13° Vertice UE-India: rilancio di una partnership strategica tra accordi cruciali e questioni aperte (04.04.2016)

1. Considerazioni introduttive. – Il 30 marzo 2016 si è tenuto a Bruxelles il 13° vertice UE – India. L’Unione è stata rappresentata da D. Tusk, presidente del Consiglio europeo, e J.-C- Juncker, presidente della Commissione, mentre l’India dal Primo ministro Narendra Modi. Presenti ai lavori anche F. Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nonché Vice-presidente della Commissione, e C. Malström, Commissario europeo per il commercio.

I temi affrontati sono stati molti e hanno abbracciato più settori: commercio e investimenti, politica estera e di sicurezza, clima e energia, acqua e immigrazione. Sullo sfondo del Vertice aleggiava comunque la difficile situazione internazionale, caratterizzata da più aree di guerra, crisi e instabilità. Innanzitutto Siria e Ucraina ma anche l’Afghanistan, un Paese ancora fortemente destabilizzato, la Corea del Nord, minaccia per la comunità internazionale a seguito dei test missilistici in violazione del diritto internazionale e di alcune risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il Nepal segnato ancora dal disastro del terremoto dell’aprile 2015 e il Pakistan, attraversato da efferate violenze terroristiche messe in atto da organizzazioni jihadiste, alcune delle quali fedeli al c.d. Stato islamico e altre ad Al-Qaeda (di pochi giorni fa è l’ennesima strage, questa volta a Lahore, compiuta proprio da membri di una cellula di Al-Qaeda). A complicare ulteriormente il quadro, la complessa questione riguardante Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due fucilieri di marina italiani accusati dell’omicidio di due pescatori indiani, e il caso dei quattordici cittadini estoni e dei sei cittadini britannici della MV Seaman Guard Ohio condannati al carcere da una Corte indiana. Il Joint Statement finale del Vertice ha dedicato comprensibilmente un unico stringato passaggio al caso dei due marò italiani in cui si sostiene che l’UE condivide l’interesse dell’Italia per una soluzione rapida alla prolungata restrizione della libertà dei due ufficiali, mentre l’India sottolinea la necessità di rendere giustizia ai familiari delle famiglie dei due pescatori assassinati.

2. Un Vertice che non viene dal nulla: 13 anni di partnership strategica. – La collaborazione bilaterale tra UE e India ha ormai una storia più che ventennale, cioè da quando, nel 1994, le due Parti firmarono il loro primo accordo di cooperazione. L’attuale Vertice, il tredicesimo, prende le mosse dal primo del 2004, anno in cui l’India divenne partner strategico dell’UE (uno dei dieci partner strategici dell’Unione). Nel 2005 fu approvato il piano d’azione congiunto nel Vertice de L’Aia, poi rivisto e aggiornato nel 2008 nel Vertice di Marsiglia. Tale strumento operativo contribuisce a realizzare il pieno potenziale di questa partnership nei settori chiave di interesse sia per l’India che per l’UE e attualmente gli sforzi sono profusi essenzialmente in tre direzioni: (a) cooperazione avanzata nel campo della sicurezza (alla luce della Dichiarazione UE-India sul terrorismo internazionale), (b) negoziati in corso per la conclusione di un accordo di libero scambio, (c) attuazione del programma di lavoro congiunto sui cambiamenti climatici (adottato nel vertice del 2008).
Nel 2007 è stato approvato il Country Strategy Paper for India 2007-2013, che ha stabilito uno stanziamento di 470 milioni di EUR (circa 67 milioni all’anno) derivanti da fondi UE per supportare misure nei settori della salute e dell’istruzione e l’attuazione del contenuto del piano d’azione congiunto del 2005.
Altro snodo importante di questa cooperazione si è avuto nel febbraio 2011, quando UE e India hanno firmato il Programma indicativo pluriennale 2011-2013.

