Attivata la rete dei servizi pubblici per l’impiego: strumento per l’attuazione concreta di “Garanzia per i Giovani” (13.10.2014)

Con la prima riunione del board, tenutasi il 23 settembre 2014 a Bruxelles, è stata lanciata ufficialmente la nuova rete europea dei servizi pubblici per l’impiego: struttura di cooperazione tesa a coadiuvare gli Stati membri nel miglioramento della loro offerta di servizi di inserimento al lavoro, al fine di contrastare la disoccupazione, ottemperando dunque a quanto previsto dalla strategia Europa 2020 in tema di occupazione e inclusione sociale.

Più nello specifico, la rete si pone come obiettivo quello di rafforzare l’efficacia e l’efficienza dei servizi pubblici per l’impiego in Europa, contribuendo al loro ammodernamento e alla loro riforma, nonché assistendo gli Stati membri nel coordinamento delle loro politiche di contrasto alla disoccupazione.
La dinamica da seguire affinché i servizi pubblici per l’impiego si modernizzino, consiste nel rendere più agevole l’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro, ovvero nel semplificare il modo in cui si tenta di stabilire un match soddisfacente tra il lavoratore alla ricerca di un posto di lavoro e l’impresa che necessita di ricoprire un posto vacante.
Essenziale a tal uopo pertanto, è che gli stessi servizi pubblici per l’impiego instaurino una sempre più intensa collaborazione con gli organismi di istruzione e con tutti gli altri “attori” presenti nel mercato del lavoro, pubblici e privati, che essi prestino particolare attenzione alle richieste dei datori di lavoro e che intensifichino l’utilizzo delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione.

Il rafforzamento della collaborazione tra i PES (Public Employment Services) dei vari Stati membri, poi, sarà tecnicamente possibile grazie allo sviluppo di una piattaforma europea che consentirà, utilizzando parametri di riferimento adatti allo scopo, di confrontare le performance di ciascuno di essi, al fine di individuare le migliori pratiche e di consentire indi lo scambio di queste e l’apprendimento reciproco delle conoscenze. Questo farà sì che i vantaggi derivanti dai vari filoni della cooperazione siano sommati ed ottimizzati.
La garanzia, poi, che la nuova rete che riunisce i PES sia riconosciuta da tutte le istituzioni e dagli Stati Membri è data dal fatto che essa è dotata di uno Statuto chiaro e di funzioni ben definite.

Il compito sopraccitato che la rete deve affrontare, ovvero quello che consiste nello scambio di conoscenze e buone pratiche, è primario inoltre ai fini dell’attuazione concreta della Garanzia Giovani. La struttura infatti rappresenta un’importante occasione per rendere operativo in maniera efficace il programma, dal momento che i servizi per l’impiego pubblici e privati ricoprono il ruolo di interfaccia e di coordinamento con le istituzioni formative e il mondo del lavoro e in virtù del fatto che essi sono considerati i punti di contatto nazionali designati per questa importante riforma.

Nel dettaglio, la European Youth Garantee (Garanzia per i Giovani europei) – lanciata nel 2011 dalla Commissione Europea e ribadita nella raccomandazioni dal Consiglio dell’Unione Europea il 22 aprile 2013 – rientra nell’iniziativa-faro Youth of the Move, a sua volta parte dalla strategia Europa 2020, e rappresenta un’innovazione importantissima nelle politiche europee di supporto alle politiche giovanili. Essa impegna gli Stati europei che la sottoscrivono a garantire che tutti i giovani di età inferiore a 25 anni, entro un periodo di 4 mesi dall’inizio del loro episodio di disoccupazione o dall’uscita dal sistema di istruzione formale, ricevano un’offerta qualitativamente valida di lavoro, ovvero, nel caso ciò non accada, un’occasione per proseguire gli studi o avviare l’apprendistato, un tirocinio o un corso di formazione professionale.
Dell’importo stanziato per l’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile, cui contribuisce anche il Fondo sociale europeo e che riguarda il periodo 2014-2020, potranno usufruire quelle regioni in cui la disoccupazione giovanile superava nel 2012 il 25%. Poiché tale programma prevede, poi, che il “patto” tra Stato e il giovane venga sottoscritto nel momento della registrazione presso un servizio per l’impiego, ne consegue, come detto in precedenza, che un’attenzione particolare sarà rivolta in molti Stati membri allo sviluppo e al rafforzamento di questi ultimi, proprio nella prospettiva di garantire a tutti i giovani un servizio efficace, che consenta di fornire agli stessi un’offerta di lavoro o formazione studiata ad hoc, in quanto scaturente da una consulenza personalizzata circa le opportunità che meglio si confanno alla situazione di ciascuno.

Solo nel 2014 undici paesi dell’UE (Belgio, Bulgaria, Croazia, Italia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ungheria) sono stati oggetto di raccomandazioni specifiche riguardanti i servizi pubblici per l’impiego.

Per ciò che concerne l’Italia – per ovviare al fatto che, contrariamente ai maggiori partner europei, nel nostro paese non esistesse una piattaforma nazionale per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, un sistema nazionale di attestazione e certificazione delle competenze, una informazione diffusa sui percorsi formativi e una concreta possibilità di scelta per i giovani – l’1 maggio si è dato avvio alle nuove azioni a sostegno del lavoro dei giovani, procedendo con l’attivazione del portale on-line “Garanzia Giovani”, sul quale tutti gli under 25 possono registrarsi e immettere dati e curriculum. Una volta inseriti i dati, centri per l’impiego e strutture private contatteranno i ragazzi e insieme a loro metteranno a punto il profilo professionale di ciascuno, costruendo curricula mirati. Questi saranno poi diffusi tra settore pubblico e settore privato, al fine di selezionare il personale per tirocini o contratti di lavoro. Gran parte delle risorse sarà gestita dalle regioni, tuttavia Ministero del Lavoro e Miur (Ministero per l’Istruzione e l’Università) fungeranno da controllori e supervisori per assicurarsi che tutto proceda secondo i piani.
Da oggi, in aggiunta, i responsabili politici nazionali potranno avvalersi delle competenze della rete per definire, sviluppare e valutare le politiche in materia di occupazione.

Riguardo al programma per la Garanzia per i Giovani, il commissario per l’Occupazione e gli Affari sociali, László Andor, si dimostra soddisfatto, egli infatti afferma “la Garanzia Giovani è un approccio vincente, che sta dando risultati e si sta rivelando la riforma strutturale di più rapida attuazione nell’UE”  e continua “La nuova rete invia un altro segnale forte riguardo al fatto che l’Europa sta facendo ricorso a tutti gli strumenti disponibili per lottare contro la disoccupazione”. D’altro canto però egli riconosce anche che da soli i provvedimenti della Garanzia Giovani non possono “sostituire una ripresa economica e delle adeguate politiche macroeconomiche”, in altre parole, conclude affermando che, “l’iniziativa stessa potrebbe essere molto più efficace se fosse adeguatamente accompagnata da un maggiore supporto degli strumenti macroeconomici”.

Alessandra Marziani

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