Aggiornamento del mercato unico: più opportunità per persone e imprese (22.11.2015)

Il 28 ottobre 2015 La Commissione europea, con una Comunicazione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, (COM(2015)550), ha aggiornato la tabella di marcia per valorizzare le potenzialità del mercato unico affinché l’Europa diventi sempre più competitiva a livello mondiale.
Il mercato unico, una delle grandi realizzazioni dell’Unione europea, ha generato negli ultimi 50 anni nuove opportunità per le imprese europee che, incrementando l’utilizzo di economie di scala hanno così rafforzato la competitività industriale, creato posti di lavoro e ha offerto una maggiore scelta a prezzi più bassi per i consumatori e permesso alle persone di vivere, studiare e lavorare dove volevano.
L’Unione europea e il mercato unico devono adattarsi a un ambiente che cambia, affrontando sfide economiche e sociali come la disoccupazione e i bassi livelli di crescita che hanno colpito la fiducia dei cittadini europei. Inoltre i livelli inadeguati di investimenti e gli ostacoli nei mercati dei prodotti e dei servizi impediscono la crescita della produttività e della competitività dell’economia europea.
Allo stesso tempo, innovazione e catene di valore stanno generando nuove e importanti opportunità. Le tecnologie digitali stanno trasformando molti settori industriali, portando a una produzione più efficiente e a nuovi modelli di business innovativi. Questa innovazione, di contro, sfida ai modelli di business tradizionali e le relazioni che si stabiliscono tra consumatori e operatori del settore.
Per rispondere a queste sfide la Commissione europea, nel novembre 2014 si è impegnata per incentivare la ripresa dell’occupazione, la crescita e gli investimenti spingendo ad approfondire il mercato unico in tutti i settori e le aree politiche. In questo anno la Commissione ha lanciato il suo piano di investimento per l’Europa e il Fondo europeo per gli investimenti strategici; ha lavorato con l’Unione europea al fine di garantire che i consumatori e le imprese abbiano accesso a un’energia sicura, accessibile e amica del clima per rendere il mercato interno dell’energia una realtà in tutta l’UE; ha presentato una strategia per il mercato unico digitale per rispondere alle sfide dell’economia digitale.
Il 30 settembre 2015, infine, la Commissione ha presentato un piano d’azione per creare un’Unione dei mercati dei capitali (c.d. “CMU”) . Seguendo questo piano d’azione sarà più facile per le imprese europee ottenere l’accesso ai finanziamenti di cui hanno bisogno per modernizzare e ampliare collegando investitori con coloro che hanno bisogno di finanziamenti. Il Capital Markets Union renderà il sistema finanziario più stabile e aumenterà la concorrenza.
La Commissione sottolinea l’importanza di assicurare un mercato unico più equo che vada a rispondere in modo efficace alle preoccupazioni di persone e aziende che necessitano di avere la certezza che il mercato unico li protegga e li rafforzi. Per far fronte a queste le preoccupazioni, il prossimo pacchetto di mobilità del lavoro sosterrà la mobilità del lavoro attraverso migliori sistemi di sicurezza sociale coordinati e una revisione della Direttiva 96/71/EC.
La Commissione, per far si che vi sia equità anche nel settore delle imposte, sta completando indagini approfondite sulle decisioni fiscali in alcuni Stati membri e sta lavorando per assicurare la rapida attuazione della recente direttiva adottata sulle decisioni fiscali. Con il recente piano d’azione per le società equa ed efficace la fiscalità, la Commissione ha messo a punto un programma ambizioso al fine di garantire che le tasse vengano pagate dove si generano profitti.
Infine, la Commissione sta portando avanti una serie di iniziative settoriali rilevanti per il Mercato unico come ad esempio, ulteriori misure per migliorare il mercato unico dei trasporti stradali che permetterà di avere servizi di trasporto migliori e più competitivi.
La Commissione, partendo dalle azioni già poste in essere, ha deciso di dare al mercato unico un nuovo impulso con una serie di azioni ambiziose e pragmatiche focalizzati su tre aree principali:

  • creare ulteriori opportunità per i consumatori, professionisti e imprese
  • favorire la modernizzazione e l’innovazione di cui l’Europa ha bisogno
  • assicurare benefici pratici per le persone nella loro vita quotidiana

Questa strategia si concentra sul mercato dei servizi e dei prodotti. La Commissione intende così rilanciare gli investimenti, migliorare la competitività e l’accesso ai finanziamenti, garantire un buon funzionamento del mercato interno dell’energia, utilizzare le opportunità che offre il mercato digitale, promuovere la mobilità dei lavoratori e prevenire l’abuso di regole.

Creare opportunità per consumatori e imprese
Consentire lo sviluppo equilibrato dell’economia collaborativa
Si assiste al rapido sviluppo dell’economia collaborativa, ovvero un sistema economico di reti e mercati che favorisce l’incontro tra domanda e offerta in un commercio che si svolge esclusivamente su una piattaforme online. L’economia di collaborazione porta ad una maggiore scelta e a prezzi più bassi per i consumatori, offrendo opportunità di crescita per le start-up innovative e le imprese europee esistenti, sia in patria che oltre i confini. Aumenta anche l’occupazione e i benefici ai dipendenti, consentendo orari più flessibili.
Le risorse possono essere utilizzate in modo più efficiente aumentando la produttività e la sostenibilità. Secondo un recente studio, i cinque principali settori dell’economia collaborativa (peer-to-peer finanza, personale on-line, alloggio peer-to-peer, il car sharing e video streaming di musica) potranno aumentare i ricavi globali a circa 300 miliardi di euro, entro il 2025.
Tuttavia, l’emergere di nuovi modelli di business ha impatto sui mercati esistenti, creando tensioni tra i fornitori di beni e servizi esistenti. Entrambe le parti si lamentano di incertezza normativa sull’applicazione delle norme in materia di tutela dei consumatori, di fiscalità, di licenze, di salute e sicurezza, di sicurezza sociale e tutela del lavoro. Per rispondere a queste incertezze e difficoltà è necessario un quadro normativo chiaro ed equilibrato, che permetta lo sviluppo dell’imprenditorialità dell’economia collaborativa; che protegga i lavoratori, i consumatori e gli altri interessi pubblici; che riesca ad assicurare che non ci siano ostacoli normativi inutili imposti sugli operatori di mercato.
A tal proposito nel settembre 2015 è stata lanciata una consultazione pubblica sul quadro normativo per le piattaforme, intermediari online, dati e cloud computing e l’economia di collaborazione. Sulla base di questo lavoro, la Commissione pubblicherà una guida su come applicare il diritto dell’UE ai modelli di business dell’economia di collaborazione e alle pertinenti disposizioni di diritto nazionale. Questa guida si baserà sulla direttiva servizi (direttiva 2006/123/UE), sulla direttiva sul commercio elettronico (2000/31/CE) e del diritto dei consumatori (2011/83/UE). Si prenderanno in considerazione le migliori pratiche internazionali le quali dovrebbero aiutare gli Stati membri e gli operatori del mercato a comprendere meglio le norme applicabili.
Sarà anche possibile indirizzare le azioni di vigilanza della Commissione per garantire che il diritto nazionale non ostacoli lo sviluppo dell’economia collaborativa in modo ingiustificato. La Commissione valuterà anche se e in che modo dovranno essere affrontati eventuali vuoti normativi. Si svilupperà un quadro di monitoraggio che aiuterà a seguire lo sviluppo dell’economia di collaborazione a livello locale, nazionale, aziendale e di settore.