Dal punto di vista dei dati sulle relazioni economiche e commerciali che legano UE e India, emerge tutta la centralità e la strategicità di un rapporto che appunto si è andato a sviluppare e a consolidare negli anni. Proprio in occasione di questo summit, l’Eurostat ha diffuso alcuni dati sulle relazioni economiche che legano le due Parti. Tanto per citarne alcuni: dal 2005 al 2015 il volume di beni esportati dall’UE verso l’India è passato da 21.3 a 38.1 miliardi EUR, mentre le importazioni da 19.1 a 39.4 miliardi EUR (in entrambi i casi si tratta prevalentemente di beni manifatturieri); nel 2014 il commercio dei servizi dell’UE in rapporto all’India si è attestato su 12.3 miliardi EUR di esportazioni e 12.1 miliardi EUR di importazioni; gli stock di investimenti diretti esteri dell’UE in India nel 2014 sono arrivati a 38.5 miliardi EUR; nel 2015 gli Stati membri UE che hanno esportato in India molto di più di quanto abbiano importato sono stati di gran lunga Belgio e Germania, mentre all’esatto opposto si sono collocati Regno Unito, Paesi Bassi e Spagna, che hanno prevalentemente importato.

3. Dibattito e risultati ottenuti. – I cinque grandi capitoli del Summit sono stati il commercio e gli investimenti, la politica estera e di sicurezza, l’acqua, il clima e l’energia, l’immigrazione.
Il Vertice ha prodotto una serie di documenti e di dichiarazioni congiunte riguardanti tutti i temi affrontati. Il documento finale è la dichiarazione congiunta del Summit (Joint Statement), che contiene per punti tutte le decisioni prese e che impegneranno nel futuro le due parti nella realizzazione di obiettivi comuni. Tuttavia le principali questioni affrontate sono state delineate in nella EU-India Agenda for Action-2020 e in singole dichiarazioni congiunte. In questa sede, quindi, ci occuperemo dell’analisi e della divulgazione degli aspetti principali di tali documenti.

3.1. EU-India Agenda for Action-2020. – Per far sì che questa partnership sia più forte, orientata ai risultati e vicendevolmente benefica i leaders hanno approvato la EU-India Agenda for Action-2020. Basata sugli obiettivi e i risultati condivisi presenti nel piano d’azione congiunto del 2005 e del 2008 di cui si è detto, l’Agenda ha fissato una vera e propria road-map per il partenariato per i prossimi cinque anni ed enuclea gli obiettivi da perseguire in campi strategici della partnership tra Ue e India, ossia: la politica estera e la cooperazione nel settore della sicurezza, il commercio e gli investimenti e le imprese e l’economia, le questioni globali e la cooperazione politica settoriale, le questioni attinenti le persone e la società civile. Per quanto riguarda il primo tema – politica estera e sicurezza – l’obiettivo è rafforzare la cooperazione in politica estera, soprattutto in aree di particolare rilevanza come Asia, Africa, Medio Oriente/Asia occidentale e Europa attraverso un dialogo costante a un livello appropriato (Ministri degli Affari esteri e Servizio europeo per l’azione esterna). Per quanto riguarda il tema della sicurezza appare necessaria una cooperazione rafforzata sui temi della non proliferazione e del disarmo, del contrasto alla pirateria, dell’anti-terrorismo e sicurezza informatica e della possibilità di condividere informazioni tra EUROPOL e agenzie indiane nel contesto delle minacce transnazionali, tra cui il terrorismo. Inoltre occorre approfondire la collaborazione già esistente nella sicurezza marittima, della libertà di navigazione, del peacekeeping, nel peacebuilding, nell’assistenza successiva a un conflitto e nella lotta contro il crimine organizzato transnazionale.

Per quanto riguarda il secondo campo strategico del partenariato, il commercio e gli investimenti, gli spunti sono diversi. Tra i più significativi certamente ci sono l’attuazione di un meccanismo per facilitare gli investimenti delle imprese europee in India, l’approfondimento delle relazioni commerciali e d’investimento bilaterali (tra cui i negoziati su un accordo specifico in tal senso), il rafforzamento della cooperazione nell’area dell’industria farmaceutica (in particolare nel contesto delle riunioni del gruppo di lavoro congiunto UE-India sui farmaci, la biotecnologia e i dispositivi medici), l’incoraggiamento del dialogo tra imprese UE e indiane, tra cui le PMI, e la partecipazione attiva delle Camere di commercio anche ai Vertici UE-India.

