includere obiettivi quantificati nel programma REFIT, incontrando i dubbi di altri sulla reale utilità di realizzare tali obiettivi.
Per quanto riguarda l’iter legislativo è stato incoraggiato il lancio di consultazioni delle parti interessate in ogni fase del processo, tenendo in considerazione però che questo non debba comportare l’aumento degli oneri normativi. È stato inoltre ricordato come elemento cruciale il raggiungimento del destinatario finale della legislazione dell’UE (PMI e rappresentanti del business).
Tavole di competitività nazionali nella zona euro
Il Consiglio ha avuto uno scambio di opinioni sulla Raccomandazione della Commissione per  l’istituzione di comitati nazionali per la competitività nella zona euro.
Il dibattito è stato strutturato seguendo il documento di preparazione al Consiglio della Presidenza.
L’istituzione di nuove autorità per la competitività è stato accolto con scetticismo da quasi tutte le delegazioni. Sono stati espressi dubbi in merito:
– alla necessità e al valore aggiunto dell’istituzione di un altro organismo oltre alle strutture e ai meccanismi esistenti a livello nazionale, che svolgono già funzioni simili e si basano in genere su tradizioni nazionali;
– al rischio di ritardi nell’elaborazione delle politiche dovuti all’aggiunta di un altro livello nel processo decisionale esistente;
– alla portata delle attività delle autorità per la competitività e alle questioni che le stesse dovrebbero risolvere (mancanza di una chiara definizione del problema)
– all’accento posto sul monitoraggio dei meccanismi nazionali di determinazione dei salari, anziché su altri fattori aventi un impatto significativo sulla competitività.
Critiche analoghe sono state espresse durante le discussioni nelle formazioni del Consiglio ECOFIN e EPSCO.
L’obiettivo della Raccomandazione è quella di creare schede di competitività nazionali per il monitoraggio delle prestazioni e delle politiche inerenti. Sebbene la Raccomandazione sia rivolta ai paesi dell’area dell’euro, vengono incoraggiati a istituire organismi analoghi anche gli altri Stati membri dell’UE.
Secondo la proposta, le tavole di competitività sarebbero indipendenti dai ministeri e dalle autorità pubbliche, garantendo così che il loro ruolo consultivo rifletta adeguatamente l’interesse generale.
La Raccomandazione della Commissione nasce dalla “Relazione Cinque Presidenti” in cui i Presidenti delle istituzioni europee (Commissione, Consiglio europeo, Eurogroup, Banca centrale europea e Parlamento europeo) sottolineano la necessità di approfondire l’unione economica e monetaria.

Giulia Viturale

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