Avanti tutta! La “mano non invisibile” dell’Unione Europea per favorire la partecipazione dei lavoratori nel mercato del lavoro europeo e la ripresa economico-sociale (14.03.2017)

Il  Consiglio Epsco  durante la sessione del 3 marzo 2017 ha affrontato diversi  punti riguardanti le azioni da intraprendere, durante il Semestre europeo, per migliorare e facilitare l’ingresso dei cittadini europei nel mercato del lavoro europeo. Il Consiglio Epsco si è mostrato conscio del fatto che affinché si possa discutere di un mercato del lavoro europeo in senso compiuto è però necessario ridurre ed eliminare le divergenze che caratterizzano i mercati dei singoli Stati membri. A tal proposito il Consiglio ha ribadito l’importanza di aumentare gli sforzi per seguire le raccomandazioni che la Commissione europea ha inviato ad ogni Stato membro affinchè si proceda alla programmazione ed all’implementazione di politiche strutturali volte a migliorare il quadro sociale ed occupazionale soprattutto dei Paesi che hanno risentito maggiormente della crisi economica del 2008.

Gli SM più solidi a livello economico, paesi nordici e Germania in primis, hanno saputo ben reagire alla crisi andando ad azionare la macchina statale per migliorare i sistemi di welfare ed irrobustendo l’assetto normativo riguardante le politiche del lavoro; ciò ha permesso sia di ridimensionare gli effetti negativi della recessione e sia di facilitare l’ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro.

Altri Stati, tra i quali l’Italia, la Grecia e la Spagna, che invece presentavano un quadro normativo in materia di lavoro più rigido non sono riusciti a rispondere adeguatamente ai cambiamenti imposti dalla crisi a causa di inefficaci sistemi di politiche attive e passive del lavoro con pesanti conseguenze in termini di alti tassi di disoccupazione totale e giovanile, alti tassi di inattività, difficoltà di entrata e reinserimento nel mercato del lavoro,  disparità dei trattamenti retributivi in base al genere.

Tutt’oggi tali divergenze permangono sia tra gli SM che all’interno di essi tanto che si potrebbe parlare di un’Europa a due velocità dal punto di vista socio-economico ed occupazionale sia di singoli Stati a due velocità.

Tuttavia, nonostante le gravi conseguenze della crisi economico-sociale, il 2016 si è concluso registrando un tasso di disoccupazione nella zona euro pari al 9,6%, in calo di un punto percentuale rispetto a dicembre 2015 mentre nell’Ue28 il tasso di disoccupazione si è fermato all’8,2%, il livello più basso dal febbraio 2009 (9%). La disoccupazione è ai minimi storici in Repubblica ceca (3,5%) e Germania (3,9%), mentre resta elevata , seppur in riduzione, in Grecia (23%) e in Spagna (18,4%). Tra i Paesi più grandi si evidenziano: Italia (12,0%), Francia (9,6), Polonia (5,9), Regno Unito (4,8). Il record negativo della disoccupazione giovanile under25 spetta a Grecia, Spagna e Italia, con dati superiori al 40%. Un altro segnale positivo viene dalle stime dell’Eurostat cheevidenziano come il Pil sia aumentato nel corso del quarto trimestre 2016, dello 0,5% nell’area euro e dello 0,6% nell’Ue28.

Il Consiglio Epsco ha tenuto conto della posizione della Commissione nei confronti dei vari SM la quale ha posto alla base della riunione la necessità di facilitare la partecipazione nel mercato del lavoro quale spinta indispensabile per accelerare la ripresa economica ed aumentare la competitività anche a livello internazionale, affinché possa essere raggiunto uno sviluppo realmente sostenibile ed inclusivo in tutta l’Unione. Il Consiglio ha quindi adottato le proprie Conclusioni (6885/17)sulle Previsioni per il 2017 sulla crescita e l’occupazione nel territorio europeo. Il documento sottolinea la priorità di agire in materia di occupazione e di politiche sociali, per rendere più accessibile e sicuro il mercato del lavoro europeo. Facendo seguito a ciò il Consiglio ha anche adottato la Relazione comune sull’occupazione (6267/17) nella quale viene fornita una panoramica annuale sugli aspetti occupazionali e sociali in Europa, nonché le azioni di riforma intrapresi negli Stati membri.

In aggiunta il Consiglio ha anche discusso su come migliorare i  sistemi di sicurezza sociale, come già auspicato dalla Presidenza (6269/17), in termini di: semplificazione amministrativa, misure volte a favorire l’accesso alle prestazioni sociali inerenti in quattro aree ovverol’indennità di disoccupazione, le prestazioni di assistenza a lungo termine, assistenza ai cittadini inattivi e quindi particolarmente svantaggiati, disciplina degli assegni familiari. Il nuovo sistema, così come ipotizzato nella seduta, aggiorna e modernizza le norme attuali e intende facilitare la mobilità dei lavoratori ma, tuttavia,dovranno essere definite le norme volte a regolare l’accesso alle prestazioni assistenziali sociali dei cittadini Ue ospiti in Stati diversi da quello di residenza.

Durante la riunione il Consiglio Epsco è stato inoltre informato dalla Commissione sul Vertice Sociale Trilaterale per la crescita e l’occupazione che si terrà l’8 marzo. Il Vertice, presieduto congiuntamente dal presidente del Consiglio e dalpresidente della Commissione, è luogo di discussione fra le istituzioni dell’Unione europea (Commissione, Presidenza attuale e successiva) e i rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori (dieci rappresentanti dei lavoratori e dieci per i datori): il tema principale del vertice saràIl futuro dell’Europa: tracciare la rotta verso la crescita, l’occupazione e l’equità. I tre sottotemi riguarderanno: misure per promuovere l’occupazione e l’inclusione sociale, le nuove forme di lavoro e il suo futuro, discussione sul pilastro europeo dei diritti sociali e il ruolo delle parti sociali.

Un altro punto discusso nel corso del meeting riguarda il miglioramento delle competenze degli uomini e delle donne, attraverso percorsi finanziati di formazione specialistica e continua, per ridurre le barriere di genere poste all’ingresso del mercato del lavoro.

La Commissione ha inoltre aggiornato il Consiglio su: aggiornamento e modernizzazione della normativa inerente la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro (Safer and healthier work for all – Modernisation of the EU occupationalsafety and healthlegislation and policy); volontà di aumentare gli investimenti per ridurre la disoccupazione giovanile e facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro; avanzamento delle discussioni sulla direttiva in materia di distacco dei lavoratori.

In conclusione la sinergia e l’azione congiunta tra Consiglio Epsco e Commissione sono sempre più finalizzate a creare le condizioni per dare una spinta decisiva alla ripresa economica in termini sociali ed occupazionali sia aumentando la partecipazione dei cittadini europei nel mercato del lavoro ma anche, e soprattutto, prestando attenzione ai soggetti più vulnerabili, ai sistemi di welfare ed alla legislazione in materia  di politiche attive del lavoro.

Annalisa Di Tonno

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