Con riferimento alle questioni globali e alla cooperazione settoriale, il tema dei cambiamenti climatici richiede una piena e generale cooperazione tra le due parti, ma anche una specifica per l’attuazione dell’accordo sul clima di Parigi (raggiunto nella COP-21) e del processo di Dubai sugli idrofluorocarburi (adottato dalle Parti del protocollo di Montreal nel 2015).
Nel campo dell’energia, la collaborazione dovrà avere riguardo delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica, delle reti intelligenti, della tecnologia del carbone pulito, della sicurezza energetica e della ricerca e innovazione nel settore dell’energia e, infine, occorrerà esplorare le possibilità per una iniziativa congiunta a supporto degli obiettivi della “Sustainable Energy for All” lanciata dal Segretario generale delle Nazioni Unite.
Per quanto riguarda l’ambiente, si è deciso di istituire e attuare l’Indo-European Water Partnership (oggetto anche di un’apposita dichiarazione congiunta di cui si dirà in seguito), un partenariato sull’acqua coinvolgente una larga schiera di stakeholders tra cui gli Stati membri UE, gli Stati indiani, le autorità europee e indiane del settore idrico, le imprese e la società civile. Si collaborerà anche per attuare i programmi faro “Clean India” e “Clean Ganga” e l’iniziativa “Make in India”.
Per ciò che concerne l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, il compito è quello di sostenere in maniera cooperativa e coordinata l’attuazione degli impegni da essa previsti e in tal senso istituire un dialogo UE-India per condividere esperienze relative all’attuazione dell’Agenda. Sullo sviluppo urbano si è fatto riferimento al programma-faro “100 Smart cities” e all’esperienza di sviluppo della politica urbana dell’UE e quindi si è deciso da una parte di migliorare la cooperazione tra UE e India in tale settore con un coinvolgimento crescente degli Stati e delle città indiane, degli Stati membri dell’UE e delle sue Regioni e città e del Comitato delle Regioni dell’UE, dall’altra parte di promuovere il dialogo e i gemellaggi tra entità locali, regionali e statali. Sul fronte della ricerca e dell’innovazione, UE e India coopereranno nei settori dell’innovazione, della tecnologia e della scienza (sulla base dei risultati del 10° meeting del comitato direttivo su tecnologia e scienza di UE e India tenutosi a New Delhi nel novembre 2015), lavoreranno per garantire un reciproco accesso ai loro ricercatori ai rispettivi programmi di ricerca (ad es. Horizon 2020 e gli equivalenti indiani), consolideranno la collaborazione nella ricerca dell’energia da fusione nucleare e concluderanno e attueranno l’accordo EURATOM-India per la ricerca e la cooperazione nel campo dell’uso civile e pacifico dell’energia nucleare. In materia di ICT l’obiettivo è creare sinergie tra l’iniziativa “Digital India” e il mercato unico digitale dell’UE, lavorare verso la conclusione della dichiarazione congiunta per la cooperazione sulla prossima generazione dei networks della comunicazione globale (5G), scambiare competenze e buone pratiche nella sicurezza informatica, valutazione di conformità, Internet of Things, Cloud Computing, infrastrutture informatiche dei social media, etc. Nel settore dei trasporti occorrerà rafforzare la cooperazione e il dialogo sulla politica dei trasporti (ad esempio sicurezza e infrastrutture) e attuare l’accordo orizzontale UE-India sull’aviazione civile firmato nel 2008. Infine, si migliorerà la cooperazione spaziale in vista del rafforzamento dell’interazione tra l’Indian Regional Navigation Satellite System e il progetto Galileo dell’UE.

