Apertura della banda di frequenza di 700 MHz alla banda larga senza fili e riesame della normativa europea in materia di telecomunicazioni al centro del Consiglio Telecomunicazioni del 26 maggio (05.06.2016)

Il 26 maggio 2016 il Consiglio telecomunicazioni ha adottato un orientamento generale su una proposta relativa all’assegnazione della banda di frequenza dei 700 MHz alla banda larga senza fili e si è discusso in merito alle questioni principali dell’imminente riesame della normativa dell’UE in materia di telecomunicazioni.
Gli altri temi trattati sono stati: l’accordo sulla prima normativa a livello dell’UE sull’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili; il progetto di direttiva sulla sicurezza delle reti e dell’informazione; gli sviluppi nella gestione di Internet; il programma di lavoro della entrante Presidenza del Consiglio della Slovacchia per il settore delle telecomunicazioni.

1. Apertura della banda di frequenza di 700 MHz alla banda larga senza fili
Il Consiglio ha adottato un orientamento generale su una proposta di decisione relativa all’uso della banda di frequenze 470-790 MHz nell’UE. La proposta mira a rispondere alla sempre maggiore domanda di accesso mobile a Internet, rendendo la banda di 700 MHz (694-790 MHz) disponibile ai servizi wireless a banda larga in Europa entro il 2020. I servizi di trasmissione continuerebbero a essere prioritari nella banda al di sotto dei 700 MHz almeno fino al 2030.
Il ministro dell’economia dei Paesi Bassi Henk Kamp ha dichiarato: “Con l’apertura della banda dei 700 MHz per le comunicazioni mobili a banda larga è stato compiuto un passo importante verso la disponibilità della banda larga per tutti nell’UE. Un internet veloce non è importante solo per lo sviluppo economico nell’Unione ma anche per la vita quotidiana dei suoi cittadini. Insieme ad altre misure la banda dei 700 MHz garantisce un internet veloce nell’UE entro il 2020.”
Gli Stati membri, in presenza di condizioni tecniche armonizzate, dovranno riassegnare la banda dei 700 MHz (694-790 MHz) ai servizi a banda larga senza fili entro il 30 giugno 2020. Qualora non siano in grado di farlo possono decidere, per motivi debitamente giustificati, di ritardare la disponibilità della banda fino a due anni.
Entro il 30 giugno 2020 gli Stati membri dovranno adottare una ” tabella di marcia nazionale”, resa pubblica, nella quale viene definito come sarà attuata la decisione.
Il Consiglio stabilisce che gli Stati membri devono garantire la disponibilità della banda al di sotto dei 700 MHz(470-694 MHz) per la televisione digitale e i microfoni senza filo almeno fino al 2030, in funzione delle esigenze nazionali. In questo modo si garantisce al settore dell’audiovisivo una prevedibilità normativa a lungo termine per quanto riguarda la disponibilità di spettro sufficiente, questo affinché possa continuare a fornire e sviluppare servizi e assicurare i necessari investimenti.
Gli Stati membri sarebbero autorizzati, a determinate condizioni, a utilizzare tale banda per altri fini tra cui i servizi di internet mobile.
La banda dei 470-790 MHz è attualmente largamente utilizzata per le trasmissioni televisive digitali e i microfoni senza fili, tuttavia, l’elevata velocità e la buona penetrazione offerte dalla banda dei 700 MHz la rendono ideale per i servizi di internet mobile. L’uso coordinato della frequenza dovrebbe promuovere l’adozione della rete 4G e contribuire a fornire una banda larga di elevata qualità a tutti i cittadini europei. Dovrebbe inoltre facilitare la diffusione della rete 5G non appena disponibile (intorno al 2020). In questo modo si consentirà l’impiego efficace di servizi innovativi come le automobili connesse, le città intelligenti e l’assistenza sanitaria a distanza.
L’orientamento generale costituirà la posizione del Consiglio per i negoziati con il Parlamento europeo che non ha ancora adottato la sua posizione. Entrambe le istituzioni devono approvare il testo prima che diventi legge.
Un altro obiettivo della proposta è quello di salvaguardare i servizi televisivi tradizionali, dando la priorità ai servizi di radiodiffusione nella banda MHz sub-700 (470-694 MHz).