Aiutare le PMI e start-up per crescere
Gran parte delle PMI soddisfano un mercato locale o regionale ma sono poche quelle che prendono in considerazione il mercato interno dell’UE o che hanno un’ambizione pan-europea. Questo limita l’innovazione e la creazione dell’occupazione.
In particolare, le maggiori difficoltà riscontrate dalle PMI sono la complessità della normativa IVA; l’incertezza del diritto societario; la comprensione e la conformità delle normative; la mancanza di accesso ai finanziamenti; la paura della normativa fallimentare punitiva; le barriere all’innovazione.
Nella strategia digitale per il mercato unico, la Commissione ha annunciato un provvedimento legislativo di semplificazione dell’IVA per aiutare le piccole imprese, di e-commerce in particolare, per operare a livello transfrontaliero. Inoltre, la Commissione presenterà, come parte del suo piano d’azione per un sistema IVA a prova di frode, un pacchetto di semplificazione globale per le PMI, con l’intenzione di ridurre gli oneri amministrativi incontrati da tali imprese. Questo è fondamentale per la loro crescita e permetterà il commercio transfrontaliero.
La Commissione inoltre porrà in essere strategie per la riduzione del costo di registrazione della società e presenterà una proposta in materia di insolvenza per dare agli imprenditori che non riescono una seconda possibilità. Attraverso un unico gateway digitale la Commissione spingerà per l’alta qualità, per servizi pubblici online, per ridurre gli oneri amministrativi e rendere l’Europa una destinazione più attraente per gli innovatori, sia all’interno che all’esterno dell’UE.
Oltre a fornire strumenti di finanziamento dell’EU, la Commissione sta migliorando l’accesso delle imprese ai finanziamenti privati attraverso il Piano degli Investimenti dell’Unione.
Infine, la Commissione valuterà quali potrebbero essere ulteriori misure da adottare per attrarre gli investitori, compresa l’eventuale estensione dell’applicazione della ‘blue card‘ per gli imprenditori.

Rendere il mercato unico per i servizi una realtà concreta
Mentre i servizi rappresentano i due terzi dell’economia europea, la prestazione transfrontaliera di servizi è sottosviluppata. La rimozione di barriere ingiustificate alla fornitura transfrontaliera di servizi creerebbe enormi opportunità per le nuove imprese per entrare nel mercato, migliorando la competitività e offrendo prezzi più bassi per i consumatori. Tuttavia, la direttiva sui servizi sta fornendo solo una parte del suo potenziale. Ad esempio, i fornitori di servizi alle imprese quali architetti, ingegneri o commercialisti che desiderano offrire i loro servizi in un altro Stato membro dell’UE devono spesso affrontare requisiti restrittivi, come requisiti di forma o requisiti legali di partecipazione azionaria. Allo stesso modo, le imprese edili spesso trovano gravose le procedure per dimostrare la conformità con i regimi di autorizzazione e l’assicurazione di responsabilità richiesto.
Inoltre, nonostante più di 5000 professioni siano regolamentate in tutta Europa richiedendo qualifiche specifiche o un titolo specifico, resta una prerogativa nazionale la regolamentazione delle professioni. Questo fa si che l’accesso a determinati posti di lavoro sia difficile, così come lo è per i professionisti qualificati fornire servizi o lavoro in altri paesi dell’UE. Questo limita la scelta dei consumatori e porta ad avere prezzi più elevati.
La Commissione ha coordinato una valutazione reciproca delle professioni regolamentate con gli Stati membri, fornendo loro l’opportunità di valutare il loro quadro esistente, imparare dalle migliori pratiche e individuare le possibili riforme necessarie. La Commissione propone, probabilmente sotto l’iniziativa del passaporto dei servizi, provvedimenti legislativi riguardanti le barriere normative (come le diverse forme giuridiche, i requisiti patrimoniali per le aziende e le misure che limitano l’esercizio per le attività multidisciplinari nei più importanti servizi alle imprese) e, se necessario, sui requisiti necessari per l’organizzazione delle imprese edili. Sosterrà gli Stati membri nei loro sforzi per modernizzare le professioni regolamentate. Verrà migliorato ulteriormente l’accesso ai servizi professionali a livello nazionale ed europeo mediante l’emissione di una guida periodica che identifica il bisogno di riforme concrete per gli specifici Stati membri e delle professioni che hanno normative ingiustificate.