Infine, sono rimasti da esporre i principali impegni sulle questioni attinenti le persone e la società civile. In tal senso si dovrà attuare l’agenda comune UE-India sulla migrazione e la mobilità (oggetto di dichiarazione congiunta di cui si dirà in seguito), cooperare nello sviluppo delle abilità con riferimento anche all’iniziativa “Skills India” e alla strategia del G20 sulle abilità e esplorare la possibilità, nel contesto del G20, di migliorare la collaborazione volta alla promozione della creazione di lavoro dignitoso, occupazione produttiva, protezione sociale e salute e sicurezza sui posti di lavoro. Inoltre le Parti si sono impegnate a rafforzare il dialogo e la cooperazione nel settore dell’istruzione attraverso il programma India’s GIAN e Erasmus+ dell’UE e nel settore della cultura tramite l’incoraggiamento di progetti congiunti tra artisti e creativi dell’UE e dell’India in campi come ad esempio il patrimonio culturale. Dal punto di vista dell’allargamento della partecipazione alla realizzazione degli obiettivi dell’Agenda e più in generale del rafforzamento della cooperazione tra UE e India, dovranno essere incoraggiati gli incontri tra delegazioni dei Parlamenti europeo e indiano e il dialogo costante tra organizzazioni della società civile, think tanks e autorità locali e decentralizzate di UE e India. Infine, dal lato dell’architettura istituzionale, si consiglia la fusione del Dialogo UE-India sulla sicurezza e delle Consultazioni sulla politica estera in un unico strumento denominato Politica estera e consultazioni sulla sicurezza (Foreign Policy and Security Consultations), mantenendo al contempo i quattro gruppi di lavoro sulla sicurezza.

Per concludere, UE e India hanno sottolineato che per l’attuazione concreta dell’Agenda in commento sono disponibili diversi strumenti di entrambi i partner, tra cui i meccanismi per il dialogo, lo scambio di competenze e esperienze, i progetti pilota, lo strumento per la partnership dell’UE e le risorse finanziarie (ad es. i prestiti) messi a disposizione dalla Banca europea per gli investimenti.

3.2. L’importanza dell’acqua nelle discussioni del Vertice. – Nel confronto tra UE e India ha trovato spazio anche il tema dell’acqua e la sua gestione sostenibile, alla luce di problematiche complesse come la crescita demografica, le richieste crescenti e a volte concorrenziali e i cambiamenti climatici. La collaborazione nella gestione di questa risorsa era già partita lo scorso anno, quando la Commissione europea e il governo indiano organizzarono insieme il primo Forum indo-europeo sull’acqua, tenutosi il 23-24 novembre 2015 a New Delhi. Nel presente Vertice lo sforzo in questa direzione è proseguito con l’adozione di un’intesa contenuta in una apposita dichiarazione congiunta dal carattere non vincolante che ha l’obiettivo di rafforzare le capacità tecnologiche, scientifiche e gestionali dell’India e dell’UE nel campo della gestione dell’acqua sulla base di principi condivisi come l’uguaglianza, la reciprocità e il reciproco beneficio. UE e India, quindi, lavoreranno per l’istituzione di una partnership sull’acqua (India-EU Water Partnership – IEWP), scambieranno punti di vista sui rispettivi approcci regolatori, tra cui l’approvvigionamento, la governance, le migliori pratiche, le soluzioni d’impresa e le opportunità di ricerca e innovazione nel campo dell’acqua (tenendo presente la lezione appresa dall’attuazione della direttiva quadro sull’acqua dell’UE e delle principali convenzioni sui fiumi come quella sul Danubio e sul Reno), continueranno lo scambio a livello tecnico come le missioni degli esperti europei in India, continuerà l’organizzazione congiunta del Forum indo-europeo sull’acqua e sarà sostenuta l’attuazione dell’iniziativa di ringiovanimento del bacino del fiume Ganga predisposta dal governo indiano.
Per quanto riguarda le forme di cooperazione e l’attuazione per raggiungere gli obiettivi esposti, la IEWP dovrà elaborare un programma di lavoro annuale fortemente operativo, si potrà costituire un gruppo di lavoro congiunto composto da tecnici ed esperti europei e indiani in pari numero che potrà riunirsi in video-conferenza almeno due volte all’anno per discutere, finalizzare, attuare e monitorare le attività stabilite da questa dichiarazione congiunta, si potrebbe valutare costantemente l’attuazione della IEWP attraverso delegati di entrambi individuati all’interno del Ministero indiano delle risorse idriche, dell’ente sullo sviluppo del fiume e del ringiovanimento del Ganga, della delegazione dell’UE in India e la Direzione generale dell’ambiente della Commissione europea.