2. Riesame della normativa dell’UE in materia di telecomunicazioni.
Il Consiglio ha tenuto un dibattito orientativo sulla revisione del quadro normativo dell’UE per le telecomunicazioni. Lo scopo del dibattito è stato quello di fornire una guida per la Commissione, che presenterà le relative proposte in autunno.
I ministri hanno espresso il loro sostegno per l’obiettivo generale del riesame: impostare le giuste condizioni per una connettività che sia affidabile, ad alta capacità e a prezzi accessibili nella consapevolezza che avere delle infrastrutture digitali adeguate sia fondamentale per una società ed una economia che siano collegate e moderne.
I ministri hanno convenuto che rivisitare le norme in materia di accesso degli operatori alle reti dovrebbe fornire incentivi per gli investimenti nelle infrastrutture e stimolare la concorrenza tra gli operatori.
Vari ministri hanno sostenuto che è necessaria una maggiore flessibilità per tenere conto delle caratteristiche eterogenee delle diverse regioni  e che co-investimenti o aiuti di Stato potrebbero essere una soluzione quando si tratta di trovare ulteriori fondi per la costruzione di infrastrutture nelle zone rurali. In tali zone la regolamentazione dell’accesso dovrebbe essere considerata in combinazione con altre misure, quali l’aggregazione della domanda e il sostegno pubblico. Maggiori opzioni normative potrebbero offrire la possibilità non solo di regolamentare zone con due reti in cui è in gioco la concorrenza e la soglia attuale d’intervento è eccessivamente elevata, ma anche di regolamentare monopoli locali in mercati locali.
Alcune delegazioni hanno dichiarato che nel rivisitare tali norme si debba rendere l’accesso veloce ad Internet incluso nel obbligo di servizio universale; inoltre, un gran numero di ministri ritiene che tale rivisitazione debba essere posta in essere solo quando vi sia una chiara necessità e solo se non debbano essere sostenuti inutili oneri finanziari.
Per quanto riguarda la gestione dello spettro, anche se il quadro attuale risulta adeguato gli Stati membri hanno rilevato la necessità di utilizzare una risorsa limitata come lo spettro nel modo più efficiente possibile e hanno ribadito l’auspicio di adeguare il tipo di asta nazionale e le condizioni di licenza alle diverse circostanze e preferenze nazionali. Inoltre è stata riconosciuta la necessità di un maggiore coordinamento della gestione dello spettro tra gli Stati membri al fine di migliorare la certezza e la prevedibilità normative. Per rendere operativo tale coordinamento sono state individuate diverse strategie: lo scambio di migliori prassi, la valutazione inter pares dei tipi di asta, scadenze comuni per la messa a disposizione di nuove bande di spettro e la pubblicazione di strategie a lungo termine in materia di spettro.
Gli Stati membri si sono dichiarati favorevoli a far si che i servizi OTT (over-the top) e i servizi di comunicazione elettronica tradizionali siano soggetti alle medesime norme al fine di creare condizioni di parità.
Dal dibattito è emerso che a tale scopo è preferibile utilizzare norme orizzontali che offrano garanzie sufficienti al fine di creare un contesto normativo più equo e più snello.
Tuttavia gli Stati membri sostengono che l’estensione automatica delle norme riguardanti i servizi di comunicazione tradizionali ai servizi di comunicazione offerti attraverso Internet sia pericolosa in quando potrebbe soffocare l’innovazione. Nonostante possano sembrare identici agli utenti finali i due servizi presentano anche differenze, per questo molti Stati membri hanno dichiarato che è necessaria una valutazione caso per caso per verificare se la regolamentazione sia auspicabile e possibile.

3. Accessibilità dei siti web
La presidenza ha riferito in merito all’accettazione dell’accordo sulla prima normativa a livello dell’UE sull’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili. L’accordo informale è stato confermato dal Comitato dei Rappresentanti permanenti (Coreper) il 25 maggio. Il progetto di direttiva impone ai paesi UE di garantire che i siti web e le applicazioni mobili degli enti pubblici soddisfino le norme europee comuni in materia di accessibilità.Le nuove prescrizioni renderanno i contenuti più accessibili e utilizzabili per tutti gli utenti e avvantaggeranno in modo particolare le persone con disabilità o limitazioni legate all’età consentendo loro di partecipare più agevolmente alla società digitale.  I cittadini potranno chiedere informazioni specifiche se i contenuti non sono accessibili.

