16 iniziative della Commissione europea per un mercato unico digitale europeo (20.05.2015)

Affinché gli obiettivi posti dalla Strategia Europa 2020 vengano raggiunti, è necessario riconoscere il ruolo chiave proprio dell’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC).

Il mondo che viviamo risulta sempre più influenzato dall’uso delle tecnologie digitali nonché da internet: 315 milioni di cittadini europei adoperano internet quotidianamente; a lungo termine il mercato unico digitale potrebbe contribuire per un valore di 520 miliardi di euro al PIL dell’Unione europea a 28, mentre circa la metà di suddetto beneficio potrà essere realizzata nei prossimi anni (Si veda Mapping the Cost of Non-Europe, 2014-2019, studio preparato per il Parlamento europeo, 2014).
Questo rende il mercato unico digitale l’area politica più importante dell’Unione in termini di benefici potenziali. Pertanto, la Commissione europea ha reso pubblici i suoi piani per realizzare il mercato unico digitale.
Tra gli obiettivi principali sono da annoverare la volontà di eliminare le barriere nazionali alle transazioni on line (solo il 15% dei cittadini europei effettua acquisti on line da un altro Stato membro) oltre quella di aumentare la prosperità economica, in quanto un mercato unico digitale che funzioni appieno potrebbe apportare all’economia europea 415 miliardi di euro l’anno nonché creare numerosi nuovi posti di lavoro.
Entro il 2016, dovranno essere realizzate le 16 azioni chiave proposte dalle Commissione, azioni che poggiano su tre pilastri fondamentali:
1) Migliorare l’accesso ai beni e ai servizi digitali da parte di consumatori e imprese;
2) Creare un ambiente propizio che favorisca la diffusione delle reti e dei servizi digitali;
3) Creare un’economia ed una società digitali europee con potenzialità di crescita di lungo termine.
Nel primo pilastro rientrano 8 delle 16 azioni chiave, con le quali la Commissione intende:
Introdurre norme volte a facilitare il commercio elettronico transfrontaliero; pertanto dovranno essere considerate norme dell’Unione armonizzate in ambito di contratti e tutela dei consumatori per gli acquisti on line, che si tratti di beni materiali o di contenuti digitali;
garantire un’attuazione più rapida ed omogenea delle norme di protezione dei consumatori, mediante la revisione del regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori;
assicurare servizi di consegna dei pacchi più efficienti e a prezzi accessibili. Attualmente, il 62% delle imprese che cercano di vendere online sostiene che il costo eccessivo della consegna dei pacchi costituisce un ostacolo;
eliminare il blocco geografico ingiustificato — una pratica discriminatoria utilizzata per motivi commerciali, secondo la quale i venditori online impediscono ai consumatori di accedere a un sito Internet sulla base della loro ubicazione, o li reindirizzano verso un sito di vendite locale che pratica prezzi diversi.
individuare potenziali problemi relativi alla concorrenza che possano incidere sui mercati europei del commercio elettronico.
aggiornare la legislazione sul diritto d’autore, rendendola più moderna ed europea: entro fine 2015 saranno presentate proposte legislative volte a ridurre le disparità tra i regimi di diritto d’autore nazionali e a permettere un accesso online più ampio alle opere in tutta l’UE, anche mediante ulteriori misure di armonizzazione. L’obiettivo è migliorare l’accesso dei cittadini ai contenuti culturali online. In particolare la Commissione intende garantire che gli acquirenti di film, musica o articoli possano fruirne anche quando viaggiano nel territorio europeo. Essa esaminerà inoltre il ruolo degli intermediari online per quanto riguarda le opere protette dal diritto d’autore e migliorerà l’applicazione della legge nei confronti delle violazioni su scala commerciale dei diritti di proprietà intellettuale;
rivedere la direttiva sulla trasmissione via satellite e via cavo per verificare se il suo ambito di applicazione debba essere esteso alle trasmissioni radiotelevisive online e per esaminare come aumentare l’accesso transfrontaliero ai servizi radiotelevisivi in Europa;