3.3. Il terrorismo come sfida globale comune. – La discussione sul terrorismo come minaccia globale, transnazionale e transfrontaliera, ha spinto l’UE e l’India ad adottare una dichiarazione congiunta sulla lotta al terrorismo, richiamando anche la precedente dichiarazione congiunta sul terrorismo internazionale del 2010. A tal proposito i leaders hanno convenuto sul bisogno di accrescere la cooperazione per prevenire e opporsi all’estremismo violento e alla radicalizzazione, interrompere il reclutamento, i movimenti dei terroristi e i flussi di foreign terrorist fighters, bloccare le fonti di finanziamento dei terroristi, smantellare le infrastrutture terroristiche e prevenire la fornitura di armi ai terroristi. A tal fine sarà incrementato l’impegno per migliorare la collaborazione nei campi della finanza, della giustizia e della polizia e si attende l’avvio del dialogo UE-India sull’antiterrorismo. Inoltre le due Parti hanno lanciato l’appello all’unità della lotta contro ISIL/Da’esh, Lashkar-e-Tayibba, Jaish-ei-Mohammad, Hizb-ul-Mujahideen, lo Haqqani Network e altri gruppi terroristici attivi a livello internazionale come Al-Qaeda e suoi affiliati e hanno chiesto che venga al più presto adottata dalle Nazioni Unite la Convenzione globale sul terrorismo internazionale. Altro punto da perseguire è l’aumento dell’efficacia del regime sanzionatorio deciso dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite contro l’ISIL/Da’esh, Al-Qaeda e gli individui, i gruppi, le imprese e le altre entità ad essi associati. Infine, proprio perché soprattutto tra i giovani, la radicalizzazione e il reclutamento avvengono su internet, UE e India si sono impegnate a sviluppare forme di cooperazione bilaterale e multilaterale nel campo dell’ICT, per minimizzare tra l’altro l’uso del cyberspace da parte dei gruppi terroristici e per creare una contro-narrazione online rispetto a quella degli estremisti.

3.4. L’intesa sull’energia pulita e il clima. – Uno degli argomenti centrali del Vertice ha riguardato l’aspetto ambientale ed ecologico, in particolare la produzione di energia pulita da fonti rinnovabili e il clima, con tutte le problematiche connesse ai cambiamenti climatici oggetto anche della recente Conferenza delle Parti di Parigi che ha portato a un accordo internazionale. Su questi aspetti la cooperazione tra UE e India non partiva da zero, visto che dal 2005 esiste un dialogo strutturato nel contesto del e favorito dall’EU-India Energy Panel e dai suoi gruppi di lavoro congiunti, creati dal piano d’azione di quell’anno (di cui si è già detto). Inoltre, nel 2012, già c’è stata una dichiarazione congiunta per una cooperazione accresciuta sull’energia tra UE e governo indiano. L’incontro appena svolto a Bruxelles, quindi, è stata l’occasione per rinnovare e rilanciare questo impegno comune, sulla base della visione condivisa su una produzione e un consumo sostenibili di energia e volta a promuovere da una parte una nuova generazione di energia pulita e dall’altra l’efficienza energetica al fine di combattere i cambiamenti climatici.
È stata adottata, quindi, una nuova dichiarazione congiunta, dagli effetti giuridici e finanziari non vincolanti, i cui obiettivi sono sostenere e rafforzare da un lato il dialogo e la cooperazione tra UE e India nelle aree dell’energia pulita, dell’efficienza energetica e dell’azione climatica, dall’altro lato le rispettive capacità nell’attuazione dei contributi determinati su base nazionale e finalizzati a garantire una fornitura energetica sicura, pulita, accessibile e affidabile per tutti.
Le aree di cooperazione individuate sono diverse. Innanzitutto il lavoro comune deve essere orientato verso la creazione di una Partnership sul clima e l’energia pulita, che coinvolga tutti gli attori pertinenti, dagli Stati membri dell’UE e dalle istituzioni europee e indiane, fino alle imprese e alla società civile. Poi nella dichiarazione è ricorrente il richiamo alla cooperazione attraverso pratiche come approcci regolatori, buona governance, migliori pratiche, accesso ai mercati e attività di ricerca e innovazione congiunti nei campi dell’energia pulita, della tecnologia del carbone pulito, dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili di energia (dall’eolico e dal solare alla fusione nucleare).
Le forme che potrà assumere la cooperazione e la sua attuazione si baseranno su dialoghi politici ben strutturati e guidati dal già ricordato Energy Panel indo-europeo. Inoltre si faranno sforzi per creare un apposito dialogo congiunto sui cambiamenti climatici e si rinsalderanno il dialogo e la cooperazione nel settore della ricerca e innovazione in campo energetico e climatico le cui attività opereranno nel quadro del Joint Steering Committee for Science & Technology Cooperation. La partnership in questo settore, inoltre, dovrà elaborare un programma di lavoro orientato all’azione che dovrà contribuire al raggiungimento dei suoi obiettivi, e il primo di questi programmi dovrebbe essere presentato al prossimo meeting del Panel in programma entro la fine di questa primavera. Le azioni attese che dovrebbero far parte di questo primo programma di lavoro abbracciano svariati campi: dalla costruzione del primo parco eolico offshore in India al sostegno alla missione solare indiana che prevede, ad esempio, lo sviluppo su larga scala dei parchi solari; o ancora, dal contributo finanziario attraverso finanziamenti messi a disposizione già dalla Banca europea per gli investimenti per la realizzazione di progetti relativi sull’energia pulita e sui cambiamenti climatici, alla cooperazione nel contesto del Protocollo di Montreal sulle sostanze dannose per lo strato di ozono.
Infine, la dichiarazione sottolinea che specifiche attività progettuali nel quadro di questa partnership sono sostenute attraverso lo strumento denominato “Clean Energy Cooperation between EU and India” (CECI) e anche da altri progetti di assistenza tecnica esistenti.