Affrontare restrizioni nel settore al dettaglio
La crescita della produttività dell’attività di vendita al dettaglio è rimasta piatta. Una revisione delle norme di stabilimento di vendita al dettaglio ha individuato una serie di ostacoli, tra cui restrizioni alla dimensioni o alla posizione di negozi al dettaglio, l’obbligo di applicare un gran numero di permessi, o la durata della procedura per ottenerli. Anche se alcune restrizioni in materia di stabilimento di vendita al dettaglio possono essere giustificate, ad esempio per motivi di pianificazione o ambientali urbani, a volte non sono adeguate e proporzionate agli obiettivi perseguiti.
Per rispondere a queste esigenze la Commissione proporrà le migliori pratiche per consentire alle autorità nazionali di individuare le inefficienze e modernizzare i loro quadri giuridici di vendita al dettaglio. Questo contribuirà alla riduzione delle barriere e renderà più facile per i rivenditori aprire punti vendita in tutta l’UE. Essa dovrebbe inoltre aiutare gli Stati membri a individuare le soluzioni più efficaci per raggiungere gli obiettivi di politica pubblica come la tutela dell’ambiente e pianificazione urbanistica e territoriale.

Prevenire la discriminazione dei consumatori e degli imprenditori
I consumatori europei si lamentano frequentemente delle differenze di trattamento ingiustificate sulla base della nazionalità o residenza, i centri per i consumatori europei e la Commissione ricevono regolarmente reclami di consumatori a cui viene negato l’accesso a siti web che hanno offerte più economiche o sconti.
La Commissione prenderà provvedimenti per garantire che i consumatori che cercano di acquistare prodotti o servizi in un altro Stato membro, sia online che di persona, non incontrino prezzi, condizioni di vendita o opzioni di consegna divergenti, a meno che non sia giustificato da ragioni oggettive e verificabili. In linea con la strategia digitale per il mercato unico e come parte di un approccio globale per aumentare ulteriormente l’equità nel mercato unico, la Commissione adotterà misure, legislative ed esecutive, per combattere il trattamento diverso ingiustificato di clienti in base alla residenza o alla cittadinanza.

Favorire la modernizzazione e l’innovazione di cui l’Europa ha bisogno
Modernizzare il sistema normativo europeo
Le norme contribuiscono alla sicurezza, all’innovazione, e all’interoperabilità e sono essenziali per la costruzione del mercato unico. Il processo di standardizzazione affronta le sfide del carattere evolutivo dell’economia e della diversificazione dei modelli di business, della continua espansione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) e la crescente importanza dei servizi.
La Commissione vuole modernizzare la sua attuale definizione degli standard di partnership in collaborazione con gli interlocutori interessati: l’industria, gli organismi europei di normalizzazione, le PMI e tutte le altre parti interessate.
Gli obiettivi specifici della prossima “iniziativa congiunta di standardizzazione” saranno quelli di continuare a fornire orientamenti dedicati al servizio di standardizzazione. Questo darà aziende e consumatori la fiducia nei servizi transfrontalieri e migliorerà il commercio transfrontaliero.

