Accordo sul bilancio dell’Unione per il 2016: vertice ECOFIN del 13 novembre 2015 (21.11.2015)

Il 13 novembre scorso, a seguito della riunione del Consiglio Economia e Finanza dell’UE (Ecofin), il Consiglio e il Parlamento hanno raggiunto un accordo sul bilancio dell’Unione per il 2016.
Attraverso il bilancio europeo, le priorità politiche vengono trasformate in investimenti, per i quali vengono stabiliti i massimali annuali e i settori d’intervento. Esso si basa sul così detto quadro finanziario pluriennale (QFP) che individua un piano di spesa per i successivi 5-7 anni. Gli attuali negoziati devono, dunque, rispettare i massimali di spesa del quadro finanziario pluriennale stabiliti per il periodo 2014-2020 e fornire i mezzi necessari a un certo numero di azioni prioritarie, in particolare crisi dei rifugiati e promozione di crescita e occupazione.
La procedura di bilancio, disciplinata dall’art. 314 (ex articolo 272, paragrafi da 2 a 10, del TCE) del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, prevede, difatti, l’approvazione (secondo una procedura speciale) del disegno di bilancio, formulato dalla Commissione europea, sia da parte del Consiglio che da parte del Parlamento. Qualora non si riesca a raggiungere un giusto compromesso tra le parti, interviene il Comitato di Conciliazione, il cui compito è quello di colmare il divario tra le posizioni del Parlamento e del Consiglio e di concordare con loro un testo comune. Durante la presente riunione è stato necessario convocare il Comitato, attraverso il quale è stato possibile definire un importo pari a 155 miliardi di euro per gli impegni di spesa e un importo pari a 144 miliardi di euro per la spesa corrente.
La tabella seguente mostra i settori di intervento e le relative risorse stanziate, confrontando gli importi messi a disposizione per il 2016 con quelli del 2015.

Imm ecofin
Il negoziato si è concluso con un aumento di circa il 7% per le somme di denaro impegnate e con un aumento meno incisivo per la spesa corrente, in accordo con la posizione più prudenziale del Consiglio. Quest’ultimo ha ribadito la volontà di garantire un sufficiente margine di manovra finanziaria per consentire all’UE di reagire a fattispecie impreviste. Una particolare attenzione è stata posta sulla gestione della crisi dei rifugiati, concordando più di 4 miliardi di euro per l’assistenza agli Stati membri più colpiti e ai paesi terzi che ospitano i profughi. Inoltre, l’accordo riflette l’importanza che il Consiglio e il Parlamento attribuiscono alla promozione della crescita e alla creazione di posti di lavoro con lo sblocco di ulteriori somme da destinare al programma Horizon 2020. Sono state previste anche una serie di misure di un importo totale pari a 698 milioni di euro per sostenere gli agricoltori europei, in risposta all’estensione dell’embargo russo sulle importazioni di alcuni prodotti agricoli provenienti dall’UE. Per quanto riguarda, infine, l’impegno assunto dalle istituzioni europee nel 2013 per ridurre il loro personale del 5% tra il 2013 e il 2017, il Parlamento ha promesso di raggiungere questo obiettivo entro il 2019.
“Il bilancio concordato oggi è un’espressione concreta di solidarietà sia all’interno dell’UE che con i paesi terzi. Fornisce all’UE i mezzi finanziari per stimolare la crescita, creare posti di lavoro e affrontare la crisi migratoria. Inoltre mantiene un margine finanziario sufficiente per consentire all’UE di rispondere a esigenze ed eventi imprevisti.” A parlare è stato Pierre Gramegna, Ministro delle finanze del Lussemburgo, nonché presidente del Consiglio.
È ora necessario che il Consiglio e il Parlamento approvino definitivamente i compromessi raggiunti dal Comitato di Conciliazione entro 14 giorni.

Cristiana Fiorelli

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