A New Start: il Programma di Lavoro 2015 della Commissione Europea (24.01.2015)

Con la conclusione del semestre italiano di presidenza del Consiglio ed il volgere del nuovo anno, la Commissione Europea ha affidato ad una comunicazione rivolta alle altre istituzioni le proprie linee guida e la propria agenda di lavoro per il 2015. Un anno che si appresta ad assumere contorni decisivi in riferimento a diversi capitoli della politica continentale. “Un nuovo inizio”: emblematico il titolo attribuito al documento redatto dall’istituzione di Berlaymont, il cui nuovo corso è iniziato, con l’insediamento dei nuovi membri, il 1 novembre 2014. In tale quadro le guidelines politiche delineate dal nuovo presidente, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, e le dieci priorità che da esse emergono costituiscono un punto di riferimento essenziale per la politica di Bruxelles.

Il documento mette in primo piano la necessità di riconquistare la fiducia dei cittadini europei, alle prese con una situazione economica e sociale che richiede risposte adeguate. A tale scopo, si fa riferimento al Piano di investimenti annunciato dallo stesso Juncker che, secondo le aspettative, fornirebbe un’iniezione vitale al tessuto produttivo del continente, in settori strategici, per un ammontare di 315 miliardi di euro per i prossimi tre anni.
Un’agenda per il cambiamento, si dice nel testo dell’atto, da porre in essere attraverso un più efficace coordinamento con il Parlamento ed il Consiglio, in grado di definire le priorità e rendere più rapido il processo decisionale; e attraverso una partnership con i parlamenti nazionali e le realtà regionali, al fine di migliorare l’attuazione delle politiche esistenti e l’efficacia delle azioni sul terreno.
Alla base del Programma di Lavoro 2015 vi è il principio della discontinuità politica, segno del nuovo corso che la nuova membership vuole incarnare. Tra gli elementi da sottolineare vi è senz’altro il rinnovamento dell’impegno ad una migliore regolamentazione, secondo i principi del REFIT (Regulatory Fitness and Performance programme), concepito con l’obiettivo di renderla più chiara e semplice, con il relativo contenimento dei costi. L’agenda sarà incentrata, inoltre, sugli sforzi di semplificazione in materia di Politica Agricola Comune e sul tentativo di rendere operativa la recente riforma dei servizi finanziari e gli European Structural and Investment Funds 2014-2020.

I settori chiave individuati dalla Commissione, e sui quali confluiranno i maggiori sforzi dell’azione comunitaria per il 2015, sono i seguenti:

Lavoro, crescita, investimenti

Il capitolo sul quale la politica europea concentrerà le maggiori sinergie per cambiare rotta è rappresentato senza dubbio da quello economico. Nel documento si sottolinea come il percorso della Commissione su tale fronte verterà su tre filoni: favorire gli investimenti, perseguire la realizzazione di riforme strutturali e responsabilità fiscale. Proprio in chiusura d’anno il presidente Juncker ha annunciato il già citato Piano di Investimenti con l’obiettivo di fornire nuova linfa all’economia. Ulteriori risorse saranno garantite, oltre al ruolo in tale ambito della Banca Europea degli Investimenti, dallo European Fund for Strategic Investments, previsto proprio dal Piano. Misure specifiche riguarderanno, secondo il Work Programme, la rimozione di barriere agli investimenti ed il rafforzamento del mercato unico. Alcune azioni chiave sono considerate funzionali al rilancio del lavoro, della crescita e degli investimenti. Tra queste, meritano di essere annoverate la massimizzazione dell’utilizzo del budget europeo destinato al lavoro e alla crescita, attraverso il miglioramento delle modalità di utilizzo di denaro pubblico con il supporto del Multi-annual Financial Framework (MFF), lo strumento pluriennale di disciplina della spesa europea in differenti ambiti; un focus sulle ecoindustrie e sulle ecotecnologie; una riconfigurazione della strategia di politica commerciale e degli investimenti, con un consolidamento di tale politica su nuovi poli di crescita nel mondo.
Infine, preso atto della bontà del sistema normativo dell’UE, la Commissione insiste sull’impegno verso l’attuazione del corpus esistente ma soprattutto sulla volontà, di concerto con gli Stati membri, di estrarre il massimo potenziale di crescita dalla legislazione. Uno sforzo, quest’ultimo, che secondo l'”esecutivo” europeo, costituisce una componente prioritaria della politica europea in diversi settori: agricoltura, industria ittica, servizi finanziari, mercato unico, etc…