ridurre gli oneri amministrativi che derivano alle imprese dai diversi regimi IVA: affinché anche i venditori di beni materiali verso altri paesi possano trarre vantaggio dal meccanismo elettronico di registrazione e pagamento unici; con una soglia di IVA comune per sostenere le start-up più piccole che vendono online.
Il secondo pilastro conta 5 azioni chiave, attraverso le quali la Commissione si propone di:
presentare una revisione della regolamentazione europea in materia di telecomunicazioni. Ciò comporta, assicurare un coordinamento più efficace dello spettro radio e definire criteri comuni a livello dell’UE per l’assegnazione dello spettro a livello nazionale; creare incentivi agli investimenti nella banda larga ad alta velocità; garantire condizioni di concorrenza eque per tutti gli operatori del mercato, vecchi e nuovi; instaurare un quadro istituzionale efficace;
riesaminare il quadro dei media audiovisivi per adeguarlo al XXI secolo, mettendo in rilievo il ruolo dei diversi operatori del mercato nella promozione delle opere europee (emittenti televisive, fornitori di servizi audiovisivi a richiesta, ecc.). La Commissione esaminerà anche le modalità per adattare la normativa esistente (la direttiva sui servizi di media audiovisivi) ai nuovi modelli commerciali per la distribuzione di contenuti;
effettuare un’analisi dettagliata del ruolo delle piattaforme online (motori di ricerca, social media, app store, ecc.) nel mercato. Tale esame verterà su aspetti quali la mancanza di trasparenza dei risultati di ricerca e delle politiche in materia di prezzi, le modalità di utilizzo delle informazioni ottenute, le relazioni tra piattaforme e fornitori e la promozione dei propri servizi a scapito dei concorrenti, nella misura in cui tali aspetti non siano già trattati nell’ambito del diritto della concorrenza. Esaminerà inoltre i modi migliori per contrastare i contenuti illeciti su Internet;
rafforzare la fiducia nei servizi digitali e la sicurezza degli stessi, in particolare per quanto riguarda il trattamento dei dati personali. Sulla base delle nuove norme dell’UE in materia di protezione dei dati, che dovrebbero essere adottate entro fine 2015, la Commissione procederà alla revisione della direttiva e-privacy;
proporre un partenariato con l’industria sulla sicurezza informatica nell’ambito delle tecnologie e delle soluzioni per la sicurezza delle reti.
Il terzo ed ultimo pilastro è composto di tre azioni chiave, con le quali la Commissione intende:
proporre un’iniziativa europea per il libero flusso dei dati, per promuoverne la libera circolazione nell’Unione europea. Talvolta i nuovi servizi sono ostacolati da restrizioni relative al luogo in cui si trovano i dati o all’accesso dei dati – restrizioni che spesso non hanno alcun rapporto con la protezione dei dati personali. Questa nuova iniziativa affronterà il problema di tali restrizioni, favorendo in tal modo l’innovazione. La Commissione avvierà anche un’iniziativa europea a favore del cloud computing relativa alla certificazione dei servizi di cloud computing, al cambiamento di fornitore di detti servizi e a un «cloud per la ricerca»;
individuare le priorità per l’elaborazione di norme e l’interoperabilità in settori fondamentali per il mercato unico digitale, (sanità elettronica, la pianificazione dei trasporti o l’energia);
promuovere una società digitale inclusiva che fornisca ai cittadini le competenze necessarie per sfruttare le opportunità offerte da Internet e aumentare le possibilità di trovare un lavoro. Anche grazie ad un nuovo piano di azione per l’eGovernment, i registri delle imprese in tutta Europa saranno collegati, i diversi sistemi nazionali potranno lavorare in modo compatibile, e le imprese e i cittadini avranno la possibilità di comunicare i dati una sola volta alle amministrazioni pubbliche. Tale iniziativa, c.d. «una tantum», consentirà di ridurre le formalità burocratiche e potrebbe portare a un risparmio di circa 5 miliardi di euro all’anno entro il 2017. Sarà accelerata anche l’introduzione degli appalti elettronici e delle firme elettroniche interoperabili.

Stefania Di Nardo

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