4. Sicurezza delle reti e delle informazioni
La presidenza ha informato i ministri sul progetto di direttiva sulla sicurezza delle reti e dell’informazione, su cui il Consiglio ha adottato la sua posizione in prima lettura il 17 maggio. Il Parlamento europeo dovrebbe votare in plenaria ai primi di luglio, nel qual caso la direttiva potrebbe entrare in vigore nel mese di agosto.
La direttiva sulla sicurezza delle reti e dell’informazione (SRI) intensificherà la cooperazione tra gli Stati membri sulla questione vitale della cibersicurezza. Vengono definiti gli obblighi di sicurezza per gli operatori di servizi essenziali (in settori critici come l’energia, i trasporti, l’assistenza sanitaria e la finanza) e i fornitori di servizi digitali (mercati online, motori di ricerca e servizi di cloud). Ogni paese dell’UE sarà inoltre tenuto a designare una o più autorità nazionali, nonché a elaborare una strategia per affrontare le minacce relative alla cibersicurezza.
In base a quanto stabilito dalla direttiva, la strategia nazionale in materia di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi affronta in particolare i seguenti aspetti:

  • gli obiettivi e le priorità della strategia nazionale in materia di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi;
  • un quadro di governance per conseguire gli obiettivi e le priorità della strategia nazionale in materia di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, inclusi i ruoli e le responsabilità degli organismi pubblici e degli altri attori pertinenti;
  • l’individuazione delle misure di preparazione, risposta e recupero, inclusa la collaborazione tra settore pubblico e settore privato;
  • un’indicazione di programmi di formazione, sensibilizzazione e istruzione relativi alla strategia in materia di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi;
  • un’indicazione di piani di ricerca e sviluppo relativi alla strategia in materia di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi;
  • un piano di valutazione dei rischi per individuare i rischi;
  • un elenco dei vari attori coinvolti nell’attuazione della strategia nazionale in materia di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi.

Nello sviluppo delle strategie nazionali in materia di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi gli Stati membri potranno chiedere l’assistenza dell’Agenzia dell’UE per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA).
Gli Stati membri dovranno comunicare le loro strategie nazionali in materia di sicurezza della rete e dei sistemi informativi alla Commissione entro tre mesi dalla loro adozione. A tal fine gli Stati membri possono escludere elementi della strategia riguardanti la sicurezza nazionale.
La presidenza dei Paesi bassi, insieme all’ENISA, ha già avviato i preparativi dell’attuazione della direttiva. Una prima riunione informale della rete dei gruppi di intervento per la sicurezza informatica in caso di incidente (CSIRT) istituita ai sensi della direttiva si è tenuta all’Aia il 5 aprile 2016, seguita da una seconda riunione a Riga il 10 maggio 2016.

5. Gli sviluppi nella gestione di Internet
Il Commissario per l’economia e le società digitali Günther Oettinger ha informato i ministri sugli ultimi sviluppi nella gestione di Internet informando che la prossima riunione del Dialogo europeo sulla gestione di Internet (EuroDIG) si terrà il 9 e 10 giugno. Inoltre, ha sottolineato l’impegno della Commissione di continuare a rappresentare gli interessi dell’UE e dei suoi Stati membri.

6.Il programma di lavoro della Presidenza slovacca per il settore delle telecomunicazioni
La presidenza slovacca in entrata ha presentato il suo programma di lavoro delle telecomunicazioni per la seconda metà del 2016. La prossima riunione del Consiglio Telecomunicazioni è prevista per il 2 dicembre 2016.

Giulia Viturale

Per approfondimenti:

Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’uso della banda di frequenza 470-790 MHz nell’Unione

Progetto di direttiva sulla sicurezza delle reti e dell’informazione

Strategia dell’Unione europea per la cibersicurezza: un ciberspazio aperto e sicuro

 

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