Mercato unico digitale

La creazione di un mercato unico digitale connesso costituisce una delle priorità della Commissione Juncker. Considerato un vettore essenziale di crescita economica, la Commissione si ripromette di formulare una strategia organica in materia fondata su sei componenti fondamentali: assicurare fiducia e sicurezza, rimuovere le restrizioni, assicurare accesso e connettività, costruire un’economia digitale, investire su ricerca e innovazione ICT (Information and Communications Technology) e promuovere l’e-society. In tale direzione e parte integrante della strategia in questione, la Commissione si prefigge di portare a compimento i negoziati in corso quali quello relativo alla riforma europea per la protezione comune dei dati personali. Parimenti è messo in rilievo l’intento di modificare le norme in materia di diritti d’autore per tenere conto delle nuove tecnologie, semplificare gli acquisti on-line e fissare obiettivi più ambiziosi per l’attuale riforma della regolamentazione delle telecomunicazioni.

Unione energetica e politica ambientale

Si prospetta in tale ambito l’adozione di un quadro strategico al fine di individuare le azioni da intraprendere per assicurare la fornitura energetica, ridurre la dipendenza da Paesi terzi, integrare ulteriormente i mercati nazionali, migliorare l’efficienza, promuovere ricerca ed innovazione nel settore. Sul fronte della politica ambientale, viene ribadito il ruolo di primo piano dell’UE in materia, in particolare nel contrastare il riscaldamento globale. La Commissione si impegna a far valere la visione europea nei lavori preparatori della Conferenza delle Parti della UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) che si svolgerà a Parigi alla fine del 2015 e comincerà a discutere le proposte per l’attuazione del 2030 Climate and Energy package. Infine, proseguiranno gli sforzi per migliorare il quadro regolamentare dei servizi di trasporto con la relativa riduzione di gas serra.

Mercato interno

In tema di mercato unico – definito quale una delle risorse più preziose dell’UE – si prospetta un ulteriore sfruttamento del suo potenziale, nel quadro di una nuova strategia per il mercato interno, per promuovere la competitività europea nel mercato globale. Un particolare riguardo sarà dedicato agli investimenti in infrastrutture e nelle piccole e medie imprese, nonché sulla ricerca di soluzioni – riforme strutturali – per contribuire al rilancio dell’occupazione nei paesi membri, tutelando in particolar modo le fasce sociali più vulnerabili, quali i giovani ed i disoccupati di lungo periodo. In questa direzione la Commissione insiste nella promozione della mobilità del lavoro. Aiutare le imprese nell’innovazione, anche con l’aiuto del programma Horizon 2020, resterà una componente importante dell’agenda di Bruxelles. Inoltre, il completamento e l’attuazione della regolamentazione finanziaria resta uno dei campi d’azione principali del lavoro della Commissione. Ambito che comprende le nuove regole di controllo e risoluzione in ambito bancario. Il quadro normativo al riguardo sarà rafforzato, si dice nel documento, da una proposta relativa alla gestione delle crisi e risoluzione delle entità non bancarie. Interessante la prospettiva di un piano d’azione per un’Unione di mercati di capitali che andrebbe a ridurre la frammentazione nei mercati finanziari, diversificando le fonti di finanziamento per l’intera economia, permettendo l’accesso alle PMI e rafforzando il flusso di capitali nel mercato unico.