3.5. L’Agenda comune sull’emigrazione e la mobilità. – Come si è già accennato in precedenza con riferimento al capitolo sulle persone dell’Agenda for Action-2020 approvata dal Vertice, i leaders europei e indiani hanno dibattuto anche del tema dei flussi migratori e della mobilità delle persone in generale. Anche questo confronto ha prodotto una dichiarazione congiunta, in questo caso su una Common Agenda on Migration and Mobility adottata da UE, governo indiano e Stati membri dell’UE e basata sulla partnership e la reciprocità. Anche in questo settore il confronto tra le due Parti non era senza precedenti, visto che nel luglio 2012 si è tenuta nella capitale indiana una sessione del dialogo ad alto livello tra UE e India sulla migrazione e la mobilità.
L’Agenda intende fornire un quadro per la cooperazione su obiettivi, raccomandazioni e azioni comuni, con il fine di intervenire con efficacia nelle quattro aree prioritarie individuate, cioè: (a) organizzare meglio e promuovere la migrazione regolare e incoraggiare una mobilità ben gestita; (b) massimizzare l’impatto sullo sviluppo della migrazione e della mobilità; (c) prevenire e combattere l’immigrazione irregolare e affrontare la tratta di essere umani; (d) promuovere la protezione internazionale. L’Agenda comune indica delle azioni e delle raccomandazioni per ognuna di queste quattro aree prioritarie. In questa sede elencarle tutte sarebbe impossibile, quindi si citeranno un paio di esempi per ognuna delle quattro. Per quanto riguarda la prima area prioritaria: costruire la capacità giuridica e amministrativa per monitorare e gestire i flussi migratori e accrescere l’efficienza e la sicurezza delle rispettive procedure di ingresso, residenza e registrazione. Seconda area prioritaria: sfruttare pienamente il contributo dei lavoratori migranti all’economia sia del Paese di destinazione sia di quello d’origine e agevolare il flusso sicuro ed economicamente vantaggioso delle rimesse e il loro effetto positivo sull’economia. Terza area prioritaria: rafforzare la cooperazione, il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le agenzie europee, indiane e degli Stati membri UE e migliorare la sicurezza dei documenti di viaggio, ad esempio attraverso la biometria e la capacità di scoprire documenti falsi. Quarta e ultima area prioritaria: raccogliere e scambiare statistiche e informazioni sulla situazione di cittadini di Paesi terzi e apolidi bisognosi di protezione internazionale e rispondere ai bisogni dei minori non accompagnati e di altri gruppi vulnerabili bisognosi di protezione internazionale.
Infine, il quadro istituzionale e politico per sviluppare la cooperazione in questo settore è quanto mai flessibile: tra India e istituzioni europee, tra India e gruppi o singoli Stati membri dell’UE, tra India e agenzie pertinenti dell’UE o dei singoli Stati membri UE. Inoltre la direzione generale dell’attuazione dell’Agenda comune sarà garantita dal dialogo ad alto livello UE-India sulla migrazione e la mobilità che si terrà con cadenza annuale alternativamente a Bruxelles e a New Delhi.

