Analisi degli squilibri macroeconomici, crescita economica e lotta all’evasione fiscale: Ecofin 21 marzo 2017 (27.03.2017)

Si è tenuta alcuni giorni fa a Bruxelles l’ennesima riunione Consiglio Affari economici e finanziari (Ecofin). Al centro della discussione tematiche inerenti la crescita economica e il futuro dell’UE, alla luce anche dell’incontro tra i ministri delle finanze dei 20 Paesi più industrializzati in Germania il 17 e 18 marzo scorso.
Nel quadro d’attuazione del “semestre europeo”, il Consiglio si è espresso sulle relazioni fornite dalla Commissione in merito alle raccomandazioni specifiche per paese (country reports) e all’analisi approfondita per quei 13 paesi segnalati dall’alert mechanism report di gennaio (in-depth reviews). I rapporti nazionali analizzano le sfide economiche e sociali a cui devono far fronte gli Stati membri e forniscono una panoramica delle riforme attuate e da attuare. Il Consiglio ha valutato la conformità degli Stati alle raccomandazioni specifiche riferite al 2016, rilevando una certa incongruenza nell’azione dei governi rispetto al contenuto delle raccomandazioni stesse. In particolare la discussione si è incentrata su aspetti rilevanti da un punto di vista soprattutto imprenditoriale, quali il ruolo della pubblica amministrazione, l’accesso ai finanziamenti e la regolamentazione del mercato. Tali risultati dovranno essere presi in considerazione dai ministri delle finanze degli Stati membri ed essere inclusi nei nuovi documenti programmatici di bilancio per il 2017 da presentare alla Commissione nel mese di aprile.
Inoltre, a seguito della relazione del mese di gennaio scorso che individuava 13 Stati potenzialmente candidati a registrare squilibri macroeconomici, la Commissione ha presentato le relazioni approfondite per ciascuno dei 13 Stati. Ha classificato Bulgaria, Croazia, Cipro, Francia, Italia e Portogallo come paesi che stanno sperimentando squilibri macroeconomici eccessivi, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia, Spagna e Svezia come paesi che presentano squilibri non considerati eccessivi e ha cancellato dall’elenco dei probabili trasgressori la Finlandia. La valutazione è basata su 11 indicatori economici (quadro di valutazione o scoreboard), definiti in base all’articolo 4 del regolamento (UE) n. 1176/2011, cha fanno capo a tre macro-aree: squilibri esterni e competitività (saldo delle partite correnti; posizione patrimoniale netta; tassi di cambio reali effettivi; quote di mercato delle esportazioni; costi nominali unitari del lavoro), squilibri interni (prezzi delle case; settore privato flusso del credito; debito del settore privato; debito del settore pubblico; tasso di disoccupazione; totale passività del settore finanziario) e indicatori per l’occupazione (tasso di attività; tasso di disoccupazione di lunga durata; tasso di disoccupazione giovanile).
Non è chiaro come mai la Germania non venga annoverata tra i paesi con squilibri macroeconomici eccessivi, dato il persistente surplus del conto corrente con l’estero. È la stessa Commissione ad esprimersi in merito: “The persistently high current account surplus has cross-border relevance and reflects excess savings and subdued investment in both the private and the public sector. The current account surplus increased further in 2015 and 2016 and it is expected to remain at a high level. Addressing the surplus has implications on the rebalancing prospects of the rest of the euro area because more dynamic domestic demand in Germany helps overcoming low inflation and ease deleveraging needs in highly-indebted Member States.”

Figura 1: Saldo delle partite correnti in % rispetto al PIL. Fonte: Eurostat

Figura 1: Saldo delle partite correnti in % rispetto al PIL. Fonte: Eurostat

La figura 1 mostra l’andamento del saldo delle partite correnti in rapporto al PIL, segnalando un notevole miglioramento per quanto riguarda Spagna ed Italia, che hanno registrato nel 2016 un surplus della BoP (balance of payments) pari rispettivamente a 1,75% e 2,74, e sottolineando al contempo una forte crescita della Germania con un saldo positivo pari all’8,69% del PIL. Eppure lo scoreboard prevede la possibilità di registrare sino ad un massimo di 6 punti percentuali di surplus e 4 punti percentuali di deficit. Al di là dell’evidente squilibrio tra i due criteri, è palese che il mancato investimento dei surplus tedeschi verso gli altri paesi dell’Unione da un lato genera problemi di natura interna per quanto riguarda la domanda, e dall’altro favorisce deflussi di valuta dai paesi in deficit che provocano un calo degli investimenti in loco e riduzioni della crescita economica. Sempre nell’ambito di monitoraggio del semestre europeo, il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulle politiche economiche per l’Eurozona, riguardante la politica fiscale, competitività e produttività, mercato del lavoro e questioni sociali, unione bancaria europea e l’ulteriore sviluppo dell’unione economica e monetaria. Tale raccomandazione costituirà un punto di riferimento per le raccomandazioni specifiche per gli Stati membri da adottare nel mese di luglio a conclusione del semestre 2017.
La Commissione, infine, ha presentato in seno al Consiglio una proposta per consentire l’utilizzo temporaneo del meccanismo di inversione contabile o reverse charge per l’IVA, nel contesto della lotta all’evasione fiscale. Le lacune del sistema attuale dell’IVA rendono gli Stati membri più vulnerabili alle frodi, a volte con gravi conseguenze per finanze pubbliche, in particolar modo in caso di transazioni transfrontaliere. Se si considera il VAT gap, che indica la differenza tra il totale dell’IVA a debito e l’importo dell’IVA effettivamente incassato, si nota che una parte significativa del divario è attribuibile alla frode. La proposta offre una soluzione di breve termine in quanto è possibile applicare tale meccanismo nei settori presenti all’interno di un determinato elenco solo fino al giugno del 2020, previa autorizzazione da parte della Commissione e solo per fatture con importi almeno pari a € 10.000. Ad ogni modo è necessario consultare il Parlamento prima dell’adozione della direttiva, la quale prevede l’unanimità dei consensi da parte del Consiglio (art. 113 TFUE).

Cristiana Fiorelli

Per saperne di più

Country reports and in-depth reviews under the 2017 European Semester

Proposal on a VAT generalised reverse charge mechanism

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