Unione Economica e Monetaria

Su questo delicato versante, si auspica un rafforzamento dell’Unione monetaria, considerato dalla Commissione lo strumento più adeguato per gestire le turbolenze dei mercati e creare le condizioni per la crescita e l’occupazione. Sulla scia di una semplificazione e snellimento del processo avviato con lo European Semester, l’approfondimento dell’unione monetaria sarà accompagnato da azioni per dare nuova linfa al dialogo sociale a tutti i livelli. In tema di politica fiscale, sforzi ingenti saranno profusi nella lotta all’evasione e alla frode, mentre è indicato uno specifico piano d’azione che sancirebbe il passaggio ad un sistema secondo il quale il paese nel quale il profitto ha avuto origine è il paese della tassazione. La Commissione si farà promotrice di una proposta sullo scambio automatico di informazioni tra autorità fiscali, di una tassa sulle transazioni finanziarie e del rafforzamento delle norme contro il riciclaggio di denaro.
Accordi di libero scambio e TTIP
Con il commercio considerato quale fattore funzionale alla crescita e all’occupazione, la Commissione rinnova i suoi sforzi nella conclusione di accordi bilaterali di libero scambio e multilaterali in ambito WTO. Sul fronte del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership Agreement), oltre ai passi in avanti registrati per garantire trasparenza ai negoziati, Bruxelles continuerà a lavorare per la conclusione di un accordo equo e ragionevole, che tuteli la salute, gli standard sociali, ambientali e la diversità culturale europea.

Area di giustizia e diritti fondamentali

La Commissione si impegna a dare continuità ai negoziati per l’accesso dell’UE alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e a promuovere la cooperazione giudiziaria. In prima linea per l’uguaglianza di opportunità delle persone portatrici di handicap, nel pieno rispetto della UN Convention on the Rights of Person with Disabilities, un segno di coerenza con il passato si registra relativamente all’impegno per la promozione dell’uguaglianza uomo-donna. La Commissione discuterà un’agenda europea in materia di sicurezza per far fronte a minacce quali crimini transnazionali, terrorismo, cybercrimini, foreign fighters.

Politica migratoria

Dinanzi alle crescenti pressioni che insistono sulle proprie frontiere esterne, la Commissione sta sviluppando un’agenda europea in tema di migrazioni, con l’intento di rendere il continente un polo di attrazione di capacità e talenti e contrastare l’immigrazione irregolare, Ciò implica un maggiore sforzo di coordinamento tra la politica in questo settore e l’azione esterna, attraverso la promozione di una più ampia cooperazione, fornendo protezione alle persone in stato di bisogno e cercando di prevenire eventi tragici come quelli che hanno caratterizzato l’area mediterranea.

Maggiore ruolo globale

Le recenti sfide emerse sullo scacchiere geopolitico richiedono una più efficace elaborazione di una politica estera davvero europea. La promozione della stabilità dei confini passa inevitabilmente, secondo la Commissione, attraverso una condotta volta alla promozione dei processi democratici nei paesi vicini, dello stato di diritto, il rafforzamento della governance economica, lo sviluppo delle istituzioni e delle amministrazioni pubbliche. Nonostante si escluda un allargamento nei prossimi cinque anni, la Commissione conferma il prosieguo delle negoziazioni in grado di offrire una prospettiva europea, in particolare ai paesi dei Balcani occidentali. In materia di cooperazione allo sviluppo si pone al centro, nell’anno europeo per lo sviluppo, la necessità di adattare la politica in materia alle esigenze dei paesi partner. Viene altresì sottolineato l’impegno alla continuazione del lavoro relativo ai post 2015 Sustainable Development Goals.

Cambiamento democratico

Maggiore vicinanza ai cittadini, trasparenza ed accesso agli atti, coordinamento e collaborazione con le altre istituzioni, coerentemente con i rispettivi ruoli. Questi alcuni degli elementi posti dalla Commissione a fondamento dell’azione del nuovo corso, alle quali si deve aggiungere la volontà di promuovere un accordo interistituzionale per rendere più trasparente il processo decisionale. Proprio nella direzione di una rinnovata collaborazione tra le istituzioni, la Commissione invita ad un lavoro comune al fine di individuare una serie di azioni prioritarie da porre in essere in maniera rapida soprattutto in materia di investimenti.

Diego Del Priore

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