3.6. La BEI aumenta il suo impegno in India. – Dal 1993, cioè dalla prima operazione, la Banca europea per gli investimenti (BEI) ha erogato più di 1.34 miliardi EUR in investimenti di lungo periodo in India. In occasione di questo 13° Vertice ha aumentato il suo impegno nel subcontinente asiatico. Infatti esso ha rappresentato la sede giusta per lanciare il finanziamento più ingente di sempre in India, ossia 450 milioni EUR per la costruzione della prima linea della metropolitana della città di Lucknow, capitale dello Stato dello Uttar Pradesh, il più popoloso dell’India. I contratti relativi al finanziamento per la prima tranche del prestito a lungo termine sono stati firmati da Jonathan Taylor, Vicepresidente BEI responsabile per l’Asia, e da H.E. Manjeev Singh Puri, ambasciatore dell’India per il Belgio, il Lussemburgo e l’UE. Un investimento, questo, che si inserisce nella politica di promozione di sistemi di trasporto sostenibili della BEI, in quanto garantirà una migliore mobilità urbana, una più bassa emissione di anidride carbonica e gas di scarico, un miglioramento complessivo della salubrità dell’ambiente e quindi della salute dei cittadini e infine un taglio dei tempi di percorrenza e del tempo speso nel traffico.
Altro aspetto di questo nuovo e rafforzato impegno della BEI in India è rappresentato dall’apertura entro la fine di quest’anno, a New Delhi, di un ufficio di rappresentanza regionale per il Sud dell’Asia che servirà come sede fisica e appoggio logistico per rafforzare la cooperazione con il governo, i partner finanziari e i promotori di progetti.

4. Considerazioni conclusive. – Senz’altro il 13° Vertice UE-India ha rappresentato un momento significativo per rinnovare e rilanciare una partnership strategica ormai più che decennale alla luce anche di due fatti contingenti: la crisi economico-finanziaria e gli effetti negativi per le imprese europee delle sanzioni contro la Russia. Rafforzare il partenariato con un mercato subcontinentale di centinaia di milioni di consumatori potrebbe essere utile per sopperire alle perdite di svariate decine di miliardi di EUR registratesi nell’ultimo anno e mezzo (solo per l’Italia questo valore si attesta intorno ai 4.5 miliardi di EUR).
Tuttavia non si può non registrare come l’attuazione degli accordi ufficiali stipulati, non essendo vincolanti, è in larga parte demandati alla buona volontà politica delle Parti, quindi sulla loro concreta realizzazione non vi è certezza alcuna. Inoltre ci sono problemi e criticità su aspetti singoli delle intese che spesso stentano ad emergere poiché avvolti dalla fraseologia diplomatica. Ad esempio, tanto per citare un caso particolarmente importante e delicato, l’India rappresenta oggi la vera e propria “farmacia dei Paesi in via di sviluppo”, in quanto la gran parte dei farmaci generici, quindi a basso costo, utilizzata per il trattamento di malati di HIV, tubercolosi, epatite C e tumori proviene proprio dall’India. L’UE invece vorrebbe imporre, tramite un negoziato e un accordo ad hoc, l’utilizzo di farmaci sottoposti a brevetto e prodotti da multinazionali europee, che presentano costi molto maggiori. In occasione del 13° Vertice, quindi, si è levata alta la richiesta nei confronti dell’India da parte di alcune ONG attive nel campo medico-sanitario, come Medici Senza Frontiere, di salvaguardare questo suo importante e meritorio ruolo e di resistere alle pressioni dell’UE che vorrebbe sottoscrivere un accordo commerciale contenente disposizioni dannose per l’accesso ai farmaci a prezzi accessibili.

Luigi D’Ettorre

Per approfondimenti si apra il seguente link:

Risultati 13° Vertice UE-India

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