Consolidamento della proprietà intellettuale in Europa
La tutela della proprietà intellettuale è importante per promuovere l’innovazione e la creatività, che a sua volta genera posti di lavoro e migliora la competitività. L’UE ha bisogno di un sistema di diritti di proprietà intellettuale che sia attrattivo, accessibile ed efficiente per competere su scala globale. Questo è di particolare importanza per le PMI che non hanno lo stesso livello di risorse per gestire il proprio portafoglio di proprietà intellettuale come invece hanno le aziende più grandi. Nonostante i recenti progressi compiuti con l’adozione del sistema brevettuale unitario e la riforma del marchio, la protezione della proprietà intellettuale nell’UE rimane frammentata.
La Commissione spingerà per rendere il brevetto unitario una realtà e chiarire come interagirà con i brevetti e le certificazioni nazionali. Come già annunciato nell’ambito della strategia per il mercato digitale unico, la Commissione riesaminerà l’applicazione delle norme sulla proprietà intellettuale dell’UE, in linea con l’approccio “follow the money”, il cui scopo è quello di privare i trasgressori su scala commerciale dei loro flussi di reddito e di perseguire le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale.

Assicurare benefici pratici per le persone nella loro vita quotidiana
Creare una cultura del rispetto e dell’applicazione intelligente della normativa europea
Uno dei motivi principali per cui non tutte le opportunità che il mercato unico offre sulla carta sono una realtà oggi è che il diritto comunitario non è stato pienamente attuato e applicato. A metà del 2015 erano pendenti intorno a 1090 procedure di infrazione. Il mancato rispetto del diritto comunitario indebolisce il mercato unico e riduce la fiducia dei cittadini in esso. Inoltre, le autorità nazionali devono garantire che i prodotti siano sicuri e che rispettino le regole. Ci sono ancora troppi prodotti non sicuri e non conformi venduti nel mercato UE, questo pone le imprese conformi in condizioni di svantaggio e mette in pericolo i consumatori.
In diverse aree non viene applicato il principio del reciproco riconoscimento che assicura che le merci legalmente commercializzati in uno Stato membro godono del diritto di libera circolazione e possono essere vendute in un altro Stato membro. Questo impedisce alle imprese, e in particolare le PMI, di vendere i propri prodotti in altri paesi dell’UE.
La Commissione lavorerà con gli Stati membri e le parti interessate per creare una cultura di conformità intelligente e collaborativa. La Commissione proporrà un’iniziativa per raccogliere informazioni complete, affidabili e imparziali da operatori di mercato selezionati per migliorare la sua capacità di monitorare e far rispettare le norme dell’UE. Inoltre, rinforzerà il meccanismo di sorveglianza del mercato per individuare i prodotti pericolosi e non conformi per rimuoverli dal mercato dell’UE. La Commissione rafforzerà infine sia l’applicazione dei principi di riconoscimento reciproco che le misure preventive per evitare la creazione di nuove barriere nel mercato dei servizi.

Conclusioni
La Commissione ha deciso di creare un mercato unico più profondo e più giusto, con una base industriale rafforzata. Per raggiungere questo obiettivo è necessario aggiornare il mercato unico europeo, in linea con la realtà economica di oggi, attraverso una maggiore digitalizzazione, lo sviluppo di nuovi modelli di business e aumentando i collegamenti tra produzione e servizi in catene globali di valore.
La strategia per il mercato unico propone un insieme concreto e ambizioso di azioni volte a rimuovere le barriere economiche significative che frenano l’agenda europea per l’occupazione, la crescita e gli investimenti europei.
La Commissione conta sul Parlamento europeo e sul Consiglio, così come su tutte le parti interessate, per sostenere con forza questo programma ambizioso e urgente e per contribuire a fare un significativo passo avanti nell’interesse dei cittadini e delle imprese di tutta l’Unione Europea. È essenziale che questo programma sia riportato dagli Stati membri a livello nazionale, regionale e locale, in quanto un mercato unico è possibile solo con il loro sostegno e il loro impegno.
Le azioni previste nell’ambito di questa strategia saranno lanciate nel 2016 e nel 2017. Alla fine del 2017 la Commissione esaminerà i progressi compiuti e, sulla base di una completa analisi economica, deciderà se intraprendere ulteriori azioni per raggiungere il suo obiettivo di dotare l’UE di un mercato unico globale ed equo.

Giulia Viturale

Comments are closed.